
Il settore del Molo risulta essere delimitato a nord ed a sud rispettivamente dall'Expò e da via Mura del Molo, estendendosi da Porta Siberia, a ponente, fino a piazza Cavour a levante.
Esso risulta, nella sua globalità, costituito da 65 corpi edificati.
IL
PORTO ED UN PRIMO INTERVENTO PUBBLICO DI LOTTIZZAZIONE.
LE TRACCE DELL'ORIGINE MEDIEVALE
La sovrapposizione tra la carta del 1414 e l'attuale
Carta dell'epoca prevalente: corpi riferibili al XIV secolo (in rosso), al XVI (in azzurro chiaro), al XVII (in azzurro scuro)
Caratteristica peculiare di questo settore è il rapporto con la vicina area portuale, esso ha, infatti, origine nella prima metà del XIV secolo come pubblico intervento per favorire l'insediamento abitativo di coloro che svolgevano attività legate al porto ed alla cura delle imbarcazioni.
Osservando la sovrapposizione tra la carta del 1414 e l'attuale si nota come
l'impianto viario segnato da tre assi viari paralleli, da nord-ovest a
sud-est, sia sostanzialmente rimasto immutato, mentre del frazionamento
originario medievale permangono solo alcuni elementi in vico Damiata e via del
Molo, dove al civico 17 troviamo ancora una distribuzione interna a
rampa unica sino al secondo piano. Accanto a
questi casi di chiara origine medievale troviamo altri esempi i cui i nuovi
manufatti lasciano intravedere solo alcuni segni di questo passato, come la
presenza di una rampa unica che conduce al primo piano da cui ha inizio il
sistema distributivo di epoca moderna rilevata in via del Molo 15, peraltro
unico caso di 'palazzo ad appartamenti moderno' dell'intero ambito.
I
MAGAZZINI DEL XVI SECOLO: PRIMA IL VIVO LEGAME CON IL PORTO OGGI VESTIGIA
DESTINATE AGLI USI PIU' DIVERSI
Sovrapposizione tra la carta del 1656 e l'attuale.
La carta del tipo connotativo: casa popolare medievale (in rosso), palazzo ad appartamenti moderno(in giallo chiaro), casa da affitto moderna (in giallo), casa da affitto contemporanea (in viola), edificio specialistico (in grigio)
Successivamente, nel XVI secolo, questo impianto viene, in parte, riscritto attraverso un processo di accorpamento delle particelle medievali per realizzare edifici destinati all'ammasso dei prodotti e delle merci provenienti dal porto.
Ancora oggi sono individuabili quegli edifici che svolgevano la funzione di magazzini, le grandi strutture voltate, come quelle del magazzino del Grano o dell'Abbondanza in via del Molo 13A, o gli imponenti portali, come quello sovrastato da una sorta di stemma con corona e leoni in marmo del magazzino del Sale situato in via del Molo 21A, mostrano la destinazione d'uso non residenziale. In alcuni casi poi edifici di abitazione sono stati costruiti in epoca successiva su magazzini del Sale, un esempio è il caso di vico Bottai 6r in cui su una struttura ad archi poggianti su imponenti pilastri viene impostato un grosso edificio in cemento armato, Mura del Molo 4.
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LA
COSTRUZIONE DI UNA NUOVA IDENTITA' DOPO IL VENIR MENO DELLE ORIGINARIE ESIGENZE
PORTUALI
Le grandi strutture dei magazzini ancora oggi individuabili
Cessata la simbiosi con il nucleo portuale, venute meno le esigenze produttive di questo, separato dal resto della "Citta Vecchia" a causa della realizzazione nella seconda metà dell'ottocento della Circonvallazione a Mare, separazione ulteriormente decretata dal passaggio della strada sopraelevata, il quartiere oggi risulta ancora privo di un'identità chiara.
Un possibile recupero del Molo potrebbe in effetti partire dai magazzini che abbiamo visto essere ancora oggi una presenza rilevante pur con le loro nuove destinazioni d'uso.
Questi dovrebbero essere oggetto di interventi manutentivi anche profondi ma potrebbero rendere alla città degli spazi non presenti in alcun altra parte della città vecchia.
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IL
LIVELLO ATTUALE DAL PUNTO DI VISTA MANUTENTIVO
Carta degli interventi: manutenzione assente (in grigio), ordinaria manutenzione (in tinta avorio), manutenzione recente (in giallo), ristrutturazione in corso (in rosso)
In ordine ai recenti interventi: l'unico di rilievo risulta la ristrutturazione del Baluardo, che peraltro al momento della rilevazione non risultava completamente utilizzato, mentre è diffusa la manutenzione ordinaria. Sono tuttavia presenti corpi edilizi in cui la manutenzione è assente e spesso lo stato di incuria riguarda gli ex magazzini. Un caso particolare è costituito poi dal civico 1 di vico Palla su cui grava un fidecommisso che ne impedisce la vendita o la frammentazione, la proprietà unitaria non ha i mezzi o non ritiene necessarie le opere di recupero.
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IL
LIVELLO ATTUALE DAL PUNTO DI VISTA STRUTTURALE
Carta del degrado strutturale: presenza di degrado (in rosso).
Complessivamente comunque il Molo presenta una condizione manutentiva buona ed anche strutturalmente non manifesta rilevanti problemi, la collocazione favorevole del settore, specie nelle sue parti più esterne, rende appetibili anche i piani più bassi degli edifici che così non vengono a soffrire di quell'abbandono che in tante parti della "città vecchia" è così drammaticamente visibile.
Così gli unici edifici che mostrano degrado strutturale che richiede priorità di intervento sono posti in una parte interna, in vico Damiata 5 il segno più evidente del degrado è la notevole inflessione della facciata su vico Lavatoi, mentre in vico Damiata 7 la presenza di lesioni recenti e diffuse nel vano scala e di una catena con piastra visibile sulla facciata principale, aggiunta alle vecchie catene.
In altri casi, per concludere, si è rilevata la necessità di operare degli approfondimenti tecnico strutturali, così nel centro di prima accoglienza Luigi Massoero, pur trovandoci di fronte ad una solida struttura voltata inizialmente destinata a magazzino ed attraversata da numerose catene metalliche, alcuni indizi, quali una catena spezzata e qualche bolzone inflesso, invitano ad eseguire ulteriori indagini per comprendere se vi siano deformazioni in atto o processi già metabolizzati dalla struttura.