Settore 8 - Campo

Le caratteristiche degli edifici della zona contribuiscono tuttora a rendere più che mai attuale il nome con cui essa è conosciuta il "ghetto".
Caratterizzata da importanti assi di scorrimento sia pedonale che automobilistico al suo intorno in cui sono vivacissime le attività commerciali, culturali e terziarie mantiene un cuore di stretti vicoli in cui la totale assenza di qualsiasi tipo di attività produttiva o commerciale legale contribuisce a mantenere un forte degrado sia sociale che architettonico-strutturale radicato nel tempo.


1. I Rolli e i tipi connotativi disegnano i confini naturali del ghetto


analisi effettuata per il nuovo Prg

elaborazioni aprile 1997

Dall'analisi più approfondita effettuata con lo studio del sistema dei Rolli, tutte le vie al contorno ospitano ancora importanti tracce di quelli che nel XVI e XVII secolo erano gli edifici destinati ad ospitare le personalità in visita alla città e che a tutt'oggi sono sede o distaccamenti di enti pubblici militari e scuole con tipi connotativi palazzo nobiliare moderno o borghese.


Carta tipi connotativi


2. Gli interventi del XVIII secolo mascherano un impianto medioevale ben conservato


Carta epoche prevalenti ed antiquarie

Al centro del settore le vicende edilizie sono state sempre mirate, soprattutto nel XVIII secolo, a mantenere una situazione abitativa destinata a classi sociali meno abbienti, infatti molti edifici, prevalentemente case d'affitto, hanno subito interventi caratterizzati da una edilizia realizzata in economia di materiali e di soluzioni strutturali (scale in legno strettissime e atrii inesistenti).

Questa situazione di incuria e disinteresse ha permesso all'impianto lottizzativo medioevale, e a gran parte degli edifici di conservare una certa integrità. Sono perfettamente riconoscibili la maggior parte delle parti basse in pietra fino agli archetti pensili e anche alcuni paramenti murari in mattoni pieni, pietra, fregi e scale anche cinquecentesche fino all'ultimo piano; vedi ad esempio il civico n 1 di via della Croce Bianca con paramento murario in pietra (epoche antiquarie).


3. Interventi e manutenzione: il degrado strutturale e l'umidità senza controllo


Carta del degrado statico

E' innegabile dai dati della rilevazione che gli edifici del nucleo centrale siano oggetto di degrado strutturale e sociale. In molti si rileva sofferenza strutturale, presenza di umidità e una densità abitativa rilevante, ma è anche un dato di fatto che per questa zona non sono state osservate operazioni di monitoraggio come è successo per altre con caratteristiche di degrado simili che stanno lentamente riprendendosi o che comunque sono oggetto di diagnosi e quindi sotto controllo ad esempio la parte a monte di via Ravecca nella zona 10 del "Colle". Si nota ancora la presenza di macerie risalenti all'ultimo conflitto in parte rimosse recentemente.


Carta dello stato di utilizzo

All'interno del "ghetto" pur esistendo le condizioni al contorno per un riscatto della zona come il Polo universitario di Lettere e Legge e percorsi commerciali fiorenti, non si hanno segni di ripresa nè commerciale nè edilizia: via della Croce Bianca e vico Adorno o vico Untoria sono comode scorciatoie da via del Campo a piazza della Nunziata e da via delle Fontane a via Lomellini ma le uniche attività presenti -- illecite -- ne diminuiscono e scoraggiano l'attrattiva commerciale e pedonale.

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