Settore 5- Luccoli


Un esempio del rapporto tra interno ed esterno sia nel contesto urbano che in quello edilizio

Settore-5-carta del settore
Confini del Settore 5

Il settore 5 risulta essere delimitato a nord ed a sud rispettivamente da via Luccoli e da un asse ideale che congiunge piazza Banchi a piazza De Ferrari, estendendosi da via Conservatori del Mare, a ponente, fino a via San Sebastiano e piazza Corvetto a levante.

Esso comprende parte della compagna medievale di San Lorenzo e tutta quella di Porta e, nella sua globalità, risulta oggi costituito da 223 corpi edificati.


I diversi aspetti del settore: dalla casa medievale all'edificio per uffici contemporaneo

carta con casi evidenziati
Via Cassa di Risparmio, 15 Vico degli Indoratori, 8 Piazza San Matteo, 17 Campetto, 8A Piazza Fontane Marose, 6 In rosso i casi esemplificativi dei diversi aspetti del settore.

Si tratta di un settore esteso e composito, in cui troviamo gli estremi rappresentativi della casa di fondazione duecentesca appartenuta alla famiglia Camilla, vico Indoratori 8, nella quale è ancora leggibile il prospetto originario, e dell'edificio per uffici sede della Cassa di Risparmio ricostruito sul sedime di un grosso isolato danneggiato in periodo bellico. Troviamo anche palazzi nobiliari come quelli appartenuti alla famiglia Imperiale in Campetto, ai Doria in piazza San Matteo ed agli Spinola in piazza Fontane Marose, solo per citare i più preziosi e famosi.


La prevalenza del XIX e del XX secolo

Carta epoca prevalente
I corpi edilizi riferibili prevalentemente al XIX secolo (in viola) ed al XX secolo (in grigio)

Ora è necessario introdurre brevemente il concetto di epoca prevalente. Con tale formula intendiamo l'epoca cui l'insieme dell'edificio può essere riferito, si tratta quindi di valutazioni relative alla prevalenza dell'assetto edilizio.

Relativamente a questo concetto il settore è caratterizzato da edifici risalenti al XIX (38% circa dei casi) ed al XX secolo (26 % dei casi), complessivamente, quindi, due terzi circa dei corpi edificati è riferibile a queste epoche.

Il XX secolo è costituito da ricostruzioni post-belliche oppure da rilevanti interventi sull'edificio avvenuti in questo secolo che ne fanno avanzare la datazione, così avviene ad esempio per l'edificio sede della Banca Commerciale in via XXV Aprile in cui la ristrutturazione avvenuta nella prima metà del XX secolo mantiene la facciata ottocentesca trasformando completamente l'interno.

Per quanto riguarda invece la prevalenza del XIX secolo si è rilevata sia nella parte orientale del settore dove gli interventi a scala urbana ottocenteschi hanno modificato il preesistente in modo volontariamente dichiarato, sia nelle parti più interne dove gli interventi sono di scala minore, potremmo dire edilizia.

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I Grandi interventi dell'ottocento sulla città preesistente

Sovrapposizione tra la carta del 1810 e l'attuale
Il taglio di via Carlo Felice (oggi via XXV Aprile)

Sovrapposizione tra la carta del 1810 e l'attuale
Il taglio di via San Lorenzo

Nel primo caso si fa riferimento alla sistemazione di piazza Fontane Marose, alla rettifica di salita Santa Caterina ed alla trasformazione in abitazioni dell'omonimo complesso conventuale, ma soprattutto al taglio di via Carlo Felice, oggi via XXV Aprile, avvenuta nella prima metà dell'ottocento.

Osservando la sovrapposizione tra la carta del 1810 e l'attuale si nota come questo intervento risulti piuttosto anomico, che si discosta, cioè, dalla trama degli isolati preesistenti: "stecche" lunghe e strette poste perpendicolarmente agli assi di via Luccoli e via San Sebastiano, questo risulta ancor più evidente se si confronta con il contemporaneo taglio di via San Lorenzo, intervento più coerente rispetto all'impianto originario che va ad attraversare.

Il settore 5 si trova infatti in un punto di confine tra la "città vecchia" e la "nuova" città ottocentesca, per cui il preesistente risulta recessivo rispetto alle nuove volontà che hanno guidato lo sviluppo della città.

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Vie principali e vie secondarie: l'unità esterna e l'unità interna

Carta tipo connotativo
Il tipo connotativo: palazzo borghese (in azzurro scuro), casa borghese (in azzurro-violetto), casa da affitto contemporanea (in viola) altri casi , edificio specialistico (in grigio), palazzo nobiliare moderno (in giallo chiaro), casa da affitto moderna (in giallo), case e palazzi medievali (in rosso).

Nelle parti più interne del settore, invece i corpi edilizi riferibili al XIX secolo sono rilevabili sia su assi viari di rilevante importanza, come via Luccoli, sia su alcuni assi viari che collegano il "nuovo" centro (piazza San Domenico, oggi piazza De Ferrari) ai "vecchi" centri (piazze Soziglia e Banchi), come vico Casana, vico del Fieno, vico Indoratori e via Conservatori del Mare.

Un altro aspetto da notare può essere esemplificato dal "palazzo borghese" sito invia Luccoli 17 e dalla "casa d'affitto" divico del Fieno 9 .

Il primo presenta un portale neorinascimentale, con architrave ornato da foglie di quercia, ruote e putti, mentre nel secondo troviamo una risistemazione che risale alla prima metà dell'ottocento, come testimonia un tamponamento in mattoni nella prima rampa di scale portato alla luce, assieme alla colonna ed ai balaustrini riferibili alla seconda metà del '500, in un locale al piano terreno situato accanto all'atrio d'ingresso.

Il sistema distributivo contemporaneo, una scala a più rampe con tromba e parapetto in ghisa, ha, invece, inizio dal primo piano; il portale d'accesso del XVII secolo, infine, non è stato sostituito ma nel XIX secolo è stato aggiunto un sopraluce con inferriata in ghisa.

In sintesi talora troviamo interventi che di fatto mantengono una coerenza architettonica dell'edificio mentre altre volte gli interventi si succedono ponendo, probabilmente, in primo piano le esigenze funzionali piuttosto che il mantenimento di caratteristiche peculiari dell'edificio.
In altri casi il nuovo sistema distributivo ha inizio dal piano terreno, ad esempio in vico Conservatori del Mare 9, oppure anche il portale risulta riferibile al XIX secolo, ad esempio in vico del Fieno 6.

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Via Chiossone: punto di saldatura tra l'epoca antiquaria ed il degrado e la manutenzione

Carta epoche (antiquaria-prevalente)
Carta delle epoche: antiquaria (simbolo sul centroide) e prevalente (campitura della superficie)

Questo duplice aspetto del settore, esterno-interno, considerando interni gli isolati a ponente di via David Chiossone fino alle estremità occidentali di vico Indoratori e vico Carlone, ed esterni via XXV Aprile e gli isolati a levante di detta strada, è riferibile anche ad altri fenomeni rilevati. L'epoca antiquaria, le tracce rinvenute a testimonianza di un impianto antecedente dell'edificato, è, infatti, rilevabile principalmente nella parte interna, specie nell'area a ridosso della cinta muraria del IX secolo, mentre in via XXV Aprile è praticamente assente. Ed anche in edifici riferibili prevalentemente all'epoca contemporanea troviamo resti di portici medievali, come quelli a strisce bicrome con più arcaici capitelli a foglia d'acqua su colonna di reimpiego rilevati in vico Squarciafico 5, oppure ambienti voltati tardo quattrocenteschi o peducci semi-conici, come quelli sagomati a fiore databili al XIV secolo di vico del Fieno 3.

Carta manutenzione
Carta degli interventi: manutenzione assente (in grigio), ordinaria manutenzione (in tinta avorio), manutenzione recente (in giallo), ristrutturazione in corso (in rosso)

Carta degrado strutturale
Carta del degrado strutturale: presenza di degrado (in rosso), degrado della copertura (in azzurro).

L'assenza di manutenzione e la presenza di problemi strutturali è prevalente negli isolati a ponente di via Chiossone, mentre gli interventi di manutenzione e ristrutturazione sono concentrati prevalentemente in via XXV Aprile ed isolati a levante.

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Manutenzione e conservazione come temi dominanti della città vecchia attraverso un esempio significativo del settore

carta con casi evidenziati
In giallo i due casi esemplificativi di quanto detto in precedenza.

Concludo questo breve intervento con una riflessione su queste immagini, che ritengo esemplificative di quanto detto in precedenza, il palazzo di Domenicaccio Doria in piazza San Matteo: un prospetto medievale ed un interno contemporaneo, la casa medievale dei Camilla in vico Indoratori: l'assenza di manutenzione, il degrado, la conservazione dei caratteri originari.

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