
Il settore 2 della città vecchia comprende quella porzione di abitato interna alle mura del IX secolo che si estende dalla Ripa di Coltelleria fino a piazza delle Erbe, seguendo le due direttrici di via Giustiniani e di via S. Bernardo.
L'area in questione ricalca la forma dell'antica compagna rionale di Piazzalunga, conservando la ripartizione territoriale dell'area urbana compresa nella cinta muraria del XII secolo.
Piazzalunga rappresenta ad oggi tutte le fasi più importanti dell'attività edilizia di Genova. Il Medioevo nell'assetto viario ancora intatto, la grande attività edilizia Cinque-Secentesca nelle lottizzazioni e gli interventi ottocenteschi (sopraelevazioni, rifusioni etc.).
La città dei palazzi
I palazzi dell'ospitalità pubblica
I grandi interventi unitari non hanno interessato questa parte di città storica.
I primi e forse unici episodi di modifica dell'immagine medievale dell'area sono rappresentati dai palazzi dell'ospitalità pubblica costruiti tra Cinque e Seicento.
La città del duecento: lunga persistenza dell'assetto viario
I corpi edilizi attuali (in grigio) si inseriscono perfettamente sull'impianto viario medievale (in arancione)
Interventi che si realizzano a livello puntuale sul suolo urbano, modificando il particellare, senza stravolgere l'assetto viario che si ripropone pressoché immutato dal MedioEvo.
Gli interventi urbanistici dal Settecento in poi sono la realizzazione di Piazza Nuova, oggi piazza Erbe, e di piazza Cavour e via Turati nell'Ottocento.
Il rinnovo della scena medievale:la città rinascimentale
La prevalenza del Cinquecento (azzurro chiaro) e del Seicento (azzurro scuro)
La gran parte dei manufatti che hanno conservato l'identità di palazzo nobiliare si colloca soprattutto nell'area tra via Giustiniani e via Canneto e costituiscono la spina dorsale del settore, conferendogli un 'immagine globale che è quindi quella che danno i grossi volumi cinque-secenteschi imprigionati in una rete medievale.
La città nascosta: architetture monumentali si affacciano spazi medievali
Palazzi con cortili, atrii e scaloni di grandi dimensioni
In questa parte di città ci troviamo davanti ad esempi meno conosciuti di fare architettura a Genova, ben diversi dalla fortuna storica degli interventi di Strada Nuova.
La capacità tecnica e l'abilità nel costruire degli architetti locali realizzano organismi di grandi dimensioni e notevoli nei singoli elementi, ma spesso privi di uniformità nell'insieme. Lo spazio che manca all'esterno si cerca all'interno nei cortili di grandi dimensioni o nelle acrobatiche realizzazioni di scaloni che si devono spesso adattare alle preesistenze.
La città accecata: gli atrii dimezzati
Gran parte degli atrii ridotta nelle dimensioni (quadrato grigio)
La grandiosità dei palazzi è evidente ancora oggi affacciandosi all'interno soprattutto negli atri spesso ridotti per usi interni e talvolta non riconoscibili se non ad una più attenta visione.
Piccolo e grande particellare
Carta dei corpi edificati: grandi lotti (in giallo) e piccoli lotti (in rosso)
Le rifusioni rinascimentali danno luogo lungo gli assi S. Bernardo-Canneto-Giustiniani, al grande particellare che si contrappone al piccolo particellare degli isolati periferici.
La città Ottocentesca: volumi invisibili
Via S. Donato n.9-Due assi di finestre in facciata e ventisette appartamenti all'interno
Gli accorpamenti ottocenteschi, spesso di case che vogliono spostare l'acceso dalle vie laterali alle grandi strade, si risolvono in planimetrie complesse nelle aree centrali.
In aree marginali la necessità di spazio si risolve in intasamenti di terreni di pertinenza.
tutto ciò comporta difficoltà nella lettura immediata dell'edificio dal fronte strada. La facciata principale non tradisce la reale consistenza volumetrica dell'edificio che spesso si estende in profondità fino a scavalcare un intero isolato.
Lontana dai percorsi storicamente privilegiati: via Giustiniani
Stato della manutenzione (in grigio assenza di manutenzione)
La complessità nei volumi non sempre è associata a cattive condizioni di abitabilità, che sono condizionate da molteplici fattori, non ultima la diversa attenzione alla manutenzione che nello specifico caso è assente nei grandi palazzi piuttosto che nelle piccole schiere.
Via Giustiniani, in particolare, si segnala per le cattive condizioni manutentive dei suoi palazzi oltre che per la mancanza di esercizi commerciali (gran parte % degli spazi al piano terra sono chiusi o adibiti a magazzino) che invece troviamo in S. Bernardo e Canneto, percorsi storicamente preferenziali.