2. La redazione della scheda

2.1. L'organizzazione della rilevazione sul campo

Il lavoro di indagine di campo attraversa tutta la ricerca come una sorta di radicamento locale. Sono infatti state attribuite zone geografiche preliminarmente distinte a quattro gruppi di rilevatori. L'interesse di tale orientamento risale infatti alla possibilità di sviluppare un expertise locale, una sorta di orientamento topico per tutta la ricerca, nel tentativo di reiterare con la partecipazione dei singoli ai problemi locali un modo tradizionale di percezione della città, una specificità dell'attenzione che si valuta come uno dei risultati più interessanti della rilevazione.

Una delle attenzioni più volte citate durante i seminari di preparazione all'indagine orienta l'osservatore ad una riflessione fortemente personalizzata, che, accanto ai momenti di socializzazione della conoscenza, diviene elemento di crisi di quelli che troppo spesso sono assunti come idola tribus nella conduzione della ricerca. Gruppi di ricercatori di analoghe dimensioni si sono molto spesso concentrati su alcune `credenze centrali' particolarmente dannose all'articolazione problematica di questo tipo di rilevazioni.

La ripartizione territoriale dell'indagine ha fatto capo, seppure in maniera elastica, alle ripartizioni socio-amministrative prevalenti in antico regime, istituendo otto ambiti di rilevazione per l'area `centrale' ed uno, Pré, `periferico'. Quest'ultimo, oggetto di recenti interventi pubblici e di rilevazioni per molti aspetti confrontabili con quelle della presente indagine, seguirà una propria - successiva e più breve - procedura di rilevazione.

I diversi ambiti di rilevazione sono stati affidati ai quattro gruppi di rilevatori[1]:

Fig. 15 - Suddivisione in zone di rilevazione della città vecchia

L'insieme degli edifici oggetto dell'indagine, insieme che ammonta a 2540 numeri civici, è stato ottenuto da un file toponomastico prodotto dal Servizio elaborazione dati del Comune di Genova (operat. sig. Murchio, n. 9974 record), da cui sono stati dedotti i record con le seguenti caratteristiche:

Più specificamente sono state distinte nell'archivio dei civici quattro classi di numeri, a seconda delle caratteristiche della strada:

0. toponimo della città vecchia oggetto di immediata indagine;

1. toponimo già incluso in studi recenti realizzati dal Comune (es. area di Pre) e soggetto a futura indagine;

2. toponimo incluso in aree di espansione ottocentesca, inserito in un contesto problematico parzialmente estraneo al centro storico;

3. toponimo estraneo al centro storico (ponti portuali, etc.).

Tale classificazione ha dato i seguenti risultati quantitativi:

Si è ritenuto opportuno incentrare l'indagine sugli edifici della città vecchia propriamente detta (classi 0 ed 1), concentrando tuttavia una maggiore attenzione sulle aree non investite da programmi di intervento in atto.

Gli edifici oggetto di indagine sono quindi in prima ipotesi oltre 2500. La corrispondenza è plausibilmente assai parziale, se talora un edificio corrisponde a più numeri civici, è pur vero che la città vecchia mostra notevole diffusione della condizione inversa; ad un numero civico corrispondono diversi corpi di fabbrica distinti. Ciò può far traballare assai pericolosamente tutto il costrutto tecnico-operativo dell'indagine che, a ben vedere si basa su tale incerta corrispondenza. Una corrispondenza che, lo ripeteremo più volte anche nell'ambito di questo stesso rapporto, è ancor più pesantemente insidiata dall'incertezza sul concetto stesso di edificio.

Un edificio in termini topografici od architettonici è un parallelepipedo a base spesso articolata tendenzialmente quadrangolare. Ma appena si esce da una proiezione verticale della pianta, la consueta concettualizzazione bidimensionale della città, l'edificio non appare più rappresentabile. Cosa avviene allora quando la maggior parte degli appartamenti si protende fuori dal perimetro dell'edificio, cioè da quell'astrazione geometrica definita dalla proiezione verticale della pianta al piano terreno? Quale edificio comprende appartamenti posti completamente al di fuori di tale perimetro e, talvolta, totalmente esterni allo stesso perimetro dell'isolato che quella proiezione comprende? Dove se ne va l'edificio? Dove se ne va la geometria?

La decisione, una decisione certamente assai meditata (le cui conseguenze sono già visibili nella stessa struttura delle tabelle di rilevazione), è quella di far prevalere l'aspetto giuridico e d'uso rispetto alla rigida rappresentazione della geometria euclidea. Ma contemporaneamente si è ritenuto di poter simboleggiare l'intero edificio attraverso la sua pianta, indicando nell'ambito delle schede le relazioni tra i diversi edifici. Dover passare dal `rappresentare' al `simboleggiare' è certamente una condizione assai dura che testimonia del travaglio anche operativo di questi primi tre mesi di lavoro.

a) La rilevazione degli usi a piano terreno

La necessità di attribuire un uso al piano terreno ci ha indotto a comprendere fra le informazioni acquisite con il sopralluogo anche una valutazione speditiva delle condizioni di utilizzo dei locali contraddistinti da numeri rossi (poco meno di 7000 unità nel centro storico).

La rilevazione, condotta contestualmente all'indagine sugli edifici, ha come primo risultato l'attribuzione delle attività commerciali ad un civico nero corrispondente che li rappresenta in cartografia. Le modalità di raccolta dei dati, analoghe a quelle descritte alle pagine successive, prevedono l'uso di una tabella che riporta le seguenti informazioni:

(c. b.)

Unione Europea
Comune di Genova
UNESCO World Heritage

Charta
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