2.4. L'acquisizione delle informazioni archeologiche

L'analisi archeologica ha come fonte il manufatto edilizio; questa fornisce un supporto documentario decisamente storico derivato dal riconoscimento delle sequenze di interventi di costruzione, demolizione, rifacimento, collegate al contesto di appartenenza da certezze fisiche avvalendosi della conoscenza di altre aree disciplinari prime fra tutte quella archeologica, quella storica e quelle appartenenti alle scienze naturali, dalle quali si attinge sapere e metodologie di ricerca riunite sotto il comune denominatore dell'analisi stratigrafica.

L'osservazione non deve procedere casualmente, se si voglia arrivare a qualche risultato con il minimo dispendio di tempo. Si può subito vedere se si tratti di un edificio con strutture portanti in tutto o in parte a vista, o di un edificio completamente intonacato.

Per quanto riguarda l'archeologia dell'architettura ed in particolare i manufatti in elevato presenti nel nostro centro storico, l'analisi si basa su osservazioni e misure che si possono dividere in tre gruppi :

  1. strutture in vista
  2. strutture intonacate
  3. componenti architettonici

a) Strutture in vista

Le osservazioni hanno come oggetto i muri, i pilastri, le volte, i solai e le scale costruiti a vista, o riportati a vista da interventi successivi, o visibili per degrado degli intonaci.

Le unità omogenee vengono individuate e successivamente datate attraverso l'osservazione dei materiali, le tecniche di messa in opera e le misure dei componenti.

Per ogni unità visibile si osservano anche le interrelazioni stratigrafiche, che unite alla datazione delle singole unità, permettono di stabilire una sequenza cronologica delle strutture.

In questo caso si passa a constatare se la sequenza delle strutture (muri, pilastri, archi, volte, solai, coperture, ecc.) e di ogni componente architettonica (contorni delle aperture, portali, colonne, scale, balaustre, ringhiere, ecc.) sia quella che normalmente si ottiene in un'unica fase costruttiva.

In caso contrario, o nel dubbio, ogni struttura ed ogni componente viene delimitato sul rilievo, definendo delle unità stratigrafiche che avranno una sigla di riconoscimento. L'osservazione si sposta a questo punto alle interfacce delle varie unità stratigrafiche, dove è possibile notare quale delle due sia anteriore all'altra, o se le due unità siano state costruite assieme. E' importante per questo tipo di osservazione la conoscenza in ogni cultura costruttiva, come operasse il muratore quando interveniva su un muro esistente, rispettò al normale processo fabbricatorio; ma quando il rapporto non sia chiaro è bene dichiararlo. Se esista una sequenza di interventi si può adottare una o più analisi stratigrafiche . Tali analisi hanno il compito di ordinare in modo relativo la sequenza degli avvenimenti costruttivi, e distintivi, ma non fornisce le datazioni vere e proprie di tali avvenimenti.

L'osservazione prende allora in considerazione l'interno di ogni unità stratigrafica, per vedere quali di esse contengano caratteri databili (forme, posizioni, misure, materiali, eccetera: vedi strumenti). Disporre in una regione di molti metodi di datazione assicura che qualcuno di essi sia applicabile in ogni caso. Ciò equivale alla storia fisica, ma anche architettonica dell'edificio.

b) Strutture intonacate

Per il secondo caso, l'edificio tutto intonacato, in questo caso le informazioni sono limitate a ciò che è direttamente osservabile:

forme, posizioni e misure delle aperture dei portali delle balaustre, delle colonne, delle scale e delle cornici esterne (con o senza aggetto) sono caratterizzabili e databili solo attraverso alcuni aspetti formali:

  1. aggetti dei muri periferici, anche se gli archetti portanti sono stati mascherati dalla cornice.
  2. forma delle volte che varia nel tempo secondo un ordine cronologico: botte, crociera, padiglione, vela, vela ribassata.
  3. archi ( a tutto sesto, acuti, ribassati, tricentrici)
  4. capitelli, peducci e cornici
  5. dimensioni e rapporti tra l'atrio d'ingresso e la prima rampa di scale
  6. materiali e struttura di supporto delle rampe
Mancano i materiali, le misure e le tecniche delle strutture portanti, per le quali, quando proprio fossero indispensabili alle analisi stratigrafiche, si può far uso della termografia o delle endoscopie. Si possono osservare, in cambio, i rapporti stratigrafici all'interno dell'intonaco stesso (microcarotaggi), e tra gli intonaci ed i componenti architettonici (aperture, cornici, edicole, ecc.). A livello regionale, quando un edificio intonacato venga inserito cronologicamente in uno o più periodi si può sempre sapere indirettamente, per confronto con edifici coevi non intonacati, quali siano le tecniche ed i materiali impiegati.

c) Componenti architettonici

Le tipologie stilistiche sono sempre state usate per datare gli edifici, come per datare le sculture e le pitture. Quando si cerchi di fare dei tipi sulla base delle forme e delle decorazioni dei manufatti privi di contenuto estetico, o comunque non riconducibili a scuole od artigiani noti, si ricorre al cronotipo. Le cronotipologie comunemente usate sono quelle delle forme strutturali (archi, volte, pilastri,componenti architettonici, etc).

Sia che siano presenti su strutture a vista, sia su strutture intonacate, sono osservabili misurabili e classificabili (cronotipologia). I componenti, di cui esiste una classificazione cronotipologica, sono descritti di seguito considerando come caratteri indicatori il materiale che li compone, le forme, le dimensioni geometriche ed i rapporti tra esse.

  1. Aperture
    Si distinguono i margini delle aperture dalle finiture architettoniche non funzionali (mostre).
  2. Scale: materiale, dimensione dei gradini (pedata, alzata e larghezza)
  3. Balaustrate ( balconi, scale, logge) : materiale, forme e dimensioni dei balaustrini
  4. Ringhiere: materiale, forme
  5. Pavimenti (atri e ballatoi): materiale, disegno e dimensione
  6. Rivestimenti parietali ( atrio e scale): materiale, disegno e dimeni

Completata la raccolta dei dati, di qualunque tipo di edificio si tratti, esistono elementi sufficienti per un'interpretazione archeologica complessiva dello stesso che si otterrà confrontando fra loro i dati cronologici raccolti con quelli formali e funzionali.

Da ciò si può desumere se l'edificio è ancora architettonicamente unitario o se e quando ha subito delle trasformazioni.

Indicazioni sulla logica di compilazione della scheda

La raccolta dei suddetti dati avviene attraverso la compilazione di un database dedicato alle osservazioni architettoniche-archeologiche compiute sui singoli edifici.

Le scheda da compilare sono organizzate secondo quattro singoli database denominati per facilità di dicitura: "elevato", "scale", "aperture", "atri".

Questi descrivono gran parte delle caratteristiche tecniche e formali dell'edificio, costituito sia dalla struttura che dai componenti architettonici, attraverso la descrizione del materiale scelto, delle tecniche di realizzazione e di lavorazione a cui i materiali sono stati sottoposti prima e dopo la messa in opera, le modalità di messa in opera.

Le voci di compilazione delle schede archeologiche-architettoniche, sono state scelte sulla base di quelle conoscenze dei caratteri costruttivi dell'edilizia storica che le esperienze passate ci hanno fornito, e attraverso le quali è possibile associare le varie fasi costruttive ai loro reciproci periodi storici.

La classificazione delle tecniche murarie, degli intonaci, delle forme di apertura, del tipo di rampe di scale e di piastrelle impiegate nelle pavimentazioni interne, ecc., in relazione ai materiali impiegati oltre che ai dati metrici sulle geometrie di singoli componenti architettonici, celano in verità una conoscenza già acquisita nel particolare e verificata nel generale, che è comunque passibile di ulteriori miglioramenti, una volta compiuta l'operazione di indagine a cui che ci stiamo preparando.

Distinguere le voci puramente archeologiche, nel senso lato del termine, da quelle della storia dell'arte non è così immediato; una distinzione formale tra le due indagini non è comunque possibile, in quanto entrambe analizzano il più delle volte gli stessi componenti attraverso le proprie logiche.

In vero, non tutte le osservazioni che provengono dalla storia dell'arte sono fruibili solo per aspetti stilistici ed estetici in quanto trovano spesso e volentieri riscontri o integrazioni attraverso l'osservazione archeologica.

Grande lavoro di interpretazione sarà dunque necessario durante ed al termine dell'operazione in corso, per scindere e interpretare il corretto significato delle informazioni raccolte.

Si è innanzi detto che nelle schede "archeologiche" sono raccolte le voci che descrivono esaurientemente l'oggetto da questo punto di vista; ma altre voci da accomunare alle suddette, sono presenti nelle differenti schede che costituiscono l'intero database. Questo si è reso necessario in seguito alla strutturazione stessa del database, che ha richiesto l'accorpamento in ambiti simili delle varie osservazioni che investono per forza di cose varie discipline; in tal modo troviamo nella scheda "edificio" indicazioni riguardanti la presenza di portici e di sopraelevazioni, negli "orizzontamenti" indicazioni circa l'impiego di tecniche di rivestimento quali infrascatura e pavimentazione, nelle "catene" indicazioni riguardo la lavorazione degli elementi metallici ecc.

Un'ultima considerazione degna di nota, riguarda la logica che ha condotto alla realizzazione delle suddette voci di campo, appositamente scelte e strutturate con il chiaro intento di rendere la loro compilazione oggettiva, liberando l'operatore dalla pericolosa tentazione di interpretarne i sigificati delle osservazioni prima delle osservazioni.

E' dunque richiesta da parte di chi compilerà la scheda, lo sforzo di astenersi dal giudicare l'edifico indagato, attenendosi scrupolosamente al riconoscimento delle singole caratteristiche descritte nei campi del database; per facilitare tale compito, sono stati abbinati ad ogni campo una descrizione delle voci contenute e brevi osservazioni sulle modalità di riconoscimento delle caratteristiche in oggetto. Sono previsti e tuttora in fase di realizzazione, una sorta di abachi che riguardano le voci più complesse o più ingannevoli dal punto del riconoscimento.

(c. c.)

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