3. Limiti e fattibilità dell'indagine strutturale

Nel riferire sull'impostazione del progetto di indagine strutturale per il centro storico genovese e sui primi risultati delle indagini in atto, è bene premettere alcune considerazioni sull'aspetto tipicamente materico dei suoi componenti -- gli edifici -- e sui criteri di lettura statico-tecnologica su cui il progetto si basa e si imposta.

Tali considerazioni scaturiscono dagli studi da me condotti, ed in atto, alla Facoltà di architettura e dall'esame diretto di numerosi manufatti in occasione delle campagne diagnostiche sul Quartiere di Prè del gennaio '91 (Attività sperimentale - Analisi statica di supporto alla progettazione esecutiva, Intervento sperimentale Legge 94/82 - art. 4) e su quello di Porta Soprana per conto dello I.A.C.P. e della F.I.L.S.E - S.T.E.R., alcune delle quali ancora in itinere.

Dirò subito che la lettura statico-tecnologica di un edificio del centro storico si può fare esclusivamente entrando in contatto diretto con l'edificio medesimo, toccando con mano i suoi componenti strutturali e verificandone lo stato nel disegno d'assieme che li governa e li assembla nel formare la maglia resistente.

Inoltre, una lettura fatta per individui singoli -- contraddistinti per numero civico o proprietà -- non è sufficiente dal punto di vista statico in quanto, sia in origine che per contatti divenuti sempre più stretti tra i componenti è opportuno considerare gli edifici come parte integrante, anelli, di una catena strutturale unica.

Al tempo stesso, ogni individuo ha una storia sua propria, è frutto oggi di una serie di vicende più o meno naturali, manomissioni diciamo pure, che lo hanno segnato in modo del tutto diverso da un altro anche se i caratteri iniziali potevano essere gli stessi, materiali e tecniche costruttive con cui è stato realizzato.

Lettura individuale dunque, ma nel contesto di una maglia unica che accorpa spesso i manufatti anche al di là delle discontinuità spaziali dei vicoli e dei cavedi.

Una possibile suddivisione a priori può essere fatta tra edifici di tipo pseudomonumentale, fatti in ogni epoca per durare nel tempo al di là dei propri artefici e promotori e gli altri di edilizia abitativa corrente dove i risparmi e le carenze dei componenti si spingono in ambito strutturale creando, ovviamente, situazioni di potenziale rischio quando il degrado per agenti naturali o interventi inconsapevoli ne abbia alterato i fattori di equilibrio.

Abbiamo già detto inoltre nella "Presentazione delle modalità esecutive" che possiamo per ora escludere da questa indagine edifici in cemento armato di età contemporanea e altri sedi di società, enti pubblici, esercizi commerciali, ecc., incompatibili certo con condizioni di accentuato degrado.

Al di là di questi casi particolari non si può escludere che anche recenti interventi manutentivi siano stati eseguiti da privati nella più completa ignoranza della statica e che sotto facciate e tetti rifatti a nuovo si celino, specialmente nella parte bassa dell'edificio, situazioni di grave disagio strutturale per tutto il complesso; gli esempi, purtroppo, non mancano.

Alla luce di quanto esposto, nell'impossibilità oggettiva di poter visionare in modo diretto tutti gli edifici delle zone in esame penetrando al loro interno, la parte strutturale delle schede di rilevamento sarà compilata in modo esaustivo solo quando le condizioni di ispezionabilità sussistano a pieno; esse schede quando complete serviranno, comunque, da campione e guida ad ulteriori successive campagne di mappatura che possano esaminare quei manufatti ad oggi non disponibili, il tutto secondo quei criteri di lettura che saranno ormai divenuti abituali.

L'aspetto strutturale di un edificio viene evidenziato dalla descrizione dei suoi propri componenti (posizione, ruolo, connessioni, ecc.), tenendo in debito conto le interreazioni con quelli limitrofi, e da quelle del loro stato di degrado, funzionale e materico. Tali componenti, per delineare in breve i caratteri più ricorrenti del costruito genovese, sono:

Su questi elementi base ruotano e si impostano le maglie resistenti con una serie di contatti mutui tra essi che determinano o meno la stabilità e sicurezza del singolo edificio come di una serie di essi. Altri componenti solo apparentemente minori si aggiungono quali, ad esempio, le catene metalliche che garantiscono l'effetto scatola o i puntoni di contrasto tra edifici prospicienti lo stesso vicolo.

Una lettura statica attenta non può trascurarli in quanto tasselli fondamentali di una logica costruttiva e ricorrente, al pari degli ispessimenti localizzati di pareti sottili in corrispondenza dei contatti con le travi principali di solaio o dei legami metallici, stanghette o sogofese, tra teste di trave e murature di contorno.

Purtroppo:

Le situazioni più a rischio sono, ovviamente, nei muri portanti dei piani bassi ed è qui che si ha maggior carenza di informazioni in quanto gli appartamenti o locali che vi si trovano - con un mercato immobiliare ridottissimo se non per abusivi o disadattati - sono abbandonati o, per lo meno, non ispezionati assiduamente con la cura dovuta.

La pratica dell'autogestione del patrimonio immobiliare da parte del privato cittadino, o del così detto fai da te - quando ci si confronta con problemi di equilibrio locale e complessivo, quando non ci si è resi conto di far parte di un disegno strutturale unitario - non è vincente, anzi può essere oltremodo dannosa per il singolo e la comunità stessa, e non solo dal punto di vista economico.

Per ritornare alla scheda, già descritta nella "Presentazione delle modalità esecutive", senza entrarne nel dettaglio, dirò che si sono operate alcune correzioni che ne rendono più agile la compilazione e più chiara la comprensione finale la quale si avvale peraltro di adeguate spiegazioni tecniche di commento alle varie voci. Rimane inteso - giova ripeterlo - che la parte strutturale della scheda viene esaurita se e solo quando le informazioni sono esaustive e di prima mano, il che implica la disponibilità all'accesso negli edifici e la loro ispezionabilità interna. Senza dubbio, poter disporre di rilievi sufficientemente attendibili non solo facilita tutta l'operazione ma permette inoltre, nell'anticipare certe letture, di ridurre i tempi di visita; la zona di Porta Soprana è in questo senso facilitata non poco.

Questi, in sintesi, i punti chiave della fattibilità di una schedatura tecnica che non può prescindere da esami diretti sugli edifici di cui vuol descrivere e segnalare lo stato materico al momento attuale per mettere in condizione l'utenza di assumere decisioni del tutto motivate e consapevoli sugli interventi futuri.

(a. b.)

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