2.6. Prime riflessioni sulle risultanze dei sopralluoghi

Dopo una laboriosa messa a punto a tavolino della struttura della scheda di rilevazione si é passati ad un primo sopralluogo che ha costituito la prova sul campo in cui verificare l'efficienza della scheda stessa.

Quest'ultima, nel complesso, é risultata funzionare, anche se numerosi adattamenti ed aggiunte sono risultati essere necessari.

Dopo questo esperimento, tornati in laboratorio e rielaborate le modifiche eseguite sul campo, si é messa a punto una nuova struttura della scheda in grado di sveltire il procedimento di compilazione pur mantenendo la completezza dei dati raccolti; quindi l'esperienza sul campo si é rivelata utile per adattare la scheda teorica, ossia elaborata a tavolino seppur avendo presente la complessità delle situazioni riscontrabili e sfruttando l'esperienza di ciascuno degli elaboratori, all'effettiva articolazione della città reale.

Ripresi in seguito i sopralluoghi, dopo l'operazione di affinamento della scheda di rilevazione allo scopo di sperimentare a scala maggiore (9 edifici) l'efficienza della stessa, ci si é imbattuti in un nuovo ma non imprevedibile aspetto del lavoro: il limitato tempo disponibile per la compilazione. E' emersa cioé la necessità di calibrare la scheda col fattore tempo, pur mantenendo il maggior numero di informazioni rilevabili possibile.

Il contratto prevede infatti limitati, ossia determinati, tempi complessivi di ricerca e ciò comporta un limite ben preciso alla quantità di tempo dedicabile ad ogni singolo caso. Questo ha motivato uno sfoltimento delle voci della scheda proposte dai consulenti e dagli stessi rilevatori; si è trattato tuttavia di uno sfoltimento ragionevole che ha mantenuto le voci più significative per una conoscenza diffusa ma speditiva della città vecchia.

Non essendo possibile la contemporanea realizzazione di una conoscenza della stessa diffusa ed approfondita in tempi limitati, questo studio non può che essere considerato un punto di partenza per ogni successivo livello di analisi.

Tornando all'esperienza diretta sul campo, un altro elemento importante emerso é la possibilità di cogliere nell'ambito del sopralluogo alcune impressioni sulla globalità dell'edificio; impressioni che, in quanto tali, non possono essere riportate sotto forma di dati oggettivi, ma che possono però essere segnalate in nota. L'omissione di queste potrebbe infatti portare alla perdita di parte dell'esperienza svolta dai rilevatori.

Qualche parola può essere spesa poi per quanto riguarda l'impatto sociale, ossia l'impatto dei rilevatori con l'ambiente centro storico; un impatto reso talvolta problematico anche per il rischio legato all'elevato valore della strumentazione elettronica adoperata durante la rilevazione.

Inoltre la diffidenza di alcuni abitanti a permettere l'accesso ai propri alloggi, unita alla presenza di gruppi di individui socialmente pericolosi, hanno impedito o almeno talvolta ostacolato l'acquisizione dei dati utili per la compilazione di alcune parti della scheda. Diffidenza, quella degli abitanti, motivata o da un timore nei confronti dei rilevatori stessi finora sprovvisti di apposito tesserino di riconoscimento, o da un disagio nei confronti delle istituzioni stesse che questi rappresentano (timori relativi a controlli fiscali, abusi edilizi, ecc.).

Se il primo può essere facilmente superato, il secondo si presenta di tutt'altro che semplice soluzione a meno che una opportuna campagna di informazione non porti a conoscenza il maggior numero di cittadini possibile degli scopi di questa operazione.

Il passaggio successivo é stato l'inizio della elaborazione dei dati raccolti e l'individuazione, sui supporti cartografici opportunamente approntati, degli edifici analizzati, operazione questa che ha messo in luce alcune imprecisioni degli stessi: si tratta di una imprecisione nella individuazione delle particelle contenute nei vari edifici, particelle che collegate ai vari numeri civici neri, sono alla base della restituzione dei dati e che pongono esse stesse, concettualmente, alcuni problemi, legati principalmente alla mancata corrispondenza, talvolta, tra un numero civico ed una particella.

In un caso di quelli presi finora in esame, per esempio, é emersa la sovrapposizione di due edifici (contraddistinti da due differenti numeri civici) su una stessa particella. Questo fa comprendere i limiti di una rilevazione svolta per numeri civici e riportata su un supporto bidimensionale (una planimetria); limiti questi che sono tuttavia inevitabili, non essendo possibile concepire un diverso orientamento della ricerca.

(c. g. - i. i.)

Unione Europea
Comune di Genova
UNESCO World Heritage

Charta
Realizzato con la collaborazione di Charta s.r.l.

Queste pagine non fanno uso di alcun cookie di tracciamento.