8. LA NUOVA CARTOGRAFIA DIGITALE E LE SUE CARATTERISTICHE

1. Dalla cartografia tradizionale alla cartografia di base del sistema informativo territoriale

La natura del rilievo, tipicamente condotto negli ultimi lustri con mezzi aerofotogrammetrici, ha notevolmente allontanato l'attività della rilevazione dall'individuazione di entità a carattere antropico, rimandando invece ad elementi convenzionali la distinzione di parti od oggetti.

In effetti, la cartografia tradizionale, ed ancor più quella digitale, prescinde dall'individuazione di alcuni oggetti. In particolare, le cosiddette unità edilizie nella scala 1:1000 non corrispondono a corpi edificati o ad edifici nella concezione del senso comune, sono in realtà prodotto di una distinzione eseguita automaticamente attraverso i salti di quota. Una differenza di altezza superiore a 40 centimetri dà luogo ad una diversa unità edilizia, senza riguardo alcuno per la natura dell'oggetto, che, non a caso, non è denominato corpo edilizio.

Neppure la cartografia 1:500 prescinde da questa sua fondazione 'purovisibilista': solo quello che è direttamente rappresentato nel fotogramma può e deve essere rappresentato. A questa scala le coperture non consentono di intravvedere la ripartizione edilizia ad esse sottesa ed ancora il problema viene eluso, questa volta da un incremento di precisione, che - dal nostro punto di vista - nasconde invece di mostrare[1].

In effetti la questione appare largamente problematica, anche se risolubile. I siti non si riferiscono generalmente alle unità edilizie (poiché il loro statuto pare giustamente troppo debole per condurvi una qualche fondata elaborazione) ma si basano attraverso la mediazione dei dati toponomastici su:

Da questo punto di vista gli elementi di maggiore solidità per un riferimento durevole sono costituiti dalle attività istituzionali di raccolta dati, in particolare dall'insieme delle informazioni sulla demografia, in particolare dall'anagrafe, dal Servizio statistica (soprattutto nei suoi rapporti con l'attività censuaria), la toponomastica.

Da questo punto di vista la soluzione adottata del corpo, lungi dal rimanere riferimento utile per la sola cartografia, come unico elemento di riunione/separazione dei civici, assume anche valore operativo. Abbiamo già citato altrove il caso di una pericolosa lesione in un civico caratterizzato da più corpi, in cui la distinzione adottata appare essenziale ad una corretta gestione della pubblica incolumità ed è tuttavia certo che il rapporto con la cartografia risulta in effetti risolto solo dall'insieme delle entità di seguito citate:

L'insieme delle entità individuate è parso tuttavia difficilmente compatibile con la struttura prefigurata dal sistema informativo territoriale.

Una rilevazione di tipo fisico, come quella condotta attraverso l'indagine di Civis ambiente (almeno per i sottoprogetti 2 e 3) pone naturalmente problemi di integrazione all'insieme del sistema. Problemi che sarebbe agevole risolvere nei termini dell'eliminazione degli elementi fisici del problema cartografico, realizzando anche a scale grandi e grandissime una 'topografia politica' della città.

Proprio la convergenza tra le attività della ricerca in corso e le attività del Servizio urbanistica ha determinato una svolta di tipo 'realistico' nelle decisioni di gestione della cartografia.

Infatti anche per il gruppo coordinato dall'arch. Gatti l'individuazione oggettuale delle 'unità edilizie' risultava fondamentale. In effetti la mancata assunzione preliminare del problema, unita alla flessibilità (per atri versi alla labilità) del sistema di archiviazione testuale (affidato a descrizioni contrassegnate talvolta da attenzioni quasi letterarie) ha dato luogo all'individuazione delle entità secondo un criterio di prevalenza. Il concetto di prevalenza appare infatti del tutto insoddisfacente quando non sia la qualificazione di un oggetto ma la stessa individuazione ad essere oggetto di decisione opinabile.

Anche il linguaggio comune può affermare "questo gatto non è né magro né grasso", ma non ammette l'affermazione "questa pietanza non é né carne né pesce", richiedendo un completamento del tipo "è verdura, è uovo, è formaggio", etc. Ovviamente, chiunque debba organizzare un sistema informativo territoriale non può accettare un fondamento così labile, richiedendo ove possibile prescrizioni algoritmiche per l'individuazione certa degli oggetti (ciocché consente l'eventuale individuazione automatica anche in caso di un nuovo rilievo), oppure, qualora ciò risulti impossibile, una definizione certa e definitiva delle ripartizioni cartografiche.

La minore utilità strumentale del criterio di ripartizione assunto, la relazione con la realtà, è evidente. Non è infatti molto maneggevole per la gestione del sistema. Tuttavia l'utilità concreta di una corretta individuazione dei corpi edificati appare fuor di dubbio. Il problema della costituzione dell'oggetto trova tuttavia soluzione in un mutamento di scala soprattutto concettuale, ché la scala utilizzata dalla nostra rappresentazione, 1: 1000 appariva ancora troppo piccola. Per rappresentare la segmentazione in scala 1:1000 potrebbe essere trovata soluzione in una scala pari o superiore ad 1:200, per rappresentare correttamente gli oggetti presenti in scala 1:500 sarebbe necessario rilevare tali oggetti.

Abbiamo appena detto che il mutamento di scala è soprattutto concettuale, non si tratta cioè di un problema di precisione geometrica. Si può disegnare ciò che si è individuato e solo quello - sembra ovvio ma il rilievo è usualmente 'rivestito' da una spessa coltre di particolari completamente inventati. Non solo non misurati, addirittura riprodotti in modo standard, con un rilievo che definiremmo 'tipologico'. E non si tratta soltanto del tradizionale ricorso ai trasferibili, o alla odierna iterazione di un singolo elemento in un Cad architettonico[2], ma anche di operazioni di grande attenzione concettuale che rischiano il ridicolo, riproducendo con dovizia di particolari (probabilmente insignificanti all'occhio del disegnatore) elementi non riscontrati, non visibili, spesso probabilmente assenti.

E' proprio l'assenza di sorpresa, l'iterazione del particolare decorativo a privare questa materia della minima attenzione conoscitiva. Eppure vedere quello che si vuole disegnare è opera altamente meritoria. Ma, come si sa, si trova solo quello che si è saputo cercare. Se non si guarda non si vede. E questo stra-vedere dei rilevatori è una sorta di cecità. Come affermavano due tra i fratelli bendati di fronte all'elefante:

"è una cosa molto liscia e tonda" diceva chi accarezzava le unghie della zampa; "è un piano verticale accidentato e ruvido" diceva chi toccava il fianco.

Senza la domanda di ricerca anche il rilievo tecnico stenta a trovare una propria collocazione disciplinare, addirittura ponendo dubbi fondamentali sulla sua stessa utilità pratica.

(c. b.)

2. Cartografia dello stato attuale

2.1. La soluzione adottata

I diversi livelli che compongono la cartografia dello stato attuale si configurano come il risultato della mediazione tra le esigenze emerse durante le fasi della rilevazione e la necessità di evidenziare le informazioni raccolte.

Sono stati individuati tre livelli di rappresentazione del costruito : corpi, civici e unità tecnico strutturali.

I tre livelli corrispondono non soltanto a tre quote diverse in corrispondenza delle quali viene sezionato idealmente il costruito, ma ad altrettanti modi di lettura della complessa realtà del centro storico.

E utile ricordare in sintesi il significato della tripartizione, argomento già ampiamente trattato nei rapporti precedenti.

La necessità di costituire la base cartografica del sistema informativo ha imposto il passaggio dalla mono-rappresentazione geometrica (rilievo comunale in scala 1:1000 del 1975 in coordinate Gauss-Boaga ) alla strutturazione in più livelli.

Dalla iniziale fase di restituzione si è passati all'aggiornamento della base cartografica secondo i criteri sopra descritti, procedendo temporalmente in stretta relazione con l'avanzamento della rilevazione.

Per una più immediata comprensione di quanto detto, si rimanda a :

2.2. Struttura della base informativa

Il sistema informativo territoriale è composto da una base cartografica e da una base-dati di tipo relazionale.

La struttura della cartografia presenta caratteristiche tali da consentire il collegamento con i dati archiviati.

Ciascuno dei tre livelli è composto da uno o più layer che devono dialogare con la base dati.

I layer deputati a dialogare con la base dati sono strutturati in modo tale che a ciascuna entità grafica siano associati una serie di campi. Uno dei campi assume il ruolo di chiave primaria di collegamento con la base dati relazionale.

Dal software Mapinfo (utilizzato per la gestione della cartografia, la generazione di carte tematiche e di tabelle di data base) attraverso interrogazioni al database relazionale, si possono ottenere delle tabelle provvisorie nel formato del programma utilizzato.

Le tabelle generate sono aggiornabili e modifcabili in modo dinamico in quanto mantengono il collegamento con il data base esterno.

Il legame dinamico tra le tabelle consente di effettuare gli aggiornamenti indifferentemente su una delle due basi dati, in quanto la modifica verrà comunque eseguita su entrambe al momento del collegamento.

Facendo riferimento alle tabelle temporanee generate, sono state realizzate le tematizzazioni sulla cartografia.

Si tratta nella maggior parte dei casi di carte di inventario (nelle quali viene evidenziato un singolo fenomeno come semplice dato ricavato dalle tabelle di database) come ad esempio quelle riguardanti l'epoca antiquaria, l'epoca prevalente, i tipi di intervento, ...etc.

Più complesso è il procedimento che porta alla redazione di una carta tematica che si configura come risultato dell'incrocio di diversi dati allo scopo di evidenziare un particolare fenomeno.

La sintesi tra i diversi dati può essere eseguita direttamente in modo preventivo sulla base dati, previa creazione di un campo destinato ad accogliere il dato sintetico e quindi procedere con la tematizzazione dello stesso.

Un altro criterio consiste nella possibilità di sovrapposizione di diversi tematismi eseguiti, facendo riferimento a dati non sintetici: in questo caso la carta tematica si configura come risultato delle diverse associazioni inventariali che si verificano in diverse zone della cartografia.

Un metodo misto tra quelli sopra enunciati è stato adottato per eseguire la carta: Piazze e residenze nobiliari nei sec. XVI-XVII.

In ogni caso nella redazione delle carte tematiche o di inventario, notevole cura deve essere osservata nella scelta delle campiture e dei colori; infatti quest'ultimi finiscono per assumere un ruolo determinante per la leggibilità del fenomeno che si vuole evidenziare.

(m. f.)

3. Cartografia storica

L'insieme dei documenti relativi ai diversi periodi (1414, 1656, 1810, 1907) costituiscono la base cartografica storica del sistema informativo della "città vecchia" di Genova.

3.1. Criteri restitutivi - l'esempio del catasto unitario

Le modalità di restituzione della cartografia storica sono analoghe per tutti i documenti.

Le fasi si possono riassumere sinteticamente in:

Viene riportato in modo più dettagliato il procedimento utilizzato per la restituzione del catasto unitario.

Effettuate le scansioni delle fotografie in B/N che riproducono i singoli fogli del catasto, si sono ottenute una serie di immagini a matrice di punti[3], ciascuna corrispondente ad un singolo foglio catastale.

Le immagini cosi ottenute sono state succesivamente elaborate[4] al fine di ottenere un giusto compromesso tra leggibilità della rappresentazione e dimensione del file, fase questa importante per agevolare le successive operazioni di restituzione.

Le immagini raster così ottenute sono state oggetto dell'operazione di "lucidatura" all'interno del software MapInfo[5].

E' utile spiegare brevemente, il procedimento utilizzato per riproiettare le immagini della cartografia catastale (proiezione Cassini-Soldner) nel sistema della cartografia comunale precedentemente vettorializzata (proiezione Gauss-Boaga), in modo da ottenere la sovraponibilità tra le restituzioni relative ai diversi periodi storici.

Il procedimento di riproiezione é avvenuto facendo corrispondere le coordinate di un certo numero di punti della cartografia comunale vettorializzata con gli stessi, individuati sull'immagine raster del catastale. Il numero di punti considerati per ottenere la riproiezione è assai variabile da immagine ad immagine, questo in considerazione di diversi fattori; tra i più rilevanti si possono citare:

E' opportuno precisare in quale modo il software proceda nell'operazione di riproiezione. L'immagine raster del catastale rimane in realtà inalterata e la distorsione risulta essere a carico della immagine vettoriale; naturalmente si tratta di una distorsione virtuale attiva soltanto nel momento in cui viene visuallizzato il raster.

Nella fase succesiva di 'lucidatura' si è pensato di operare partendo da una copia della cartografia dello stato attuale, in particolare facendo riferimento al livello (lucido) degli edifici (cs95ied.*) opportunamente rinominato (_907ed5b.*).

I poligoni rappresentati nella carta dello stato attuale corrispondono, nella maggior parte dei casi, alla configurazione assunta dalle unità edilizie a livello della copertura; una rappresentazione quindi completamente diversa da quella riportata sui catastali del 1907.

Il lavoro di "lucidatura" è consistito in realtà in una modifica dei confini dei poligoni e nella creazione di nuove entità per riprodurre fedelmente la frammentazione particellare catastale, tenedo fermi i limiti esterni degli isolati.

Per agevolare il lavoro si é inoltre pensato di tenere aperte oltre al raster e alla tavola del 1907 (_907ed5b.*) anche la tavola degli edifici dello stato attuale (cs95ied.*) assai utile nelle fasi in cui si richiedeva la cancellazione di entità esistenti che dovevano essere disegnate in modo completamente diverso.

Oltre alla restituzione delle particelle rappresentanti la parte costruita, sono stati lucidati anche i lotti inedificati che sono stati inseriti un una tavola apposita (_907per.*); sono state inoltre create due nuove tavole, una per i simboli (_907sim.*) ,l'altra per il profilo dei moli del porto (_907cpo.*).

3.2. Struttura della base informativa

3.2.1. Il Catasto Unitario

La struttura del record legato a ciscuna entità grafica prevede il campo mappale da compilare con il numero particellare corrispondente del catasto unitario.

Sul documento originario esistono inoltre delle particelle che sono legate al mappale principale tramite il caratteristico simbolo presente sulle cartografie catastali.

Per costituire la corrispondenza tra le entità grafiche (particelle), che fanno riferimento ad unico numero particellare, è stato creato un apposito campo numerico cod_pertin.

Nel caso in cui il contenuto di tale campo corrisponda a 0 oppure a 1, l'entità grafica rappresentata è un edificio o comunque un mappale principale nel caso si tratti di lotti inedificati.

Se il numero contenuto nel campo è maggiore o uguale a 2 si tratta di particelle secondarie o pertinenze.

Di notevole interesse, inoltre, è la possibiltà di mettere in relazione le particelle individuate dal catasto unitario (mappale) con lo stato attuale (cod_civico).

Ad ogni mappale (record del data bese) del catasto unitario è stato attribuito un cod_civico attuale; questo consente un collegamento dei dati dello stato attuale e della base infomativa indifferentemente con la cartografia catastale.Tali informazioni appaiono rilevanti al fine di far emergere le differenze riscontrate al di là delle diverse modalità di rappresentazione.

Il collegamento dei dati alla base cartografica avviene facendo riferimento per la carta:

La sovrapposizione fisica dei due documenti cartografici (castato-stato attuale) consente di valutare l'entità delle variazioni tra i due periodi considerati; nell'operazione di confronto ruolo determinate rimane attribuito al sopralluogo, che consente di valutare in modo più analitico l'entità delle trasformazioni.

Un apposito campo presente nel data base, viene compilato sulla base delle considerazioni critiche emerse. In tale campo sono inseriti i dati riguardanti lo stato della particella nella situazione attuale, rispetto alla configurazione riportata nel catasto unitario.

Si parla, dunque, di stato fisico delle particella (demolita, esistente, inedificata, parzialmente ricostruito, rilottizzato, ristrutturato, etc.).

Il legame e la continuità tra le informazioni riportate nei documenti relativi ai diversi periodi storici, rappresenta un elmento fondamentale per una maggiore comprensione dell'autenticità e dell'entità delle trasformazioni del costruito.

3.2.2. L'estimo 1798 - Catasto napoleonico

Nella costituzione della struttura del data base, le difficoltà maggiori sono rappresentate dalla necessità di attribuire alla restituzione cartografica della suddivisione particellare napoleonica, la base dati dell'estimo del 1798.

Si cerca di attribuire alle particelle rappresentate sulla cartografia, il corrispettivo codice relativo dell'estimo; viene compilato a questo proposito il campo regime.

In alcuni casi alla particella napoleonica corrispondono più civici individuati dall'estimo; è stata quindi generata una tabella di relazione, allo scopo di fare corrispondere alla singola particella restituita i diversi numeri civici ad essa afferenti. La tabella di relazione è costituita da due campi: regime principale, regime alternativo.

Un ulteriore tabella relazionale è stata prevista per collegare la particella restituita al situazione attuale. In questo caso i campi sono cod_attuale (il cod_civico attuale) e regime.

Le considerazioni fatte per il catasto unitario riguardano :

queste sono del tutto valide anche per il documento in questione.

(m. f.)

4. Normalizzazione della cartografia e trasferimento dei dati al Sistema informativo territoriale (Civis sistema)

4.1. Criteri standard utilizzati per la cartografia

L'analisi della cartografia ha evidenziato la necessità di effettuare una serie di operazioni per garantire l'uniformità dei dati cartografici e un ottimale collegamento con il database Oracle.

Le operazioni effettuate possono essere individuate secondo questo schema:

  • Correzione del sistema di coordinate:

    i dati sono stati acquisiti in coordinate Gauss-Boaga, indicando però come sistema di coordinate il non-terrestre (NON-EARTH).

    E' stato quindi necessario operare una "pseudo-traslazione" nel sistema corretto al fine di permettere la eventuale successiva sovrapposizione con carte di diversa provenienza.

  • Pulizia grafica:

    sulla stessa tavola erano spesso presenti dati non omogenei, ovvero entità geometriche di classe diversa coesistevano nella stessa tavola.

    Essendo ciò incompatibile con la struttura dati di Mapinfo è stato necessario spostare gli elementi non omogenei su tavole diverse; in particolare ciò è stato necessario per la separazione simboli "cosmetici" (simbolo di chiesa, simbolo di cavedio, ecc..)

  • Pulizia della struttura dati:

    In seguito al trasferimento dei dati alfanumerici su Oracle molti dei campi riportati direttamente sulle tavole sono divenuti superflui.

    Si è pensato, quindi, di limitare al minimo i dati presenti su MapInfo e spostare il più possibile la parte alfanumerica su Oracle.

    E' stato quindi necessario eliminare tutti i campi ad esclusione di quelli chiave (per poter effettuare poi il collegamento con i dati Oracle) e di quelli temporanei e di appoggio da utilizzare durante il lavoro (flag di compilazione, flag di trasferimento).

    I campi contenenti attributi utili sono stati spostati sulla base dati Oracle.

    Infine si è effettuato il controllo di univocità della chiave: infatti, per permettere un corretto collegamento con i dati Oracle è necessario che ogni oggetto grafico possieda un codice identificativo ("chiave") univoco. A tal fine sono stati eliminati tutti i codici duplicati.

    In alcuni casi, quando non erano presenti codici identificativi, si è utilizzato un campo ID caricato mediante il comando sequence.

    Una volta effettuata questa operazione di pulizia si è passati alla fase di conversione dei dati in MGE. La procedura consiste sinteticamente in:

    Per quanto riguarda la tavole Mapinfo di sola grafica:

    (s. p. )

    Unione Europea
    Comune di Genova
    UNESCO World Heritage

    Charta
    Realizzato con la collaborazione di Charta s.r.l.

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