9. INTEGRAZIONE DEL PROCESSO INFORMATIVO E COSTITUZIONE DEL SISTEMA

1. Collaborazione/interazione. I temi

L'incarico affidato all'Istituto di Storia dell'Architettura comprende due sottoprogetti nell'ambito del progetto Civis Ambiente (Life), entrambi riferiti agli elementi di sistema per la costituzione dell'Osservatorio e direttamente connessi alle attività dell'altro sottoprogetto Civis, denominato Sistema perché preposto alla costituzione sistemica dell'Osservatorio, predisponendo fonti e procedure per l'utilizzazione dei dati disponibili presso organizzazione pubbliche e private, e realizzando un insieme articolato di nuove indagini, parte delle quali demandate al progetto Civis Ambiente.

Quest'ultimo si articolava in 13 sottoprogetti, undici dei quali affidati all'Agenzia regionale per il recupero edilizio (Arred S.p.A., a suo tempo costituita nell'ambito della Finanziaria regionale per lo sviluppo economico), cui veniva attribuito il coordinamento organizzativo di tutte le fasi e la direzione di tutti i progetti, esclusi quelli affidati all'Università.

Proprio per la natura sistemica degli incarichi affidatici - sistema informativo territoriale ambientale (s. p. 2) e sistema di ricognizione archeologica e statica dell'edificato (s. p. 3) - i due impegni venivano unitariamente denominati in sede contrattuale "Mappatura culturale della città vecchia", intendendo con questa locuzione indicare una serie di attività che mostravano forte interconnessione tra gli elementi di informazione storico-artistici, la ricognizione archeologica, la stessa indagine statica.

Questa indicazione, destinata ad incontrare notevole favore tra gli addetti ai lavori, coglieva una situazione particolarmente favorevole nella costituzione del Laboratorio di cartografia e documentazione (CartoLab) presso l'Istituto, con un gruppo di lavoro da tempo attivo sulla ricostruzione territoriale delle fonti storiche e la rappresentazione informatica della trasformazione della città.

2. Elementi di convergenza operativa e ambiti problematici aperti

Il quadro che segue, prima di dar luogo alle attività conclusive del nostro incarico, pone al lettore un resoconto pressocché definitivo delle attività svolte in collaborazione con terzi o con i Servizi dell'amministrazione, nella convinzione che l'insorgere della collaborazione possa dar luogo ad una concentrazione di risorse su obiettivi condivisi, come è proficuamente avvenuto in alcune, fortunate occasioni

I nostri compiti risultavano quindi direttamente connessi

La disponibilità di tali informazioni veniva infatti esplicitamente citata in una clausola dell'allegato operativo al contratto come condizione necessaria all'esecuzione di alcune fra le attività previste.

Ovviamente la predisposizione o la stessa disponibilità dei materiali citati, provenienti da numerosi Servizi dell'Amministrazione costituiva un onere non indifferente per l'ente locale. Onere che veniva d'altronde esplicitato in un congruo numero di ore lavorate costituenti oggetto del cofinanziamento comunale dell'operazione.

Nonostante l'impegno delle parti, giunti ai tre quarti del nostro impegno dobbiamo tuttavia rilevare che gli elementi oggetto dell'incarico sono stati prodotti per le sole parti che comportavano minori difficoltà interne da parte dell'Amministrazione.

In realtà il quadro delle attività prodotte deve essere tuttavia valutato come un risultato di grande rilievo, nonostante queste difficoltà. Come più volte ha affermato S. Farruggia (Gruppo di lavoro per l'informatizzazione del Prg ed il Sistema informativo territoriale), la maturazione di alcune domande, gli approfondimenti condotti, le stesse difficoltà incontrate sono il segno dei risultati raggiunti. Risultati che compensano largamente l'Amministrazione e la stessa Unione Europea per l'assenza di alcuni elementi.

3. Stato della collaborazione

3.1. Le attività connesse al Servizio Centro storico - Attività di coordinamento (s.p. 1)

Il Servizio Centro Storico è stato, con il Gruppo di lavoro per il Sit ed il Servizio Urbanistica, il principale riferimento della nostra azione, sia per quanto attiene le attività di Civis Ambiente che per i rapporti con Civis Sistema.

Purtroppo la molteplicità degli apporti e le diverse specificità disciplinari oggetto dei diversi incarichi affidati hanno costituito un significativo ostacolo al raggiungimento di una attività di integrazione tra le diverse indagini. Prevedibilmente assai difficile si presentava il ruolo di coordinamento affidato ad Arred, non potendo svolgere la funzione di legame interdisciplinare che solo avrebbe consentito una più coerente gestione di attività fin dalle prime fasi tendenzialmente divergenti.

Se era pressocché impossibile raggiungere il risultato interdisciplinare previsto senza una fase di elaborazione intermedia abbastanza lunga, è divenuto sempre più necessario mettere a fuoco alcuni problemi concreti capaci di cucire le diverse specificità disciplinari.

Per parte nostra individuiamo alcuni temi che, pur diretta conseguenza delle indagini svolte, ci sembrano meritare un più largo interesse:

3.2. Servizio Urbanistica

Il servizio Urbanistica ha contribuito con finanziamenti aggiuntivi propri ai sottoprogetti 2 e 3, attivando un flusso finanziario consistente in vista delle attività di supporto alla redazione del Prg per la città vecchia.

In vista dell'impegno assunto l'Istituto ha realizzato, su specifiche e con la collaborazione fornita dal Gruppo di lavoro per l'informatizzazione del prg, la cartografia di base per la Variante al Prg in corso di adozione.

Il finanziamento erogato ha soltanto parzialmente corrisposto ad una effettiva utilizzazione delle attività svolte dall'Istituto, nonostante l'impegno profuso a tal fine; poiché la rilevazione sistematica oggetto dell'incarico non poteva essere completata nei tempi richiesti è stata presto soppiantata da sopralluoghi di ricognizione svolti direttamente dall'Ufficio con la collaborazione di quattro competenti professionisti privati.

Ciò ha dato luogo ad una interessante esperienza ricognitiva, che in alcune schede si volge a pregevoli interpretazioni del contesto architettonico ed edilizio indagato, pur non consentendo una valutazione sistematica, né riscontri quantitativi e topografici.

La pur difficile integrazione ha tuttavia avuto riscontro in una serie di valutazioni dell'attività svolta (verifica dell'attività ricognitiva sugli isolati ove sono previsti interventi diretti dell'Amministrazione), nella realizzazione di due rapporti specificamente orientati all'attività di pianificazione, nel contributo alla redazione della cartografia di analisi per il Prg[1]. Sembra ora giunto il momento di integrare le due indagini, con la restituzione del cospicuo materiale prodotto nell'ambito del sistema informativo.

Dobbiamo inoltre attestare l'elevato livello di collaborazione della struttura il cui contributo ha consentito di aggiornare la cartografia realizzata a partire dal rilievo civico nelle scale 1:1000 ed 1:500 allo stato attuale, attraverso il coordinamento della documentazione disponibile, fornita all'Istituto.

Al termine dell'indagine risulta opportuno prefigurare una serie di attività, d'altronde in parte previste:

Inoltre, anche in connessione agli sviluppi dei due sottoprogetti affidati all'Istituto (cfr. a tale proposito il cap. 6 par.par. 2 e 4) è stata concertata la redazione di una mappa informatizzata in scala 1:500 atta a rappresentare i due sistemi oggetto di analisi (il sistema atrio-scala ed il sistema delle facciate) con la restituzione delle tavole redatte su carta dall'ufficio.

3.3. Gruppo di lavoro per l'informatizzazione del Prg ed il sistema informativo territoriale

L'insieme delle attività svolte ha incontrato nel Gruppo di lavoro per l'informatizzazione del Prg ed il sistema informativo territoriale (in seguito Gruppo SIT) un notevole riscontro, sia per gli elementi di collaborazione - largamente prevalenti - sia nello sviluppo di un dibattito sul Sit e di attività ad esso conseguenti, con significativi risvolti nell'attività svolta.

Proprio al Gruppo Sit si deve la richiesta di trasformare la digitalizzazione condotta sulla carta tecnica comunale in scala 1:1000, in un primo tempo utilitaristicamente inquadrata nella carta tecnica regionale in scala 1:5.000, inquadrandola nella restituzione del contorno degli isolati eseguita in scala 1:500 sulla cartografia comunale a maggior scala.

In effetti l'attività ha dato luogo ad un notevole aggravio delle attività svolte, sfociando tuttavia in un migliore risultato, sia per la maggiore precisione raggiunta, sia per il diretto riferimento alla cartografia tecnica di produzione comunale (fino al rilievo delle coperture in scala 1:200, anch'esso riferito alla medesima base geodetica). Inoltre la carta in scala 1:1.000 è una carta derivata dal rilievo in scala 1:500, che nelle semplificazioni connesse al passaggio di scala poteva aver subito alterazioni con l'introduzione di errori di interpretazione sempre possibili in questi casi.

Una tra le più significative acquisizioni dell'indagine, l'articolazione del data base in civici, corpi ed edifici, si è in qualche modo giovata del rapporto con il Gruppo SIT. Infatti, uno degli elementi più significativi rispetto alle attività di costruzione del sistema, appare il rapporto con le attività amministrative, rapporto che dà luogo anche ad una articolazione non tradizionale della cartografia di base del SIT (di cui più ampiamente riferiamo al cap. 8 par. 1). Ma proprio sull'accettazione delle proposte indicate, sul cui orientamento `realistico' convergono le stesse valutazioni del Servizio urbanistica (v. par. 2 in questo capitolo).

In effetti, non è sull'articolazione degli strumenti concettuali, ma su quelli tecnico-organizzativi che più opportunamente dovrebbe essere applicato l'orientamento in precedenza indicato. La comprensione della natura dei fenomeni non dovrebbe essere in questione; né dovrebbe essere oggetto di dibattito il rispetto degli elementi oggettuali dell'analisi.

Tuttavia vi sono limiti anche istituzionali alla piena accettazione dell'ipotesi proposta.

Proprio in occasione della realizzazione di alcuni fra gli elementi di sistema del progetto Civis sono emerse significative divergenze.

Un contributo fondamentale al buon esito del contratto di ricerca tra Comune e Istituto è dovuto all'attenzione prestata dal Gruppo SIT alla crescente complessità dei compiti assunti dalla ricerca.

Ciò ha corrisposto ad un atteggiamento flessibile ed attento, anche da parte degli altri interlocutori comunali, rispetto ai contributi tecnici, alle necessità ed ai vincoli dell'opera in corso di realizzazione.

Da questo punto di vista, la rilevazione ha assunto un ruolo assolutamente imprevisto tra gli impegni conseguenti al contratto di ricerca Civis Sistema

Infatti, come risulta sin dalle prime riunioni di definizione delle attività affidate a Datasiel, gli elementi principali in gioco risultavano:

Quest'ultima attività recupera in parte una discrasia segnalata dalla stessa commissione di valutazione per le attività di Civis Ambiente: la scansione temporale dei due progetti Civis Sistema e Civis Ambiente rendeva impossibile l'integrazione dei risultati ottenuti dalle diverse indagini in corso.

Certo questi elementi risultavano assai evidenti al termine dell'esperienza condotta. Il servizio urbanistica riconosceva la necessità di individuazione degli edifici (nel senso proposto dalla ricerca), pur rimarcando la necessità - peraltro assai ragionevole - di distinguere tra gli edifici dell'esperienza comune e quelli definiti nel corso della ricerca.

Il faticoso percorso individuato trovava tuttavia due elementi ostativi, da un lato la reiterata opportunità di elementi algoritmici per l'individuazione delle entità - richiesta avanzata dal gruppo Sit -, dall'altro la necessaria diffusione della conoscenza a fronte di un incarico di integrazione delle basi cartografiche all'1:500, incarico affidato a Datasiel, società vincitrice dell'appalto per l'attuazione di Civis Sistema.

In effetti questa che risultava tra le più significative, ancorché inconsapevoli, opposizioni al lavoro svolto veniva ad inverare la posizione 'legittimista' del gruppo SIT, che individuava nella vecchia cartografia in scala 1:500 (circa 1970) l'unica cartografia legittima perché collaudata dal Consiglio comunale (ancorché sicuramente non aggiornata).

Tale vincolo non poteva che dare luogo ad una condizione quale quella che segue:

Ci domandiamo quale sia l'utilità del lavoro effettuato, quali i riscontri tecnici, quale la funzione di una carta delle coperture in una scala cui non potranno mai corrispondere adeguate informazioni - a meno di un rilievo architettonico, strutturale ed archeologico ben più approfondito di quello realizzato nei due anni di attività ormai quasi trascorsi da parte dell'Università.

Una strada diversamente articolata, anche se non priva di oneri è quella indicata dalla legislazione vigente che, nell'indicare l'iter conoscitivo preliminare all'intervento nella città vecchia si orienta ad operazioni diagnostiche che devono necessariamente corrispondere ad un progetto di archiviazione organizzata dei materiali prodotti, uno sforzo cui tuttavia nessuno sembra effettivamente interessato.

E' tuttavia questa assai probabilmente la nuova frontiera dei sistemi informativi territoriali, non soltanto la produzione ad hoc di grandi basi conoscitive 'piatte', prive cioè di elementi di approfondimento localizzati, ma l'organizzazione delle conoscenze distribuite orientata alla cattura degli elementi di approfondimento e di interesse conoscitivo. Solo così, solo cioè attrezzandosi per operazioni di rilievo multi-scala e talvolta decisamente orientate al livello 'micro' più che a quello generalizzante delle 'politiche territoriali' potrà consentirsi di interferire con il livello progettuale, con le pratiche diffuse che costituiscono il livello prevalente delle operazioni gestionali. In una parola del 'governo' del territorio.

3.4. Civis Ambiente - sottoprogetti 4, 11

I sottoprogetti 4 ed 11 sono affidati rispettivamente ad un gruppo di ricerca costituito presso l'Arred ed allo Iacp, che si vale anche di collaborazioni esterne, in particolare di studiosi attivi presso la Facoltà di Architettura o presso Istituti che, come l'Iscum, svolgono attività concorrenti e spesso integrate a quelle della Facoltà.

E' quindi un notevole beneficio alla buona conduzione dell'indagine un coordinamento, anche informale, che consenta di evitare la duplicazione di indagini eventualmente sovrapponibili, e la sollecita disponibilità di alcune delle informazioni prodotte nell'ambito delle diverse indagini.

Ove possibile queste attività di integrazione sono state attivate. In parte esse hanno trovato ostacolo nella necessità di non favorire specifici operatori rispetto ai loro diretti concorrenti, siano essi professionisti impegnati in attività progettuali, aziende od istituti, operanti in attività in qualche modo connesse all'attività immobiliare, agenzie o strutture dell'amministrazione impegnate nell'acquisizione di commesse da privati o finanziamenti pubblici di diversa provenienza.

Cautele probabilmente doverose, anche in assenza di una valutazione dell'Amministrazione e della stessa Unione europea rispetto alle politiche imprenditoriali in corso. Attività che, pur legittime e forse meritorie, ad esempio per l'Istituto autonomo case popolari, investono grandi edifici, spesso oggetto di forti attese speculative da parte di precedenti proprietari. Attività che sono peraltro esplicitamente collocate su ambiti di utenza non tradizionali (e non istituzionali), in diretta concorrenza con attività immobiliari di tipo privatistico.

Al di là delle posizioni volte a garantire un'ordinata conclusione dell'indagine, senza intraprendere una intempestiva pubblicazione delle informazioni raccolte, prima di una loro responsabile validazione, resta l'utilità della disponibilità pubblica dell'informazione, finalità che, nel rispetto delle esigenze di confidenzialità espresse dall'Amministrazione (peraltro mai oggetto di specifica individuazione nell'ambito delle informazioni raccolte), intendiamo privilegiare, supportando per la maggior possibile diffusione dei risultati dell'indagine.

In realtà, entrambi i sottoprogetti citati hanno potuto godere di numerose informazioni, in una serie di incontri programmati a più riprese, ed in specifici pacchetti informativi predisposti nell'ambito della ricerca.

Per quanto attiene in particolare il sottoprogetto 4, Catalogo dei materiali per il recupero edilizio, sono previste integrazioni con l'inventario degli elementi architettonici oggetto del sottoprogetto n. 3. Si propone infatti di accogliere in parte i risultati delle indagini sulle tecniche murarie, ad esempio, per integrarli poi con le attività in corso sugli elementi costruttivi, integrando così valutazioni statiche all'articolazione del materiale prodotto in sede di analisi archeologica e di indagine sui materiali.

3.5. Civis Ambiente. Sottoprogetto 13 - Rapporti con le città europee

Il sito World Wide Web realizzato dal laboratorio di cartografia e documentazione risolve in parte un problema di collegamento tra le città europee attive nell'ambito dei finanziamenti Life.

In realtà le attività fino ad oggi svolte in tale ambito non hanno ottenuto che riconoscimenti verbali da parte della società Euros, responsabile del sottoprogetto, né d'altronde vi si è manifestata forte disponibilità da parte dell'Istituto, anche per la possibile commistione con la produzione scientifica, peraltro incompatibile con il totale supporto dell'Università alle reti per la ricerca.

L'Istituto ha tuttavia fornito la propria collaborazione e gli stessi supporti di rete partecipando con propri mezzi alle due mostre Riabitat e Sportello di quartiere.

3.6. I rapporti con il Servizio Edilizia privata e le loro possibilità di sviluppo

Il ruolo svolto dall'Osservatorio europeo sul Centro storico rispetto al Servizio edilizia privata del Comune è in qualche modo ambivalente, soggetto infatti a due possibili orientamenti che ne farebbero in un caso un ulteriore (probabilmente inascoltato) richiedente qualora, ponendosi a valle del processo amministrativo, svolgesse le sole funzioni di monitoraggio consuntivo (come è tipico delle inchieste socio-amministrative di settore), in altro caso una sorta di duplicato dell'ispettorato edilizio od un ulteriore parere cui i progetti dovrebbero essere sottoposti, una sorta di commissione edilizia qualora l'osservatorio volesse far prevalere una propria strategia, quando, ancora in un'altra ipotesi, non sostituisse totalmente il Servizio in una organizzazione per circoscrizioni dell'amministrazione del territorio.

In realtà tutte queste ipotesi appaiono in qualche modo incongruenti quanto intrusive (forse giustamente intrusive) rispetto alle procedure oggi in uso, rimandando ad una complessiva meditazione sulle funzioni dell'Osservatorio rispetto ad un quadro organizzativo del Dipartimento VII anch'esso in rapido mutamento.

La centralità del Servizio Edilizia privata, anche nell'attività di pianificazione, viene postulata infatti dai più attenti osservatori delle politiche territoriali, un'attenzione che appare dedicata al servizio anche dai più recenti documenti di riorganizzazione dell'amministrazione.

Probabilmente l'Osservatorio, se pienamente integrato nel processo di governo del territorio da parte della Pubblica amministrazione, può costituire una alternativa alla crescente complessificazione dell'attività gestionale del settore edilizio, attivando come condizione preliminare una limitata ma efficiente opera di monitoraggio.

Riguardata infatti sotto il parzialissimo aspetto dell'organizzazione dei dati, l'organizzazione procedurale del servizio mostra numerose opportunità per un miglioramento. In particolare l'organizzazione dei dati realizzata con la collaborazione del Servizio Sistemi informativi, risulta - come afferma la stessa dr.ssa Rosanna Garassino - solo un primo e parziale avanzamento verso una migliore gestione del comparto.

Oggi il protocollo dell'Edilizia privata, gestito da un personal computer con il prodotto Dataease è costituito da un file piatto che riporta soltanto alcuni dati, orientati prevalentemente al suo riconoscimento[2].

La breve analisi critica dell'attuale applicazione, pur ritagliata sulle potenziali esigenze gestionali, mostra le necessità che, seppure in misura più limitata (anche dalla qualità dei dati già raccolti) devono essere superate da un'attività presso l'edilizia privata.

In effetti le stesse previsioni di Civis Sistema, e le più modeste indicazioni elaborate dalle struttura dell'Osservatorio presso il Servizio Centro storico appaiono in questo senso troppo limitate, inutilmente onerose per l'Osservatorio ed al tempo stesso limitate negli esiti gestionali.

La ricerca costituisce infatti una fondamentale occasione di rinnovamento, ed un significativo contributo sia in termini economici che di lavoro prestato a favore dei diversi Servizi del dipartimento territorio. Naturalmente ciò ha una qualche efficacia a condizione che Civis Ambiente e Civis Sistema assumano un orientamento strutturale rispetto alle attività amministrative.

Proprio ai fini in precedenza indicati è orientata la struttura dell'archivio ricavata dall'esperienza di restituzione delle due diverse fonti indirette utilizzate: l'elaborazione del protocollo cartaceo del Servizio Edilizia privata a cura dell'arch. Rosanna Russo (1980-1992) e la rilevazione dell'Ufficio Centro storico del Servizio Urbanistica (1992-1995), si è strutturata una ipotesi preliminare che sottoponiamo in questa sede al Servizio, poiché lo sviluppo dei rapporti non ci ha consentito di renderlo noto.

Sarà necessario realizzare una struttura relazionale che riporti almeno le seguenti tabelle

In effetti il contributo proposto al Servizio si incentra proprio su uno dei punti deboli dell'attività amministrativa, ovvero la soluzione dei problemi di archiviazione, caratterizzato da un lungo e travagliato percorso, caratterizzato in tempi successivi da diverse soluzioni ed in oggi oberato da oltre 1.000 mc di pratiche, da locali ormai pienamente utilizzati e da soluzioni decisamente occasionali.

Infatti, a dispetto delle pur vetuste norme archivistiche, una soluzione temporanea è stata individuata nell'eliminazione delle buste e nella dell'archiviazione nei soli fascicoli, con una contrazione potenziale del volume conservato intorno al 10%.

Una proposta alternativa, orientata alla soluzione delle problematiche citate, oltre che alla soddisfazione delle esigenze manifestate dai sottoprogetti 2 e 3 di Civis Ambiente viene riportata all'appendice E.

(c. b)

Unione Europea
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