Caratterizzata da grossi interventi edilizi sempre in economia di materiali e strutture volti a consolidare nei secoli una vocazione residenziale popolare.

Le ricostruzioni dopo il bombardamento del 1684 e quelle post belliche nella zona di Sarzano confermano i dati della rilevazione in cui le epoche prevalenti degli edifici individuano i secoli XVIII, XIX e XX con pochissime preesistenze evidenti ad esempio i civici n 8 di via Ravecca e n 10 di vico delle Fate, vie queste, dove si conserva maggiormente anche l'impianto lottizzativo medioevale.

Il tipo connotativo si riduce quasi esclusivamente a case d'affitto moderne e contemporanee con l'assenza di palazzi e tipi legati ad una condizione abitativa di qualità superiore.

In questo settore, fra via Ravecca (a monte) e vico del Fico sono concentrati il 26% dei casi di degrado, con priorità di intervento su problemi strutturali, di tutta la rilevazione del centro storico compresi alcuni ruderi risalenti all'ultimo conflitto. Anche se in molti casi la situzione è sotto controllo poiché questi edifici, spesso di proprietà pubblica, sono oggetto di diagnosi strutturali e progetti di recupero la lentezza nell'avvio dei lavori purtroppo contribuisce a peggiorarne la situazione strutturale.
Nonostante questa percentuale sia alta, si nota una particolare attenzione negli interventi messi in atto sia da privati che da enti pubblici; lo spostamento della Facoltà di Architettura in questo quartiere, il museo di Sant'Agostino e il teatro della Tosse hanno contribuito a risollevare molte attività nella zona sia commerciali che di rinnovo edilizio con l'avvio di un mercato di affitti legato all'utenza studentesca e trasfertista oltre che a rendere più vivibili e pulite le strade e i vicoli da porta Soprana a piazza Matteotti.