«Chi non sa quello che è accaduto prima della sua nascita rimane bambino». Così afferma una danza di iniziazione delle isole Cook. E' questa una possibile lettura dei due progetti affidati all'Istituto di storia dell'architettura dell'Università di Genova. La forte continuità tra ricognizione storica, indagine archeologica e valutazione statica appare infatti elemento portante dell'intero progetto del sistema informativo, denominato «Mappatura culturale della città vecchia», intendendo il mandato ricevuto come elemento iniziale di un progetto di più vasta portata, estensibile all'intero territorio cittadino.
In conseguenza delle valutazioni citate e di una lunga riflessione su questi argomenti (si citano in particolare la mostra «Ripa. Porta di Genova» per le metodologie di schedatura dell'edilizia storica, ed i testi L. Grossi Bianchi - E. Poleggi, Una città portuale del Medio evo. Genova nei secoli X-XVI; A. Buti, Interventi sul costruito, e T. Mannoni, Venticinque anni di archeologia globale; opere dei tre responsabili scientifici, oltre a C. Bertelli, Esperienze di restituzione di fonti cartografiche e fiscali, «Bollettino CRiBeCu» n. 3 - 1994), l'operazione ha finalità direttamente operativa. La stessa riunione dei due progetti in un'unica serie di operazioni ha lo scopo di meglio utilizzare i finanziamenti disponibili che corrispondono ad una parte soltanto del lavoro che verrà, ed in parte già è stato, prodotto.
In particolare l'opera prevede la realizzazione di una cartografia digitale di riferimento a diverse epoche (1996, 1907, 1810, 1656, 1414), il collegamento a tale cartografia di tutte le informazioni storico archeologiche e di quelle relative alla proprietà ed alla popolazione, oltre che di quelle relative alla sicurezza delle strutture ed alle condizioni di degrado che colpiscono ogni singolo corpo edificato di ogni civico della città vecchia.
Tali acquisizioni sono inoltre documentate per gli aspetti statici, archeologici ed architettonici da una serie di fotografie realizzate durante il sopralluogo, momento centrale della rilevazione.
Proprio il rapporto tra storia, archeologia e indagine strutturale appare come punto di forza dell'intera operazione. Il sistema informativo pone infatti problemi di spiegazione dei fenomeni strutturali e della qualità dell'edificato, altrimenti affidati al solo giudizio di valore della critica o alle attenzioni spesso incerte della tutela. La connessione tra condizione dei materiali, documenti e trasformazioni dell'edificio consegue ad una assunzione di centralità della proprietà e delle sue strategie, rispetto ai ruoli ed alle decisioni delle pubbliche amministrazioni.
In questo contesto il tempo, le tecniche, le fonti istituzionali, le verifiche sulla materia dell'edificio si intrecciano con modalità di grande interesse.
Una rappresentazione delle interazioni citate mostra il rapporto tra fonti fiscali/cartografiche e caratterizzazioni dell'edificio.
fig. 1 - Relazioni fra fonti scritte e valutazioni nell'ambito del sopralluogo
Le tipologie indicate appaiono più come valutazioni di sintesi della condizione attuale degli edifici che come strumenti di lettura di caratterizzazioni ben altrimenti analizzate dalla schedatura. La stessa rilevazione della temporalità, distinta in valutazione dell'epoca prevalente e in lettura delle tracce antiquarie, mostra la natura molteplice dello stesso concetto di tempo.
fig. 1 - Ruolo del tempo nell'ambito della rilevazione: la materia (qualità e degrado)
I sopralluoghi, erano dunque fin dalla stesura dello schema di massima dell'operazione (che riportiamo di seguito) al centro del sistema. Ed a tale finalità venivano devoluti i maggiori sforzi e gran parte dei finanziamenti disponibili.
immagine tabella
fig. 3 - Schema preliminare della rilevazione
Se, infatti, un notevole sforzo iniziale è stato devoluto alla trascrizione delle fonti principali, la fase di ridefinizione delle modalità di catalogazione ha costituito una parte prevedibilmente molto rilevante (e, dobbiamo dire, talvolta ancora superiore alle aspettative) in corrispondenza ad una caratterizzazione importante del lavoro (forse anche una sua qualità innovativa): l'integrazione al più intimo livello tra struttura informatica dei dati e analisi settoriali, che segnano il carattere fortemente interdisciplinare delle operazioni di ricerca. Una natura trasversale delle conoscenze impiegate emerge con forza anche nella condizione dubitativa con la quale chi opera sul campo affronta assunzioni da tempo consolidate nell'ambito della topografia, della statica, del rilievo architettonico, delle stesse tecniche filologiche di analisi dei documenti (qui rivolte piuttosto all'accurata restituzione del documento).
La trascrizione dei documenti storici è pressoché ultimata. Sono infatti stati trascritti integralmente:
è inoltre in corso la trascrizione del censimento 1871 (al solo livello delle unità familiari, delle occupazioni e della provenienza dei membri;
L'organizzazione del sopralluogo è articolata nelle seguenti tabelle:
Dei vari componenti viene rilevato lo stato attuale sulla base di tre aspetti fondamentali: le motivazioni storiche delle forme, dei materiali, delle tecniche; il degrado dei materiali di superficie e quello delle strutture. Dal momento che qualsiasi degrado fa parte della storia dell'edificio, più le sue vicende sono complete, più è facile individuare le vere cause del suo deperimento fisico.
Particolarmente interessanti appaiono le assunzioni relative alla struttura del data base che, collegando dati storici e rilevazione, si incentra sulla seguente rappresentazione della natura dell'edificato.
fig. 4 - struttura del data base - particolare: definizione dei rapporti tra civici, corpi edificati e segmenti di edificio
La metastruttura del sistema informativo, poi coordinata agli studi condotti nell'ambito del progetto Civis sistema, è stata studiata con il contributo di Franco Schena, mentre la struttura delle relazioni fra le entità, più volte riveduta sulla base dei riscontri dei sopralluoghi, è stata redatta da Serafina Raneri.
Un certo interesse sembra infatti ricoprire il modello presentato, assai più complesso, comprensivo e sintetico di quelli presenti in letteratura.
Le tecniche entity-relationship sono state infatti adattate all'analisi dell'edilizia storica privilegiando l'edilizia ottocentesca, o riproducendone la natura nella valutazione di realizzazioni precedenti. Come in tutti i casi reali la natura dell'edificio appare in questo caso tutt'altro che intuitiva. Non si tratta infatti soltanto di un oggetto definito dai suoi confini geometrici (la proiezione verticale della superficie coperta), né soltanto di un aggregato d'uso (il civico come riferimento socio-abitativo). Ma della loro integrazione. Con riferimento alla figura precedente si afferma che ciascun civico principale può dare luogo ad uno o più corpi edilizi, mentre ciascun corpo appartiene almeno ad un civico. La loro intersezione, l'"edificio" (certo non nella concezione abituale) non è soltanto una astrazione analitica, ma anche lo strumento per definire elementi uniformi anche soltanto in termini fisici.
Tale organizzazione dei dati appare coerente con la natura parzialmente tridimensionale della cartografia realizzata e con quanto in corso di riealizzazione (v. paragrafo seguente)
Naturalmente la struttura riportata non è soltanto frutto delle convinzioni e delle esperienze preliminarmente condotte dai membri del gruppo di lavoro. La messa a punto di questa struttura ha costituito parte rilevante delle riflessioni settimanali condotte in una serie di lunghe riunioni in stretta connessione tra i sopralluoghi svolti e la necessità di rappresentare con precisione i fenomeni indagati in strutture informative coerenti, sia dal punto di vista del data base che da quello della cartografia ad esso connessa. Le stesse domande della gestione pubblica (interazioni tra il livello fisico dei corpi edilizi ed entità giuridico-demografiche - i civici -) rivolte al progetto da parte della civica amministrazione (in particolare da parte del Servizio Centro storico, da parte del gruppo di lavoro per l'informatizzazione del piano regolatore e per il sistema informativo territoriale, e da parte del Servizio Urbanistica, gruppo di lavoro per la revisione del PRG, cofinanziatore per quanto di sua competenza del progetto) hanno contribuito a far maturare le problematiche citate.
Nonostante l'impegno attribuito all'affinamento della scheda di rilevazione, non è stato trascurato il rispetto dei tempi previsti per la rilevazione. I sopralluoghi, tuttora in corso, hanno dato luogo (17 novembre 1995) a:
La considerazione dei tempi impiegati consente di valutare sufficienti alla conclusione dell'indagine i tempi previsti.
Sono state realizzate le cartografie dello stato attuale, digitalizzando la cartografia comunale, con parziali aggiornamenti, verificati per gli ambiti sottoposti a sopralluogo. La mappa è stata adottata dall'Ufficio per l'informatizzazione del piano regolatore (ufficio che svolge in questo senso un parziale ruolo di supervisione per la realizzazione del sistema informativo geografico). La cartografia è inoltre stata adottata dagli altri sottoprogetti di Civis ambiente e dalle aziende erogatrici di pubblici servizi. In particolare l'Amga vi ha inquadrato la rilevazione del sistema fognario della città vecchia.
Sono inoltre state digitalizzate le cartografie del catasto napoleonico (1810), correlata alle informazionioni fiscali del 1798 per l'area sottoposta a sopralluoghi, e del catasto unitario (1907), correlate alle informazioni sulla proprietà per l'intero territorio.
E' conclusa la trascrizione della carta dei Padri del Comune (1656) e della restituzione effettuata da L. Grossi Bianchi e E. Poleggi in Una città portuale del medioevo. I livelli cartografici così individuati sono al tempo stesso correlati con i documenti coevi e con gli edifici che attualmente ne occupano il sedime, garantendo un'immagine fisica corrispondente alla formazione storica dell'edificato.
La cartografia attuale -- realizzata, come in precedenza indicato, a partire da quella comunale -- sostituisce la realizzazione di un nuovo volo ed equivale per le informazioni fornite ad una carta digitale tridimensionale, le informazioni raccolte sono state infatti raccolte in tre livelli:
La triplice redazione della carta, collegata ad un coerente sistema di data base, articolato in una scheda composta da 11 tabelle principali, costituisce il primo nucleo attuativo del sistema informativo. Tutte le informazioni raccolte, eventualmente presentabili in forma descrittiva, sono destinate a dare luogo ad una serie di carte tematiche, realizzabili secondo necessità in tempo reale.
Minore grado di avanzamento mostrano invece le attività relative alla connessione con le altre fonti informative. Sia a quelle già articolate su archivi informatici (anche in connessione con i ritardi nella fase operativa del progetto Civis sistema), sia, soprattutto a quelle vincolate ad un interessamento degli altri servizi della pubblica amministrazione.
Si ritiene tuttavia che l'approccio individuato, l'inserimento nel flusso informativo degli uffici individuati, possa dare i suoi frutti soprattutto con un'azione strutturale orientata a tempi non immediati.
Le attività svolte, quelle in corso e le relative difficoltà incontrate possono dare miglior ragguagli sulla situazione incontrata.
L'attività indicata non è nuova. A più riprese diversi gruppi di ricerca hanno condotto indagini e raccolto dati sull'attività di recupero e di trasformazione nella città vecchia. Si ricordano in particolare le indagini del Cresme, quelle dell'Ilres (Osservatorio del sistema abitativo), quelle dell'Università e poi della Fiat Impresit sul Patrimonio, infine la recente ricerca di Rosanna Russo.
In particolare quest'ultima ha raccolto un agile archivio progetti, redatto sul protocollo del Servizio edilizia privata, mentre il Servizio urbanistica (settore Centro storico) ha proseguito tale attività in connessione ai pareri redatti su supporto informatico, sebbene al di fuori di una struttura di archiviazione definita.
Gli archivi, resici disponibili dagli autori, sono stati coordinati e collegati, anche se restano da valutare le singole pratiche, almeno per i progetti più recenti (per i progetti anteriori al 1926 l'Amministrazione ha svolto in passato una meritoria opera di riproduzione su microfiches, tuttavia essa non risulta inserita in un organico sistema di archiviazione).
Si ritiene opportuno che, in collaborazione con l'amministrazione, si giunga in tempi molto rapidi all'archiviazione ottica almeno parziale per i circa 500 progetti principali presentati successivamente, mentre parrebbe opportuna almeno una migliore organizzazione dell'archivio vecchi progetti.
Nei mesi trascorsi sono stati acquisiti i dati dell'archivio vincoli della Sopraintendenza, in seguito collegati alla cartografia.
Numerosi e noti sono i problemi manifestati da questa fonte, in particolare notevolissimi sono i problemi di aggiornamento. Buona parte dei vincoli citati risultano applicati ad oggetti attualmente demoliti od asportati, mentre per altri i dati riportati appaiono insufficienti ad una precisa collocazione del vincolo.
I dati raccolti sono infatti poco analitici e blandamente collegati ad una distribuzione topografica, anche a causa delle difficoltà organizzative degli enti tutori.
A tali carenze avrebbero dovuto sopperire le attività connesse all'attuazione della legge c. d. dei giacimenti culturali, che nel caso genovese ha dato luogo alla ricerca Verso Genova medievale. Nonostante quasi due anni siano trascorsi tra i primi contatti della Sopraintendenza ai beni architettonici ed il Comune di Genova, quest'ultimo rimane ancora in attesa di disporre in modo integrale ed organizzato delle informazioni raccolte dalla ricerca.
Nonostante la più volte manifestata disponibilità dell'Ufficio tecnico erariale e la stessa natura pubblica del dato catastale, due successive variazioni dei regolamenti non ci hanno consentito di disporre in tempi rapidi dei dati relativi alla città vecchia e, al termine della procedura, è stato addirittura necessario ricorrere ad una vecchia estrazione effettuata dal Comune di Genova (trascritta nuovamente con la collaborazione del Sistema informativo territoriale dell'Azienda municipalizzata igiene urbana), seguita da un aggiornamento effettuato manualmente per mezzo del terminale installato presso il Servizio tributi del Comune di Genova.
Il risultato di tale attività appare tuttavia sconfortante. Le modalità di trascrizione degli originali cartacei fanno del catasto informatizzato un complesso sistema di document retrieval, ma sono, salvo sostanziali interventi di normalizzazione, mai effettuati dal gestore degli archivi (Sogei), inutilizzabili nell'ambito di un data base.
Visti i risultati raggiunti, la stessa disponibilità ed assistenza del Servizio sistemi informativi del Comune di Genova è venuta progressivamente scemando.
Pur venendoci a mancare questo supporto, nell'attesa di disporre di un tracciato record aggiornato dell'archivio, si è provveduto ad alcune estrazioni di prova che sembrano evidenziare fenomeni non trascurabili. Si ritiene poter suggerire una migliore attenzione del progetto per altri archivi, probabilmente caratterizzati da migliori caratteristiche strutturali, quelli della Conservatoria dei registri immobiliali, archivi tuttavia non disponibili alla consultazione pubblica.
Le richieste avviate, attraverso il Servizio centro storico, al Servizio statistica ed ai Servizi demografici non hanno a tutt'oggi avuto alcun esito. Si ritiene tuttavia che tali collegamenti saranno attivati nell'ambito della fase attuativa del progetto Civis sistema, ormai in corso.
Durante la prima fase dell'indagine sono stateorganizzate in un archivio informatico le elaborazioni condotte nell'ambito di corsi o tesi di laurea da parte della Facoltà.
Se rimangono problematiche le modalità di accesso ad alcuni tra questi documenti (in merito al riconoscimento del diritto degli estensori, oltre che in riferimento ai vincoli posti da ricerche in corso) appare opportuno che durante il secondo anno di attività, anche in connessione con iniziative di pubblicizzazione dei risultati sino ad ora ottenuti, si pervenga ad una migliore integrazione con le attività istituzionali. Non ci nascondiamo che ciò potrà presentare prevedibili difficoltà.
Quando tuttavia, come nel caso delle fonti elaborate da docenti degli Istituti di Storia dell'architettura e di Costruzioni, tali strumenti erano disponibili, sono stati organizzati in appositi archivi ed utilizzati per le opportune tematizzazioni.
E' il caso, ad esempio dell'archivio dei Rolli dell'ospitalità, un elenco che, attivo per quasi tutta l'età moderna, raccoglieva i più importanti palazzi, destinandoli alla pubblica ospitalità in una città che, per le proprie caratteristiche socio-politiche, appariva priva dei tradizionali attributi edilizi del potere pubblico.
Se possibile, analogo trattamento avranno i risultati delle attività promosse dal Laboratorio di archeologia dell'architettura e, ove disponibili quelle di altri istituti, come l'Iscum, che hanno da tempo promosso ricerche anticipatrici sui temi oggetto di questa indagine.
Proprio in connessione alle citate disponibilità, oltre alla realizzazione del sistema cartografico, la convenzione prevede anche la costituzione di un abaco degli elementi costruttivi, in corso di realizzazione sulla base dei precedenti studi dell'Iscum, cui la totale copertura offerta da sopralluoghi può garantire una notevole base di sperimentazione. In particolare, sulla base dell'indagine in corso e del repertorio così realizzato, saranno effettuate elaborazioni mensiocronologiche ed ulteriori approfondimenti nell'ambito delle future ricerche di settore.
Notevole anche in questo senso potrà divenire l'apporto fornito alla ricerca storica dalla conclusione dell'indagine in corso. La stessa realizzazione del sistema informativo potrà infatti espandersi verso la costituzione di un orizzonte di ricerca non più incentrato sul documento istituzionale, ma aperto ad una restituzione dinamica delle trasformazioni, con la possibilità di restituire tutti i mutamenti riportati dalla fonte notarile.
Si deve inoltre ai due progetti citati una prima forma di diffusione dei risultati che, con il consenso del committente sono distribuiti al pubblico sulla rete internet in un server appositamente manutenuto da CartoLab.
Il sistema prefigura numerose scelte tecnologiche per la diffusione dei risultati nelle città europee (prog. 12) e per la realizzazione dello sportello di quartiere per la città vecchia (prog. 5) che si suppone siano realizzati con questa tecnologia.
Sono inoltre in corso di realizzazione:
Tra gli ultimi risultati delle attività in corso ricordiamo la carta di individuazione del degrado strutturale e l'identificazione dei palazzi dei rolli della pubblica ospitalità, una struttura fondamentale per una immagine aggiornata dell'intero insediamento della città vecchia.
Si prevede inoltre di sviluppare un ulteriore direzione di indagine relativamente alla diagnostica di progetto, nell'ambito di un possibile futuro incarico della pubblica amministrazione, destinato a supportare la redazione di apposite schede operative.
Come premesso al punto precedente, fin dalla prima fase del progetto, ottenuta l'autorizzazione da parte del committente, si è provveduto ad attivare un apposito sito World Wide Web (http://services.arch.unige.it) per la diffusione dei risultati della ricerca.
Sono a tal fine stati realizzate due serie di documenti:
Si è cercato inoltre di presenziare in più occasioni a mostre ed incontri pubblici ove lo strumento potesse essere utilizzato dal pubblico più vasto e dagli specialisti. Si ricordano in particolare la partecipazione alla mostra Riabitat (fiera internazionale di Genova 23-25 maggio 1995), e la collaborazione con il progetto 5 nella mostra «Immagini del Centro storico» (16 novembre - 17 dicembre c. a.).
Inoltre notevole pubblicità ha assunto il progetto nell'ambito del X congresso dell'associazione History and Computing «Visions of History», Montreal 24-26 agosto 1995, ove la relazione presentata da Carlo Bertelli ha incontrato notevole interesse.
In ambito nazionale l'organizzazione del progetto è stata oggetto della relazione di Ennio Poleggi per il quarantennale dell'associazione Italia Nostra, in occasione del convegno di Napoli del 2-3 dicembre u. s.
In realtà, se si possono dare valutazioni preliminari, valutate le statistiche di accesso al sito World wide web, si può affermare con sicurezza il notevole interesse destato dal progetto in ambito accademico, soprattutto al di fuori dell'Italia, relativamente numerosi sono da un lato gli accessi da parte di studiosi extraeuropei (Usa, Canada, Cis, Israele), frequenti quelli provenienti in particolare per l'Europa da diverse università della Gran Bretagna (Salford, Bristol, etc.) e della Francia. Minore rilievo assumono invece le consultazioni da parte di università italiane (se si escludono i frequenti contatti da parte del Politecnico di Milano, delle Università di Milano e Pavia, dell'Istituto universitario di architettura di Venezia).
Sicuro tuttavia l'interesse degli studenti, anche per la diretta utilizzabilità delle esperienze svolte nell'ambito dei corsi.
Viene riportato di seguito l'elenco degli aggiornamenti effettuati alla cartografia del Centro storico realizzata digitalizzando le immmagini raster del rilievo anno 1975 scala 1:1000.
Gli aggiornamenti sono stati introdotti sulla base dei progetti realizzati dal 1975 ad oggi e forniti dal Servizio urbanistica del Comune, dall'Università o reperiti attraverso altre fonti:
Per inserire gli aggiornamenti si è utilizzato il seguente procedimento: scansione degli elaborati progettuali forniti (per altro in scale tra loro assai eterogenee) e successiva digitalizzazione all'interno del software Mapinfo.
L'aggiornamento non ha evidentemente pretese di completezza, realizzato infatti su fonti esistenti, mostra numerose incongruenze, ed è limitato alle sole fonti disponibili.
La cartografia di base realizzata digitalizzando le immagini raster è stata successivamente completata e integrata in alcune sue parti utilizzando il file vettorializzato della carta tecnica regionale in scala 1:5000. In particolare le parti tratte dalla suddetta carta riguardano:
Il livello CSM95ed.ext che conteneva le unità edilizie, restituite sulla base del rilievo comunale in scala 1:1000, è stato suddiviso, secondo gli orientamenti annunciati con il rapporto n. 2, in tre livelli :
E' inoltre presente un altro livello, relativo ai cavedi (cavedi.tab), rappresentati come area pertinenziale, mentre gli edifici presentati nei due livelli indicati sono caratterizzati da superfici bucate (attributo della primitiva poligono chiuso).
I quattro nuovi livelli sostituiranno alla fine della rilevazione la restituzione della cartografia comunale in scala 1:1.000.
I file sono presentati in due modalità, come tabelle MapInfo, rappresentate dal file di riferimento *.tab e costituite generalmente dai file *.dat, *.id, e *.map, contenenti rispettivamente i dati alfanumerici, le chiavi numeriche principali, e le risultanze geometriche della mappa; talvolta compare inoltre un file *.ind (indici). Quando sono richieste speciali modalità di presentazione (tematizzazioni) sono inoltre presenti file *.wor.
Oltre ai file consegnati in questa occasione sono disponibili per funzioni di controllo o di integrazione i file georeferenziati in formato raster.
Nella directory rasterMIF sono contenuti i file raster *.bmp di alcune tavole del rilievo in scala 1:500 del Comune di Genova con i rispettivi file *. tab mapinfo.
Nella directory rasterGIF sono contenuti i file raster *.gif con le stesse caratteristiche.
Struttura e composizione della cartografia 1907
I file della restituzione cartografica del catasto 1907 sono contenuti nella directory 1907 (e nel caso del materiale consegnato in un omonimo file *.zip).
I livelli della restituzione realizzata sono:
I file sono stati restituiti in proiezione Gauss Boaga, secondo le procedure da tempo documentate, sono quindi perfettamente sovrapponibili allo stato attuale, salve, ovviamente, le eventuali modificazioni successive. La mappa è collegata:
Con la trascrizione dei dati relativi al sopralluogo vengono inoltre verificate le corrispondenze tra dato rilevato, consistenza al 1907 e dato alfanumerico corrispondente.
Oltre ai dati qui presentati rimangono disponibili i file raster tratti dagli originali conservati presso l'Archivio di Stato (fondo cartografico) e georeferenziati.
Risultato della grande opera di rilevazione intrapresa dall'Impero con il primo grande tentativo di equiparazione dei carichi fiscali su base europea, rimane per il Centro urbano di Genova, la sola mappa, priva di riscontri fiscali. Come già più volte affermato, ad essa sono correlati i dati dell'Estimo della Repubblica democratica ligure, di alcuni anni precedenti (1798).
La struttura dei dati non corrisponde tuttavia ad una struttura particellare, ma ad una presentazione delle proprietà come insiemi funzionali, talvolta corrispondenti ai numeri civici, talvolta a parti di essi, talvolta a loro aggregati, secondo un meccanismo analogo a quello proposto per l'analisi della consistenza allo stato attuale. Analogo, ma non perfettamente corrispondente. Al fine di garantire tale corrispondenza sono state realizzate alcune tabelle di relazione.
L'archivio 1810.zip presentato in questa sede appare in sintesi così organizzato:
Oltre alla restituzione cartografica, rimangono disponibili i numerosi raster georeferenziati ottenuti dalle mappe originali conservate presso la Collezione topografica del Comune di Genova (Museo di architettura e scultura ligure di S. Agostino).
La carta cosiddetta dei Padri del Comune, datata 1656, come ricordato nell'ambito del rapporto n. 1, è redatta per le proprietà private al solo livello degli isolati. Gli elementi primari della vita collettiva (proprietà pubbliche) appaiono invece sezionati e rappresentati nel massimo dettaglio disponibile alla scala di circa 1:600.
Le restituzioni effettuate sulla base delle riproduzioni a colori fornite dal servizio Beni culturali della Regione Liguria (l'originale è anche in questo caso conservato presso la Collezione topografica a S. Agostino), hanno dato luogo ad una rappresentazione assai efficace delle condizioni dell'edificato in età moderna.
L'archivio comprende i seguenti livelli di restituzione:
I raster originali, di grande qualità, sono disponibili su cd-rom presso CartoLab, mentre una copia di dimensioni ridotte è stata georeferenziata per la restituzione e rimane altresì disponibile.
La cartografia 1414, contrariamente a quelle presentate in precedenza, è già frutto di una restituzione, realizzata da Ennio Poleggi e Luciano Grossi Bianchi nell'opera Una città portuale del medioevo, cit.
Essa risultava quindi già caratterizzata da un impianto geodetico aggiornato e da una semplice struttura di corrispondenza con la tabella dei proprietari.
Lo studio in corso non poteva dunque che riportarne i risultati, modificandoli eventualmente solo ove ulteriori studi degli stessi autori, o frutto di approfondimenti su singole tesi, mostrassero riscontri più precisi.
L'archivio risulta costituito dai seguenti livelli: