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I. Struttura del Rapporto


1. Caratteristiche dell'elaborato

Il testo presentato in questa sede non costituisce, come premesso, una conclusione delle indagini, ma uno stato di avanzata elaborazione che testimonia della piena costituzione della banca dati.

La successione dei capitoli, presenta in primo luogo la cartografia, cui segue la serie completa delle brevi analisi dei settori di rilevazione. Ne emerge un quadro piuttosto articolato, in cui le diverse vicende della trasformazione urbana hanno ulteriormente sottolineato elementi di differenziazione di ambiti unitari, la cui delimitazione segue prevalentemente i confini delle compagne medievali.

Con il completamento delle elaborazioni di base, perviene all'Amministrazione anche il Repertorio di elementi e sistemi strutturali che affianca quello (già presentato con il rapporto precedente) degli elementi architettonici. Si tratta dei due principali raccordi con il sottoprogetto n. 4 (Catalogo dei materiali per il recupero, elaborato dagli affidatari come un inventario di processi edilizi) e con le attività di supporto all'utenza dell'Osservatorio.

Per la redazione dei due repertori sono state condotte elaborazioni sul data base, con la costituzione di campi derivati, post-elaborazione dei dati raccolti e nuove verifiche sul campo, che non è stato ancora possibile integrare al data base per lo sfalsamento dell'incarico di supporto a Datasiel.

Le due elaborazioni si pongono operativamente come due elementi di un manuale del recupero per la città vecchia di Genova che potrebbe emergere dai diversi sottoprogetti di orientamento edilizio, garantendo così fin d'ora un collegamento con il data base.

In conclusione sono poste le valutazioni sulle tre tematiche ritenute centrali al termine dell'indagine:

Si tratta di valutazioni estremamente sintetiche sulle quali si richiama l'Amministrazione ad eventuali approfondimenti tematici, prefigurando, come già riportato nelle variazioni proposte all'accordo quadro tra enti per la costituzione dell'Osservatorio, un ruolo propositivo dell'Università cui si propone, parallelamente a questa consegna, una valutazione del lavoro fino ad ora svolto.


2. Scansione dei tempi operativi e struttura dei precedenti rapporti

L'impegno, affidato al Laboratorio di cartografia e documentazione, ha visto una valutazione di fattibilità elaborata nei mesi di giugno-settembre 1994, per giungere nell'ottobre 1994 alla selezione dei collaboratori ed ai corsi di avanzata specializzazione condotti dai tre responsabili scientifici, oltre ad un corso di aggiornamento informatico intensivo focalizzato sugli strumenti che sarebbero stati utilizzati.

I mesi da novembre 1994 a febbraio 1995 hanno visto la difficile definizione di un insieme al tempo stesso economico ed esaustivo di informazioni la cui affidabilità veniva continuamente verificata sul campo con una serie ininterrotta di sopralluoghi. Nel contempo venivano trascritte le fonti orizzontali, in particolare l'Estimo della Repubblica democratica ligure ed il Censimento 1804, mentre lo Stato generale di popolazione 1871 ed il Catasto fabbricati del Regno d'Italia erano destinati ad una trascrizione contestuale ai sopralluoghi.

A tali documenti avrebbero dovuto affiancarsi i dati del Nuovo catasto edilizio urbano, che dovevano essere reperiti presso l'Ufficio tecnico erariale (ma che è stato impossibile ottenere per ragioni legali) e la documentazione del Servizio edilizia privata che ha negato la propria disponibilità.

Da parte dei cartografi veniva contemporaneamente realizzata la prima base cartografica digitale per l'elaborazione, aggiornata prima con la collaborazione dell'Ufficio Centro storico del Servizio Urbanistica, e destinata poi ad essere modificata, in collaborazione con lo stesso Servizio, sulla base dei sopralluoghi che si venivano svolgendo, fino a divenire la base del nuovo Prg.

Con il primo rapporto (Rapporto preliminare), consegnato ad aprile 1995 veniva così definendosi l'apparato strumentale dell'indagine, tutta condotta con strumenti informatici fino dal momento della rilevazione (anche le immagini digitali venivano prodotte con apparecchi Apple Quicktake, gratuitamente fornitici dal produttore, visto l'interesse destato dall'operazione).

Venivano presentati i limiti e le caratteristiche della rilevazione. Limiti poi largamente ecceduti per far fronte alla imprevista complessità della rilevazione ed alla necessità di una maggiore articolazione che corrispondesse allo stesso tempo ad una organizzazione socio-amministrativa (ma anche proprietaria) dell'edificato ed al tempo stesso alla sua natura stratificata, alla conformazione fisica complessa, alla necessità di rispondere a problemi intrinsecamente multilaterali.

Già nel Secondo rapporto, che seguiva dopo pochi mesi (luglio 1995) trovava collocazione una nuova impostazione. La necessità di affrontare l'indagine senza vaghezze oggettuali (i `prevalentemente', le sfumature di giudizio che tengono `dialetticamente' assieme una valutazione ed il suo contrario perché destinate a fenomeni diversi, quando non a due oggetti distinti) incompatibili con la natura del Sistema informativo territoriale ha spinto ad individuare diverse entità nel civico (aggregazione socio-amministrativa), nel corpo (aggregazione fisico-geometrica), nell'edificio (intersezione dei due precedenti elementi).

Con il procedere della rilevazione, giunta a novembre 1996 al 40% circa, il nuovo assetto della ricerca trovava esplicitazione anche ufficiale con il Rapporto all'Unione Europea (n. 3 - dicembre 1995), una breve disamina dei metodi e delle procedure utilizzate, mentre veniva posta mano all'impianto del data base relazionale, cui seguiva un nuovo approfondimento dell'analisi, anche con la collaborazione della società Datasiel.

Il nuovo anno doveva svolgere tutta la rilevazione all'interno delle mura del XII secolo, corrispondendo inoltre alle necessità del Prg, anticipando alcuni dei problemi emergenti e delle strategie di valorizzazione dell'abitato che erano state richieste dalla Civica Amministrazione. Se alcuni degli elementi erano stati evidenziati con il secondo rapporto, durante il mese di aprile 1996, sulla base di una copertura ormai rilevante delle rilevazioni, veniva realizzato l'Atlante, le cui risultanze sono incluse nella relazione del Prg.

Il Rapporto intermedio (che meglio sarebbe definire avanzato per la sua collocazione anche logica nell'elaborazione della ricerca) posto al termine dell'analisi dei dati ed ad oltre due terzi dei sopralluoghi, ne ha poi anticipato le principali conclusioni. La sua elaborazione, iniziata nel giugno 1996 si è prolungata, anche per la notevole complessità dell'elaborato, fino ad agosto, per essere poi consegnata il mese successivo. Si tratta di un documento costituito da una serie di apporti concorrenti; da un lato i tre rapporti `verticali', destinati a valutare i diversi problemi emergenti, dall'altro l'indagine orizzontale, che sottopone le problematiche locali dei diversi settori di rilevazione (completata nell'ambito di questo rapporto con le zone non presenti nel precedente), mentre si documentano alcuni elementi specialistici dell'indagine: l'inventario degli elementi architettonici ed archeologici; la struttura del data base; la struttura della cartografia.

Non minore importanza assume un'appendice, destinata all'analisi delle possibilità applicative dell'indagine realizzata: dalle proposte di consultazione informatica dei dati su rete, alla individuazione di più aggiornate modalità di gestione dell'archivio progetti del Servizio edilizia privata. Nell'ambito delle appendici si documentano inoltre l'assetto del data base e della cartografia, con precisi riferimenti alla collocazione dei datafile ed alla struttura delle tavole cartografiche.

Con il 30 novembre 1996 veniva completata la rilevazione dell'area interna alle mura del XII secolo; avviando quindi il processo di validazione dei dati e dando inizio alla fase finale di immissione dei dati in Oracle, fase indispensabile all'analisi ed alla redazione della cartografia inventariale e tematica.

Dovendo dare un quadro sintetico delle attività realizzate dalla Mappatura culturale della città vecchia, ci sembra opportuno riproporre il testo presentato nell'ambito della mostra ancora in corso presso il Museo di S. Agostino, <<Un futuro per l'Antico>>, realizzato a cura del Servizio Centro Storico del Comune di Genova, anche a segnalare il ruolo della nostra partecipazione, al tempo stesso al sottoprogetto affidatoci ed ad un dibattito locale, ma anche internazionale cui speriamo di apportare elementi significativi[1].


CartoLab, Laboratorio di cartografia e documentazione dell'Istituto di Storia dell'architettura (Università degli Studi di Genova) ha integrato i due sottoprogetti 2º e 3º del progetto Civis Ambiente in una ricerca denominata Mappatura culturale della città vecchia.
La forte integrazione fra ricerca storica, archeologia di superficie, tecniche del consolidamento e tecnologie dell'informazione ha dato un nuovo impulso alle ricerche di storia della città, costituendo un sistema informativo destinato a cambiare il modo con cui si progetta il restauro, si individuano le politiche del recupero ed infine si vive nel vecchio centro città.

L'obiettivo è la sperimentazione di un sistema informatico a doppia uscita, dove basi dati e cartografia possano sviluppare una nuova storia della città e, nello stesso tempo, assistere una progettazione ragionevole per ricondurre i 'centri storici' a città (vecchie).

I principali elementi del progetto sono:

I risultati ottenuti dal progetto, iniziato nel novembre 1994 (anche in seguito ad elaborazioni condotte a partire dal 1991, cfr. E. Poleggi (cur.), Ripa porta di Genova, Genova 1993.), sono riuniti in una base dati dinamica che copre l'area compresa entro le mura del XII secolo. Uno strumento che accresce oggi la cultura delle città vecchie italiane e che sarà affidato all'Osservatorio e all'integrazione con le procedure dell'Amministrazione. Si segnalano in particolare i seguenti esiti:

I materiali presentati, eventualmente integrati da indagini ulteriori realizzate dall'Università o da altri soggetti, costituiscono gli elementi per la realizzazione dell'Osservatorio europeo sul Centro storico e sono già stati oggetto di uno specifico contributo alla redazione del nuovo Piano regolatore generale.
Tutte le informazioni raccolte sono destinate ad essere (e molte sono già) disponibili allla pubblica amministrzzione, agli studiosi, agli operatori locali e professionali, ai residenti, ai visitatori ed all'intera rete Internet attraverso il World wide web (http://services.arch.unige.it/).

Hanno collaborato alla realizzazione del progetto:

direzione scientifica: Ennio Poleggi, Andrea Buti, Tiziano Mannoni
coordinamento: Carlo Bertelli
consulenti: Claudio Cicirello, Rita Vecchiattini (archeologia-archeometria), Anna Utke (strutture), Serafina Raneri, Franco Schena, Luciana Venezia - Datasiel s.p.a. (sistema informativo), Peter Rakos (sistemi cad/gis), Gianluigi Zanella - Telema s.r.l. (sistemista).
cartografia: Gabriele Fezia, Marino Fiorito, Ivo Massardo, Stefano Parodi - Datasiel s.p.a., Maximilian Rizzardi.
sopralluoghi e documenti d'archivio: Daniela Barbieri, Silvana Brunetti, Cristina Giusso, Tulliola Guglielmi, Ilaria Ivaldi, Lucilla Paci, Elisabetta Pieracci, Nicoletta Poleggi, Claudia Resasco, Anna Utke, Rita Vecchiattini.
amministrazione: Rossana Corsanego, Germano Ghillino.


A completamento di una presentazione necessariamente semplificata del lavoro compiuto, riportiamo le principali risultanze obiettive della rilevazione svolta, con la speranza che la più accurata documentazione disponibile (soprattutto nell'ambito del rapporto n. 4) ne consenta una utilizzazione pratica rispettosa dell'impegno profuso nella sua realizzazione.

Stato di avanzamento della ricerca al 14 gennaio 1997


3. Valutazioni operative al termine della rilevazione

Ultimata la rilevazione dell'area interna alle mura del XII secolo, lasciando quindi intatti i borghi esterni di Prè e Carmine, soggetti a dinamiche tutt'affatto differenti, sembra opportuno proporre alcune valutazioni anche dal punto di vista organizzativo, oltre che da quelli preminenti (ma come vedremo fortemente connessi) della storia urbana, dei materiali e delle tecniche e delle caratteristiche strutturali dell'edificato.

Si può affermare che questo momento segni tre 'termini' significativi: una fine, un inizio ed una continuazione. La fine, almeno temporanea, della rilevazione, l'inizio della funzionalità del sitema informativo della città vecchia, che non casualmente coincide con l'istituzione dell'Osservatorio (quale che ne sia il ruolo dell'Università), la continuazione di una ricerca -- questa -- che iniziata ben prima dell'incarico, continuerà anche oltre.

Proprio l'idea di termine (distinta da quelle di conclusione, fermata, interruzione), spinge a due considerazioni fortemente attuali che espongo brevemente.

3.1. Un catalogo di entità

Una concezione ingenua della cartografia la propone come la rappresentazione 'identica' dell'esperienza, con tutto il suo portato contestuale. In realtà considerare il lavoro svolto sotto questo punto di vista potrebbe impedire di valutarne la portata.

Le carte rappresentano infatti una serie di entità diverse e talvolta incompatibili senza un lavoro di elaborazione che non riguarda la sola presentazione dei dati, neppure la loro aggregazione soltanto, ma la costituzione delle entità più appropriate al problema affrontato. Lo hanno fatto, da sempre, tutti coloro che hanno realizzato cartografie, perché sulla carta non si può rappresentare tutta la realtà (a qualsiasi scala, né piccola né grande) ma soltanto gli oggetti che servono a presentare i problemi che la carta intende affrontare.

Nella costituzione di un sistema coordinato di elenchi, anche prima dell'avvento dell'informatica, tale corrispondenza era la regola di qualsiasi 'sistema informativo territoriale' (catasti e sistemi di controllo del suolo sono presenti in Italia fin dal XIII sec., ma embrionali soluzioni sono, come noto, presenti dall'antichità).

Quali sono dunque le entità rappresentate nelle diverse tabelle del data base, quali quelle reperibili nella cartografia. Eccone un breve elenco:

restituzione 1414'case' di proprietà delle famiglie o delle convivenze
restituzione 1656isolati
piante rilevate delle proprietà pubbliche
Estimo 1798unità patrimoniali
Catasto napoleonicounità edilizie a proprietà prevalente
Catasto unitario (fabbricati)minime unità dotate di reddito proprio
Catasto attualemappali (unità fisiche) che raccolgono le unità capaci di produrre reddito proprio
Cartografia tecnica comunaleunità edilizie (ricavate da variazioni di altezza dell'edificato superiori ai 60 cm)
Carta dei corpi edificaticorpi edificati rilevati (sezione orizzontale a un metro dal suolo circostante)
C. dei centroidi dei corpi edificaticentroidi geometrici dei corpi
Carta toponomasticalinee mediane delle strade
punti relativi alla numerazione civica (numeri neri)
Carta dell'abitatosuperficie riferita al civico principale (sezione orizzontale effettuata in corrispondenza del terzo piano)
Tabella dei civicinumeri civici (neri e rossi)
Tabella dei corpicorpi edificati afferenti al numero civico dell'edificio da cui si sono sviluppati (edificio collocato sul suolo)
Tabella edificiintersezioni di corpi e numeri civici
Tabelle degli elementielemento, sua collocazione rispetto alla pianta ed al piano del corpo, ev. iterazioni.
Tabella dei 'Rolli'elenco delle dimore soggette alla pubblica ospitalità (posizione nelle diverse edizioni)
Tabella corpi-rollielenco dei corpi edificati riferibili al sito del palazzo (o porzione di esso) presentato nel precedente elenco

3.2. Carte tematiche e problemi

Come si può notare, ciascuna delle entità rappresentate (ovviamente l'elenco del materiale prodotto in corso di consegna non è completo -- fra carte, tabelle e relazioni logiche si supera largamente il centinaio) costituisce una rappresentazione peculiare della realtà, le 'case' delle diverse carte non sono solo diverse per epoca, ma per natura, rappresentazione grafica, addirittura per numero (la carta del catasto unitario presenta, ad esempio 5391 oggetti -- particelle --, la carta dei corpi ne riporta circa 2.000, mentre il Catasto napoleonico 4478). Si tratta cioè di oggetti diversi, le 5.419 proprietà riportate dall'Estimo 1798 variano per natura dalla stanza all'aggregazione di palazzi e botteghe (oltre a riguardare anche proprietà esterne al centro urbano), mentre le registrazioni del Catasto unitario sono singolarmente riferite alle particelle presenti sulla carta (che a loro volta non rappresentano un solo piano ma la proiezione di tutte le proprietà ai diversi piani).

A nostra volta, nel passare dalle carte di inventario, che mostrano la distribuzione delle variabili rilevate, alle carte tematiche, ovvero all'analisi dei problemi, è emersa la consueta necessità di adattare le basi cartografiche non alla sola comunicazione ma alla stessa individuazione dei problemi. In particolare, l'oggetto del problema era costituito dai palazzi, ma il palazzo non è né un corpo, né un civico, anzi è una sorta di bersaglio mobile (una preda dalle sette vite), perché di volta in volta nel corso dei secoli le dimore hanno assunto configurazioni diverse, aggregato corpi, suddiviso unità esistenti. Emerge quindi il problema di individuare queste nuove entità ricorrendo ad apposite tabelle di relazione e semplificando l'attribuzione delle diverse collocazione nei bussoli.

Come si è più volte affermato, l'elaborazione dei dati collocati nel sistema informativo non può prescindere dalla costituzione delle entità di analisi a loro volta derivate dalla conoscenza dei problemi. Come di consuento, senza la conoscenza dei fenomeni l'ampia disponibilità dei dati si ripropone come un ostacolo.


4. La serie cartografica

Le carte presentate in questa sede sono frutto di alcune limitate elaborazioni condotte su dati di assoluta anteprima. Tutte le carte di inventario sono tuttavia già condotte sulla base dati definitiva in Oracle.

4.1. Topografia edilizia seriale

Presenta lo stato definitivo della topografia per l'area intramurale analizzata. Sono in particolare affiancati quattro confronti condotti a coppie:

ed una sovrapposizione di tutti i livelli indicati.

Pur nella limitazione della leggibilità, condizionata da un supporto poco adatto (ben altra efficiacia sarebbe consentita dal confronto interattivo a video), due considerazioni emergono con sufficiente evidenza:

4.2. Cartografia inventariale

4.2.1. Tipi connotativi ed attuativi dei corpi

La connotazione dei corpi è stata realizzata con una campitura che richiama per quanto possibile la successiva tavola di risultanze cronologiche.

La scelta dei colori si è polarizzata su tre fenomeni:

Le modalità di realizzazione degli edifici pervenutici (tipi attuativi) sono tuttavia connesse all'attuale fase di elaborazione. Redigere una classificazione delle modalità di trasformazione su unità elementari -- i corpi -- penalizza evidentemente i fenomeni più complessi. Accorpamenti, rifusioni parziali, interventi edilizi che coinvolgono più corpi in trasformazioni unitarie, non possono necessariamente emergere da una carta che denunzia la propria funzione di semplice inventario.

La tematizzazione possibile, e certamente opportuna, richiede la costituzione di unità integrative orientate all'individuazione dei fenomeni in precedenza indicati. Appare tuttavia evidente, anche a questa prima inventariazione, la diffusione di tipi originali; recenti riedificazioni o ridotte trasformazioni dell'edificato di antico regime, spesso evidenziano trasformazioni radicali: quasi un terzo dei corpi sono frutto di lottizzazione (evidenziati con un simbolo di colore rosso).

4.2.2. Epoca prevalente ed antiquaria dei corpi

La qualità della stratificazione, la tensione fra le origini e la condizione attuale, è stata rappresentata dal dualismo della cronologia, organizzata dalla rilevazione nelle valutazioni relative alla prevalenza dell'assetto edilizio (epoca prevalente) ed alle tracce rinvenute (epoca antiquaria) a testimonianza di un impianto antecedente dell'edificato. Naturalmente, a completamento degli aspetti cronologici della rilevazione, ciascuno degli elementi rilevati (elevati, aperture, orizzontamento, atri, scale, accessori strutturali) è stato singolarmente valutato e deve concorrere alla complessiva interpretazione dell'edificio.

La carta presenta questa doppia informazione collocando l'epoca prevalente dei corpi sulla superficie, mentre il dato antiquario viene collocato nel centroide del poligono.

Nonostante la cartografia rappresenti la sezione orizzontale al piano terra, la campitura rappresenta l'intero corpo e le informazioni sono desunte per i corpi costituiti da più edifici da una unità aggregativa che sintetizza i dati rispetto ai corpi (con semplici operazioni aritmetiche ove possibile -- somma dei piani, degli appartamenti, etc. -- e con nuovi giudizi di sintesi ove necessario).

I risultati emergenti danno conto del dualismo appena individuato, riequilibrando il ruolo dell'età contemporanea, ma anche rafforzando la permanenza dell'impianto medievale (evidente per oltre un quarto dei corpi edificati).

4.2.3. Grado di utilizzo e condizioni manutentive dei corpi

L'aggregazione, in precedenza indicata, della rilevazione degli appartamenti ha consentito di proiettare aspetti abitativi sulle condizioni fisiche dell'edificato. La rilevazione diretta dà conto di una significativa ma non eclatante presenza dell'abbandono e di un parimenti elevato grado di occupazione delle abitazioni, dato presentato con la collocazione sui centroidi dei poligoni di un simbolo commisurato alle risultanze quantitative.

L'elaborazione presentata sembra manifestare significative correlazioni alle condizioni manutentive ed agli interventi recentemente effettuati, da un lato (con ovvia evidenza) per gli estremi della gamma presentata: l'abbandono (non necessariamente all'abbandono corrisponde la mancata utilizzazione di parte dell'edificio), e l'intervento in corso, ma anche per le condizioni intermedie.

Ancora significativi due elementi: da un lato la dimensione dell'assenteismo manutentivo, una condizione troppo importante per essere trascurata nella definizione delle politiche pubbliche, dall'altro la rilevante diffusione degli interventi, in una condizione di grande dinamismo, assai poco noto alle cronache di settore.

4.2.4. Condizioni di stabilità dell'edificato (degrado statico)

La carta, frutto di una pre-diagnosi, condotta con ulteriori sopralluoghi sui dati di sintesi della rilevazione, è utilmente descritta nell'ambito di una apposita relazione, presentandone i limiti di validità e la portata. Qui vale segnalare come i problemi raccolti si siano manifestati con evidenza anche ad una rilevazione che si è definita speditiva. Pur senza abbandonarsi ad eccessivi allarmismi rispetto al singolo corpo edificato, ci sembra che la carta rappresenti un coro -- neppure troppo sommesso -- di campanelli. Come per l'assenteismo manutentivo e per la successiva carta dell'umidità il richiamo a politiche di intervento mirato appare indifferibile.

4.2.5. Diffusione dell'umidità e valutazione delle sue cause

Anche questo elemento, valutato come una delle risultanze più problematiche è stato oggetto di specifici approfondimenti, documentati da una apposita relazione.

Per quanto attiene gli aspetti realizzativi dell'elaborato è necessario ricordare che l'interpretazione del fenomeno presenta due variabili principali, l'evidenza dei fenomeni rilevati e la molteplicità delle cause.

Proprio per questa ragione l'inventariazione del fenomeno presenta difficoltà di lettura. Le cause sono tanto più risolubili quanto più appaiono evidenti e chiare (e perciò stesso gravi -- es.: acque non raccolte che penetrino nelle fondazioni, inadeguatezza delle coperture), tanto più complesse quanti più fattori (di cui eventualmente sia difficile comprendere le dinamiche aggregative) siano presenti. In questo senso voci apparentemente generiche, come `cause multiple' sono invece il segno di una stratificazione causativa (o di dinamiche cicliche) di soluzione non agevole.

Un ruolo sicuramente importante viene attribuito in questo senso alla collaborazione pubblico-privato, sia per l'importante ruolo attribuito alle acque sotterranee (ai rivi divenuti fogne della città moderna e tramandati alla città contemporanea per essere da questa abbandonati), sia per la necessità di contestuale intervento sui condotti di adduzione delle acque reflue al sistema fognario[2].

4.2.6. Sistemi strutturali

La rilevazione degli elementi strutturali e della loro articolazione in sistemi, presentata nell'ambito dell'inventario appositamente realizzato (SS 5 in questo rapporto), è stato sintetizzato nella scheda `edificio' in una definizione sintetica, talvolta riduttiva, che consente tuttavia importanti valutazioni sulle caratteristiche materiali dell'edificato.

Al di là della stessa diffusione del calcestruzzo armato, quasi prevalentemente dovuto alle ricostruzioni del dopoguerra, rilevantissima appare la permanenza delle tecniche tradizionali, e degli stessi materiali. Circa un quarto dei corpi, soprattutto per l'edificato di minore dimensione, presenta ancora orizzontamenti in legno, mentre per un ulteriore terzo l'impossibilità di verifica dei materiali sembra far propendere per la conservazione del materiale tradizionale piuttosto che per sostituzioni che sarebbero segnalate da interventi recenti.

D'altro canto la rarità e la qualificazione delle strutture completamente voltate (segnalate in colore azzurro) e delle altre articolazioni strutturali meno frequenti appare egualmente degna di nota.

4.3. Cartografia tematica

Le carte 7, 8 e 9 presentano gli elementi qualitativi dell'edificato sotto tre punti di vista:

4.3.7. Gradi di autenticità/integrità

(rapporto con il catasto unitario)

La carta è ottenuta con la sovrapposizione della topografia attuale alla mappa del Catasto fabbricati del Regno d'Italia, tematizzata con le risultanze dei sopralluoghi, che riconoscendo la natura delle particelle ne hanno evidenziato le trasformazioni (campo stato della tabella cat_1907). Ciò è avvenuto per le sole aree interne ai confini amministrativi ed all'area delle mura del XII secolo, non sono quindi evidenziate le trasformazioni dell'area portuale (Magazzini del Porto franco) né le trasformazioni delle aree di margine. Le campiture sono state collocate selezionando il solo mappale principale, trascurando le pertinenze.

Sopra alla carta così realizzata è stato collocato lo stato attuale dei corpi (tratto azzurro). Si rammenta al lettore che la parcellazione più minuta del Catasto corrisponde ad una modalità di rilevazione diversa e non ad un mutamento delle caratteristiche dell'edificato.

Anzi le risultanze del confronto evidenziano la permanenza dell'impianto medievale. Limitate risultano, tutto sommato, le demolizioni (colore giallo), concentrate attorno al margine sud, anche in contiguità con la rilottizzazione del Borgo Lanaioli. Evidenti le ricostruzioni (colore rosso). Ma l'aggiornamento edilizio (come evidenziato dalla tav. 2) è certamente assai consistente

4.3.8. Trattamenti di superficie delle facciate e carattere degli atri

La carta, frutto di elaborazioni sulla lavorazione dei materiali, che vengono più ampiamente esposte ai paragrafi successivi, è realizzata sulla tavola degli elevati, ultimata nell'ultima fase del lavoro e disponibile per l'intera area rilevata.

Si tratta della frammentazione dei perimetri dei corpi in corrispondenza delle diverse schede presenti nella tabella elevati. Ciascuna delle facciate è stata infatti codificata con un lettera che segnala la sua afferenza ad un corpo dato. Inoltre per ciascuna unità aggregativa sono state redatti schemi planimetrici che segnalano:

Per lo sfasamento nei tempi tecnici dell'aggiornamento del data base Oracle, non è stato tuttavia possibile tematizzare le facciate dei settori di rilevazione ultimati più recentemente.

In corrispondenza del centroide di ciascun corpo è stato collocato un simbolo che rappresenta lo stato attuale dell'atrio, suggerendo così una possibilità di recupero di atri attualmente utilizzati a bottega. Possibilità che è immediatamente possibile valutare in termini obiettivi per la disponibilità di dati sull'utilizzazione dei locali a piano terra (tabella rossi).

4.3.9. Residenze nobiliari nei secoli XVI-XVIII

Della complessità di realizzazione di questo tematismo abbiamo già in parte dato conto, basti qui evidenziare gli elementi costitutivi della carta.

Non banale la selezione dei dati, infatti la tavola di relazione tra corpi e lista dei palazzi dei rolli[3] contiene una serie di informazioni più articolate di quelle presentate:

La carta presenta inoltre la campitura delle unità definite `palazzo' (voce tipo connotativo della tabella corpi) per i secoli XVI-XVIII, una condizione che ben evidenzia il ruolo di alcuni percorsi. Si tratta di un rapporto già emergente dall'analisi del rapporto facciata/atrio, che qui si ribadisce (linee rosse a segnalazione dei percorsi principali). Ad una attenzione che si potrebbe definire viabilistica si affianca poi la segnalazione delle principali piazze pubbliche e delle piazze private degli insediamenti familiari.


5. Collocazione dei dati ed accesso a nuove elaborazioni

I dati presentati sono ad oggi collocati su tre server ubicati presso il Laboratorio di cartografia e documentazione. Il primo conserva i dati relativi al processo di rilevazione (file server generale), il secondo, destinato all'accesso Internet, consente la consultazione dei rapporti di ricerca, il terzo, la macchina per la gestione del data base (data server Oracle), conserva anche i dati della cartografia (file server MapInfo) e consente accesso da Internet in modalità ipertestuale (http data server) per la consultazione del data base. Con questa consegna quest'ultima possibilità verrà disabilitata in attesa di ottenere l'autorizzazione già richiesta alle Autorità per la disponibilità e gli eventuali limiti di riservatezza su tali dati.

Gli script per le elaborazione delle carte tematiche realizzate in questo rapporto sono disponibili su richiesta presso il server cartografico (cartogr\aggior\trasl\ rapporto_V).


Note

[1] Oltre alla notevole frequenza dei collegamenti da parte di università e di singoli studiosi italiani e ancor più stranieri, come anche di cittadini, al sito WWW dell'Istituto di Storia dell'architettura (http://services.arch.unige.it/), significative testimonianze di apprezzamento per l'attività svolta ci sono state tributate dal X congresso annuale dell'Association for History and Computing (Montreal, agosto 1995), dal convegno in occasione del venticinquennale dell'associazione Italia Nostra (aprile 1996), dalla Facoltà di Ingegneria e dall'Ordine degli ingegneri di Bologna, nell'ambito del convegno <<Le emergenze storiche nella città>> (novembre 1996).

[2] Importanti elementi di comprensione delle dinamiche citate ci sono forniti dalla recente tesi di D. Bartoletti, F. Carlino, C. Troilo (relatore prof. E. Poleggi, correlatori arch. C. Bertelli, arch. S. Saj, Ing. S.Stura) che comprende anche la completa restituzione su documenti ottocenteschi e novecenteschi (forniti dall'Amga e reperiti nell'archivio dell'Autorità portuale) del sistema fognario attuale sulla base della cartografia realizzata dai sottoprogetti 2 e 3 del progetto Civis.

[3] La redazione di un nuovo elenco dei palazzi, con l'aggiornamento delle risultanze archivistiche che qui si presentano per la prima volta, è stata oggetto di ricerca dell'arch. Clara Altavista, che ne ha cortesemente consentito la pubblicazione.


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