1. PREMESSA


Aggiungiamo poche righe a questo rapporto `intermedio', precedente quello conclusivo, più per segnalare la crescente attenzione rivolta ai temi dominanti -- fra quelli emersi o emergenti -- che per trarre un consuntivo a metà, possibile soltanto come obiettivo finale.

In particolare ci soffermiano: (a) sulla comprensibile variabilità delle operazioni, (b) sulla successione dei temi più interessanti, (c) sui problemi squisitamente urbanistici.

  1. Nessuno dubiterà, rileggendo i rapporti precedenti, delle prudenti previsioni e delle sufficienti provvidenze adottate contro sfasamenti e interruzioni provvisorie derivate dalla complessità, imponenza di dati e loro diversa provenienza.

    In data odierna (15 settembre 1996) ci pare che non si profilino grandi differenze quantitative, sia di copertura topografica rispetto alle scadenze previste, sia di integrazioni critiche e di provvedimenti tecnologici più opportuni per la gestione sistemica dei dati.

    Per questo dobbiamo molto alla cura del coordinatore operativo (arch. C. Bertelli), alla risposta degli architetti rilevatori, motivata dall'importanza dell'operazione e sostenuta dal grande impegno necessario a rimediare i limiti posti dalle risorse finanziarie disponibili, oltre a quegli Uffici che hanno sempre tenuto presente la reciprocità degli effetti di una sincera ed efficace collaborazione.

  2. Con maggiore accento intendiamo sottolineare l'attenzione scientifica posta in questa fase alla successione dei temi di cultura della città, che sempre più si configurano attraverso il sistematico bilanciamento della rilevazione in corso, sia perchè si è mantenuta una risposta di scala universitaria sia perchè si è ribadito il ruolo risolutivo di alcuni nodi strategici che già emergeva nelle fasi precedenti dell'operazione.

    Ci riferiamo più precisamente agli adeguamenti di metodo, alla rispondenza più puntuale del sistema informatico alle esigenze di basi di dati numerose, alla nuova definizione e rigerarchizzazione di dati attuali (contemporanei e diacronici), all'inquadramento dei processi sociali riguardo la percezione degli spazi di vita da affidare allo studio dell'Osservatorio, infine, alla prospettiva urbanistica dei tempi di recupero.

    Citando una vecchia e notissima definizione di Lewis Mumford, che rimane oggi ad evocare più genericamente l'ampiezza di campo della città, troviamo nei grandi temi di cultura della città sinora acquisiti una sorprendente adeguatezza del concetto di corpo (vedi scheda), utilissimo per disaggregare manufatti e suggerire ipotesi interpretative, nuovi modelli di processi abitativi peculiari di Genova secondo un proprio modo di raggruppare concretamente gli effetti di cambiamenti urbani non precisamente periodizzabile con aggettivi epocali, una più agevole gestione delle basi di dati da esercitare a fondo nella ricerca di combinazioni innovative cioè di carte tematiche sufficientemente eloquenti a raffigurare scenari attuali e a verificare ipotesi di processi generali, anche di ançien règime.

  3. Quanto alla prefigurazione dei temi urbanistici che prevarranno alla conclusione, per doveri di ruolo e di competenza preferiamo insistere sui problemi suscitati dai processi collettivi di irriconoscibilità e di rifiuto degli spazi di vita nella città vecchia, richiamati al paragrafo precedente e desumibili con abbondanza - anche inquietante - dalla massa dei dati raccolti e dei loro primi incroci.

    Non dubitiamo che, in questo campo, le previsioni siano in ogni caso azzardate e richiedano necessariamente uno sguardo complessivo di tutti i dati che soltanto a fine rilevamento ci saranno sottoposti.

    Possiamo intanto sottolineare il ruolo che avrà il sistema degli edifici autentici ed integri dove, a partire dai palazzi di età moderna, si realizzano differenti paesaggi di alto valore - per epoche architettoniche o culture di uso - che potranno trasformarsi in una istituzione di riferimento politico-culturale a cui affidare tutti i programmi utili a far emergere ciò che si cela e, di grande efficacia, attraverso una intelligente campagna promozionale.

    Certo se da qui, più che da altre tematiche, dovranno estrarsi le norme di comportamento necessarie ad una corretta conservazione e abitabilità, come pure gli strumenti di controllo più adeguati, ci sembra che il ventaglio di esiti conoscitivi prevedibili sia proprio quello che conduce al riconoscimento delle costruzioni o, meglio ancora, ad una ri-denominazione che ne spieghi il significato originario o prevalente nella lunga durata del manufatto urbano, almeno sino alla caduta dell'antico regime.

Per aiutare il lettore frettoloso, o interessato a individuare rapidamente parti specifiche, facciamo seguire un sommario ragionato del presente rapporto che, per generi di contributi, contiene:

  1. commenti dei responsabili scientifici, per temi di competenza, anche in rapporto alle carte;
  2. relazioni descrittive dei principali processi che emergono nei singoli Settori;
  3. osservazioni e proposte tecniche del coordinatore operativo;
  4. conclusioni temporanee del direttore sullo stato di avanzamento.

I contributi citati sono presentati nei capitoli che seguono.

(e. p.)

Unione Europea
Comune di Genova
UNESCO World Heritage

Charta
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