La zona 3 ricalca pressochè fedelmente la compagna medievale di
Maccagnana e di quest'ultima ripropone i contrasti:
- - ricca di palazzi a ponente (lungo via Canneto e sulle piazze)
- - caratterizzata da un piccolo particellare a levante (area compresa tra
via di Porta Soprana e salita del Prione).
Dal XV secolo un'area fortemente caratterizzata dalla presenza di palazzi
Il 18% dei corpi di quest'area è oggi definibile come palazzo: di tipo
nobiliare medievale o moderno, oppure di tipo borghese, mentre ancora
nell'estimo del 1798 il 28% delle proprietà ad uso residenziale di
questo settore sono riconducibili a questa tipologia (palazzo o casa
ad appartamenti).

Le epoche prevalenti: i secoli XV (giallo), XVI (azzurro), XVII (blu)

I tipi connotativi prevalenti: palazzo nobiliare medievale (rosa), palazzo nobiliare e ad appartamenti moderno (giallino e giallo), palazzo borghese (blu), casa d'affitto contemporanea (violetto). I ruderi sono rappresentati in verde.
La lunga durata delle risorse edilizie, elemento caratteristico della cultura
pre-industriale, inteso come riutilizzo delle risorse edificate esistenti
modellate in funzione delle nuove esigenze, ha la sua più completa
espressione nella trasformazione della domus magna medievale (con
portico, loggia o torre) in palazzo tardo medievale e poi in palazzo
rinascimentale. In molti casi si è poi verificato un ulteriore passaggio
in palazzo contemporaneo ad appartamenti, che però solo in alcuni casi
ha comportato profonde modifiche distributive e di facciata dell'immobile; si
veda a questo proposito il caso di vico Sauli 4: già domus dei
Leccavela (secoli XIV-XV), poi palazzo con loggia della famiglia Sauli (secoli
XVI e XVII) ed ora palazzo contemporaneo ad appartamenti con poche ma
significative tracce del proprio passato monumentale: i resti della loggia,
parte dello scalone, il portale di scuola castelliana).
Almeno quattro sono le tappe che l'oggetto palazzo, nella sua evoluzione
secolare, ha percorso in città e numerosi sono gli esempi che ancora
restano a testimonianza di questo itinerario storico:
- la domus magna medievale con torre appartenente ad un albergo
nobiliare (via Canneto il Lungo 23: dal XIV al XV sec. domus con torre della
famiglia Maruffo appartenente all'albergo dei Fieschi)
- il palazzo nobiliare tardo-medievale (piazza Sauli 3: prestigiosa
residenza della famiglia Sauli dalla fine del XV al XVIII secolo)
- il grande palazzo rinascimentale appartenente alla nuova
nobiltà seicentesca (via Canneto il Lungo 17: palazzo appartenuto alla
famiglia Donghi dal XVII al XIX sec.) foto/Z3/1144017-004
- il palazzo borghese (via S. Lorenzo 13).
L'asse viario principale è via Canneto il Lungo, e proprio quest'ultimo
è il fulcro, assieme alle piazze Sauli e De Marini la nuova, della
distribuzione, nell'area stessa, dei palazzi `dei Rolli dell'ospitalità'
destinati ad accogliere (nei sec. XVI e XVII) le importanti personalità
soggiornanti in città.

Un palazzo di singolare significato, non per gli illustri proprietari, ma per
l'originale distribuzione interna `a strati alterni' celata al di là di
una facciata uniforme ed all'interno di un corpo edilizio unico, è il
seicentesco palazzo sito in piazza Sauli 7 / vico Sauli 9. Da due
accessi separati ed indipendenti si dipartono i due impianti distributivi
autonomi che si sviluppano intrecciandosi e servono i vari piani del palazzo
appartenenti alternatamente all'uno od all'altro civico.
Destini diversi caratterizzano palazzi accomunati da un illustre passato, la
differente localizzazione rispetto ai nuovi assi viari ottocenteschi (via S.
Lorenzo e via Turati) ha condotto a varie modalità di utilizzo e
talvolta di inutilizzo degli immobili; alcuni casi esemplari:
- - piazza Sauli 5: un palazzo nobiliare moderno del XVI sec. con
portale marmoreo, atrio voltato, e scalone colonnato, ora in stato di completo
abbandono
- - via S. Lorenzo 5: un palazzo nobiliare moderno del XVII sec. oggi
suddiviso in circa 50 appartamenti ed intensamente sfruttato: sia per uso
residenziale che per uso commerciale e terziario; in buono stato manutentivo
- - via Chiabrera 13: un palazzo nobiliare moderno del XVII sec.,
già dei Donghi, che, trasformato nel nostro secolo in albergo, è
in seguito rimasto per anni inutilizzato ed è da poco entrato a far
parte delle proprietà dello I.A.C.P.
- - via Canneto il Lungo 27: un palazzo nobiliare moderno del XVII
sec. che, appartenuto alla famiglia Fieschi almeno fino al 1798, è
passato poi alla famiglia Crosa che lo possiede ancora nella sua
globalità e che vi ha avviato un lento intervento di recupero.
Se da un lato la presenza dell'11% dei corpi in stato di abbandono (tra cui 6
in stato di rudere), in un'area così centrale della città,
dà da riflettere, dall'altro la presenza del 35% dei corpi manifestante
problemi strutturali (che vanno dai problemi localizzati a quelli che
richiedono una priorità di intervento) non deve suscitare eccessivi
allarmismi, almeno nei casi, frequenti in questo settore, in cui i problemi
stessi investono palazzi, ossia strutture voltate ed aventi ampie riserve
statiche proprio perché costruite per durare.

Il degrado: in rosa sono evidenziati i corpi manifestanti segnali di degrado strutturale (localizzato o necessitante un approfondimento), in grigio quelli con degrado delle finiture.
E' da notare che spesso i sintomi di degrado sono costituiti da lesioni e
fessurazioni accompagnate da deformazioni geometriche, facilmente rilevabili in
corrispondenza delle aperture, porte e finestre (si veda il caso di via
Chiabrera 13),
deformazioni che, essendo diffuse in buona parte dell'area, sono forse
collegabili a cedimenti legati a movimenti del terreno; oppure si tratta di
lesioni apertesi in seguito all'aumento di carico gravante sulle antiche
strutture a causa delle numerose sopraelevazioni, carico provocante talvolta
anche espulsione di materiale per schiacciamento in colonne, pilastri, etc.