Ennio Poleggi
Dopo quanto esposto sarebbe una contraddizione in termini tracciare linee di
orientamento programmatico o, peggio, progettuale che non tenessero conto del
metodo e delle analisi conseguenti da condurre però su aree più
ampie, come quelle che ci accingiamo ad affrontare con la Mappatura in
oggetto.
E' soltanto per l'esperienza personale di chi scrive che si aggiungono alcune
tematiche ritenute utili ad orientare il lavoro degli Uffici addetti alla
revisione attuale del PRG che ha una scadenza anticipata rispetto ai termini
stabiliti nel Contratto di ricerca. Entro il 5 luglio p. v., termine del 2deg.
rapporto, si potrà tuttavia fornire una prima raccolta di schede di
edifici scelti per questa occasione.
Possiamo definire l'elenco che segue come una scelta di prerequisiti richiesti
dalle qualità complessive che ormai riconosciamo all'ambiente in
questione, ineludibili da qualsiasi progettazione urbanistica di massima o
esecutiva: esse sono fondate su una esperienza trentennale di indagini nella
città vecchia - le vie, le piazze e le unità edilizie - e
confortate dai documenti degli Archives Nationales di Parigi, gli Archivi di
Stato di Genova Torino e Roma (Centrale dell'EUR), l'Archivio storico del
Comune oltre alle maggiori collezioni cartografiche italiane ed europee.
E' una premessa necessaria, anzi strategica rispetto all'ordine delle fasi
operative e all'economia degli scopi che si perseguono, ma è nello
stesso tempo l'ipotesi iniziale appoggiata su tutta la letteratura locale e via
via adeguata attraverso ilfeed-back con gli esiti dell' indagine in
corso.
- Ripartizioni cittadine. Individuare le
unità storiche di ripartizione civile ed ecclesiastica (otto compagne e
due borghi, in seguito divenuti quattro sestieri, oggi compresi nella
circoscrizione Pré-Molo-Maddalena e Portoria; parrocchie) allo scopo di
adottarne i territori come sistemi geotemporali cui attribuire i dati raccolti
e riferire ogni interpretazione.
- Stato attuale. Gerarchizzare le unità c.s. nelle Mura Vecchie
rispetto alle attuali condizioni urbanistiche e ai caratteri edilizi dominanti
- Normativa. Adottare una Normativa di quadro, incentrata sulla
definizione dei diversi livelli della morfologia urbana e sulla condizione
abitativa prevalente.
E' un primo quadro strategico di situazioni urbane e di forme
architettoniche su cui esercitare l'attenzione collettiva e indirizzare le
scelte di intervento prioritario, accentuando il pragmatismo dell'azione.
- Viario. Circoscrivere le grandi persistenze dell'impianto
viario-insediativo medievale
- Scena urbana. Inventariare i caratteri costitutivi della scena
urbana da privilegiare nei programmi degli interventi pubblici (traffico,
rifacimenti stradali, ecc.) e privati.
- Abachi. Rilevare e pubblicare l'Abaco cittadino anche in modi
multimediali, in collaborazione con l'Università, per raccogliere
forme e materiali degli elementi edilizi dominanti, con figure bidimensionali,
sagomature databili, campioni.
E' un primo piano tattico di azioni su luoghi e manufatti
cittadini molto significativi da privilegiare nella stesura di qualsiasi
programma della C.A. per il peso degli effetti diretti e riflessi sul riscatto
ambientale e su quello dell'immagine.
- Porte di accesso (Metropolitana e parcheggi). Rimane il primo
impegno da studiare e realizzare con rigore sia per relazioni e interrelazioni
con il traffico veicolare e pedonale dell'intiera città, sia come
garanzia del rinnovo ambientale, inclusa la valorizzazione di alcuni assi di
attraversamento pedonale.
- Ripa e Porto vecchio. Valgono i criteri prioritari detti
sopra, oltre al maggior ruolo urbanistico di interfacciamento tra città
e porto arrecato dalle diverse destinazioni dei due ambienti urbani che
includono l'Expo'.
- Piazze di mercato. Liberare le piazze di mercato da
occupazioni di punti-vendita ambulanti, assegnando destinazioni di uso
confacenti alla monumentalità ed alla frequentazione turistica.
- Palazzi dei `rolli'. Pubblicare l'anagrafe dei palazzi dei `rolli',
programmando un calendario di iniziative illustrative con `targhe' e mostre
didascaliche (v.Ripa), di città vecchia e di sestiere, per assi
significativi.
- Interventi autopromozionali. Riunioni periodiche di amministratori e
assemblee condominiali per promuovere ed assistere interventi di manutenzione
in piazze significative (facciate, botteghe, insegne).
Più che una indicazione di piano, ha valore di elenco temporaneo
per attuare azioni generali preventive.
- Immagine. Pianificare una campagna di pubblicizzazione dell'immagine
urbana ritrovata, all'interno (Circoscrizioni, Scuola, Educazione permanente) e
all'esterno (Stampa nazionale, TV, A.P.T., T.C.I., Associazioni ambientaliste).
- Protezione. Assicurare la conservazione statica degli edifici e e la
tutela degli aspetti storico-monumentali (collegamento a rete degli Uffici con
gli Enti tutori).
- Manutenzione pubblica. Programmare la manutenzione sistematica degli
spazi e dei servizi collettivi (infrastrutture, canalizzazioni, arredo).
- Ossservatorio progettuale. Presentare soluzioni alternative
(programmi/progetti) per le aree problematiche, analisi sistematiche di
approfondimento conoscitivo, concorsi di idee per spazi interni ed
esterni.
- Survey of Genoa. Atlante di rilievi specializzati, in
collaborazione con l'Università, le Imprese e cittadini professionisti
(volontari), da collocare in apposito Archivio informatico con Ufficio addetto
alla sua implementazione.
- Museo della città. Laboratorio, più che
museo, per raccogliere dati e documenti della trasformazione, prepari mostre
temporanee di progetti in corso, offra una struttura espositiva permanente per
l'orientamento dei turisti.
- E' la sede adatta a collocare gli esiti della presente Mappatura
culturale, carte e schede comprese, per la consultazione dei cittadini e degli
Uffici non ancora collegati per rete informatica.
- Archivio storico del Comune. In una fase di tempo a
medio termine la collaborazione con questa Istituzione, che è la
più organica alle diverse necessità di governo della Città
vecchia, prefigura una ideale congiunzione fra passato e futuro, anche per la
concreta possibilità di fornire risposte immediate ai quesiti degli
operatori di quella ragionevole trasformazione che si è più sopra
evocata per la Città vecchia, è in pratica la garanzia
documentaria di una conservazione autentica della memoria di pietra.