La scheda di rilevazione realizzata non è una `scheda' in senso proprio, sia per la sua natura non cartacea, sia per la forte articolazione delle informazioni che si prevede di raccogliere. Ancora per la grandissima articolazione degli oggetti rilevati, descrivibili in alcune principali categorie, caratterizzate da problemi e contenuti informativi molto diversificati. La città vecchia di Genova comprende infatti in primo luogo una straordinaria stratificazione, sia per il loro contesto, sia per la loro vicenda interna, in cui la lunga durata delle loro trasformazioni fa privilegiare piuttosto la stratificazione che l'identità, anzi una condizione in cui il principale elemento di identità è proprio la stratificazione.
La continuità, paradossalmente, si manifesta proprio nel privilegio che l'osservatore è costretto ad accordare alle differenze. Ed in queste differenze si manifesta proprio la vera uniformità, l'impressione di unitarietà che siamo spinti ad attribuire ad una così ricca sovrapposizione di elementi.
Una prima suddivisione di elementi, una suddivisione preliminare, ma che tiene tuttavia conto dei differenti apporti che qualificano la rilevazione, potrebbe prevedere:
E questi sono soltanto gli elementi che, forse in un'immagine poco sostanziata da elementi di quantificazione realistica, giungono alla mente dell'osservatore.
Realizzare quindi una scheda adatta alla rilevazione delle peculiarità oggettuali più significative, degli elementi storici, archeologici e strutturali di costrutti così differenti, significa prevedere una larga variabilità nelle modalità di compilazione di una `scheda' costituita da una numerosa serie di tabelle distinte, destinate a ricevere informazioni omogenee per genere; informazioni che potranno poi essere coordinate in una scheda riassuntiva di volta in volta diversa.
Gli elementi rilevati per ogni edificio fanno capo alle seguenti categorie:
La compilazione di una così vasta serie di informazioni non potrà dunque in nessun caso avvenire in modo esaustivo, perché l'analisi non potrà in alcun caso avvenire in maniera allo stesso tempo così approfondita e così estensiva, data la natura speditiva della rilevazione.
Notevole rilevanza assume, nell'ambito dell'indagine di campo la specificità ed il livello necessariamente assai analitico delle indagini strutturali.
Si può infatti ritenere che nel contesto individuato emerga un momento di crisi disciplinare caratterizzato dall'impossibilità di sintesi preliminari, di criteri di giudizio speditivo, di letture tipologiche delle strutture edilizie preindustriali, concepite essenzialmente secondo criteri empirici, vagliati ed assimilati nella lunga durata, e non frutto dell'applicazione delle teorie della scienza e della tecnica delle costruzioni. Ecco quindi la difficoltà di percorrere il cammino inverso: partire da schemi strutturali predeterminati e riconoscerli in strutture esistenti, condizionate da altri parametri e caratterizzate da trasformazioni e stratificazioni che ne hanno spesso completamente cambiato la concezione originaria.
Si può affermare con ragionevole certezza che se tutte le altre discipline hanno costituito una propria morfologia, un coacervo di concezioni indiziarie capaci di dar luogo ad ipotesi interpretative complesse, quando non a vere tipologie, le analisi strutturali non hanno potuto addivenire ad un analogo sviluppo perché proprio lo statuto disciplinare impone di non ricorrere ad alcuna 'astuzia interpretativa'. E' difficile pertanto raccogliere una serie di dati significativi alla comprensione della concezione e dei problemi strutturali con uno strumentario uniforme, aggiornato, ma sintetico come quello previsto per questa indagine.
E' necessario premettere sin d'ora che non sarà possibile indicare una serie di criteri preliminari di selezione intrinseci alle teorie ed alle tecniche citate. Saranno piuttosto osservazioni di altra natura ad indicare delimitazioni del campo di indagine, mentre dovremo considerare una limitazione per così dire `fisiologica' nel tempo concesso complessivamente dalla natura speditiva dell'indagine.
Dovendo dunque indicare una delimitazione preliminare a carattere `probabilistico', ragionevole e realistico, proviamo ad indicare alcuni elementi difficilmente compatibili con le condizioni di rischio indagate:
Risultano invece fattori di rischio:
Sono inoltre poco interessati dal livello di analisi prefigurato dalle nostre indagini gli edifici:
Dalle considerazioni appena esposte emerge una sorta di contraddizione di fondo tra le esigenze operative e quelle teoriche dell'indagine. Si afferma infatti:
Dovendo dunque indicare un limite all'impegno temporale dei rilevatori, un limite tale da poter garantire al tempo stesso le ragioni della quantità (una serie statisticamente e territorialmente rilevante se non esaustiva, anche per i motivi scientifici e di ricerca indicati in precedenza) e della qualità (i risultati ottenuti debbono soprattutto perseguire - per tecniche e qualità delle verifiche condotte - la certezza del risultato), non si potranno superare le 250 analisi circa. Analisi che saranno condotte su una parte assai rilevante del patrimonio residuo, proprio in quegli ambiti ove sono maggiormente presenti gli indizi individuati.
Ancora più specificamente gli edifici potenziali oggetti d'indagine saranno distinti da due livelli d'analisi, il livello delle consulenze, ed il livello dell'indagine, articolato appunto in circa 250 schede.
Ad oggi il rilevamento per numeri civici dovrà rispettare il seguente ordine: