[1] Sulla statistique e sulla cultura scientifico burocratica alla fine del XVIII secolo si veda in particolare E. Grendi ... Minore rilevanza assume questo tema nel più articolato contesto del recente volume di Grendi, Storia di una storia locale, Einaudi, Torino 1996.

[2] Ricordo a questo proposito le interessanti suggestioni del seminario internazionale presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (i paper sono raccolti a cura di M. Goerke in Coordinates for Historical Maps, Max Planck Institute für Geschichte, St. Katharinen, 1994). Fra questi particolare interesse rivestono i contributi di Stefan Fogelvik che riscontra notevoli difficoltà nella storia del territorio svedese ove, fino al sec. XIX il toponimo, legato alle famiglie residenti anche se in forma non rigida, trasmigra spesso in un diverso insediamento a seguito del trasferimento degli occupanti.

Fra gli esempi più interessanti la restituzione spaziale dei comportamenti politici (Regionalism in American Voting Patterns 1856-1994, Michael Kinnear), la diffusione della cultura scientifica attraverso l'elaborazione dei luoghi di provenienza degli iscritti all'università di Vienna in epoca moderna, la distribuzione territoriale della santità nella Toscana medievale (A space-time Reference System for Historical Data in Medieval History, Anna Benvenuti e Franco Niccolucci). Tutti argomenti tipicamente oggetto di trattazioni fortemente ideologizzata che apprendono dal trattamento spaziale dei dati una diversa e più solida fondazione fenomenologica.

[3] In oltre dieci anni di attività di ricerca nel settore edilizio devo rilevare che, al di là delle richieste ufficiali Istat, condotte peraltro senza mantenerne traccia alcuna, il servizio Edilizia privata del Comune di Genova non ha mai attivato alcuna attività di rilevazione. La stessa misurazione dei carichi di lavoro, condotta dal servizio elaborazione dati per conto del servizio Personale, non ha potuto disporre di alcun dato obiettivo per quanto attiene il livello complessivo di produzione del settore.

[4] Certo, la versione della toponomastica in nostro possesso non appare adeguata a supportare la cartografia. I toponimi sono tutti scritti in lettere maiuscole; non sempre le abbreviazioni sembrano coerenti, ma mero risultato del tentativo di recuperare spazio, dovendo rientrare in un numero fisso di caratteri.

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