Università degli Studi di Genova - Commissione per lo studio e l'aggiornamento del piano edilizio universitario (a cura di F. Bonora, M. P. Cattani, G. Pigafetta, E. Poleggi, M. Tronconi), Insediamento delle facoltà umanistiche nel Centro storico. Indagini storiche e tipologiche, Genova 1983, pp. 8-16.
Un primo, non secondario, scopo di questa analisi è rilevare l'effettiva consistenza dei caratteri architettonici di ogni singolo manufatto secondo il metodo del rilievo diretto (sopralluogo).
Il problema è quello del discernere, ovvero del riconoscere nella marea di sovrapposizioni storiche (preesistenze, trasformazioni, adattamenti, superfetazioni, intasamenti...), quelle caratteristiche significative di un edificio che ci permettano di identificarlo come appartenente ad un preciso ambito storico e tipologico.
La definizione che se ne trae è volutamente parziale sia dal punto di vista strettamente storico (occorrerebbe allora un'analisi stratificata degli avvicendamenti architettonici relativi ad ogni lotto), sia da quello strettamente tipologico (come individuazione metastorica dei processi tipologici).
Questo risultato è il secondo scopo di questa analisi, perché se le indicazioni che se ne traggono risultano parziali da determinati punti di vista, sono invece significative dal punto di vista che maggiormente ci interessa: quello architettonico, dato che è a questo livello che l'analisi è ristretta a questo campo.
In questo senso l'indicazione è implicitamente progettuale, in quanto tutto ciò che esula dalla definizione data è presente nell'oggetto edilizìo come elemento estraneo: o è preesistenza (che quindi andrà valutata archeologicamente) o è alterazione successiva (che potrebbe essere rimossa in sede di intervento che, in area storica dovrebbe sempre avere come fine il restauro conservativo).
La definizione di tipologia storica riguarda dunque l'ultima trasformazione connotante subita dall'edificio (tipo connotativo) e rientra nell'ambito dei tipi edilizi rilevati dagli studi storici relativi alla città di Genova.
I differenti modi di attuazione di queste operazioni sono stati studiati mediante un'analisi svolta su tutta l'area del Centro Storico genovese in modo da ottenere una metodologia in grado di contemplare l'eventualità più vasta di varianti (tipi attuativi) in previsione dell'auspicabile estensione di questi studi a tutto il Centro Storico genovese.
Per i tipi storici e i processi tipologici:
G. CANIGGIA, voce «Tipo» in Dizionario Enciclopedico di
Architettura e Urbanistica, Roma, 1969.
A. TERRANOVA - E. GUIDONI, Storia e teoria dell'urbanistica, in
«Storia dell'arte» n.ri 7-8 1970.
P. MARETTO, L'edilizia gotica veneziana, Venezia (rist.) 1978.
C. BUSCAGLIA - P. CEVINI, Urbanistica: quale riuso?, in «Quaderni
di Indice», n. 1, Genova (Sagep) 1979.
L. GROSSI BIANCHI - E. POLEGGI, Una città portuale del Medio Evo.
Genova nei secoli X-XVI, Genova (Sagep) 1980.
Il tipo connotativo individua, secondo il riconoscimento di alcuni caratteri architettonici invarianti, la destinazione d'uso dominante che informa l'edificio esaminato. Le diverse combinazioni e le associazioni di questi caratteri invarianti situano la destinazione d'uso dominante in un corrispondente ambito storico-sociale secondo la tabella qui di seguito riportata
| Medioevale | Moderna | Contemporanea |
|---|---|---|
| Casa popolare | Casa popolare | Casa d'affitto |
| Casa nobiliare | Palazzo ad app. | Casa borghese |
| Palazzo nobiliare | Palazzo nobiliare | Palazzo borghese |
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E' una edificazione (costruzione o ricostruzione) ex-novo dalle fondazioni.
Che la ricostruzione sia avvenuta su un unico lotto o su diversi lotti non ha importanza; al momento l'edificio risulta unitario (un solo lotto).
L'esistenza in passato di una diversa lottizzazione può essere testimoniata dall'esistenza di flessi perimetrali, ma l'unificazione dei diversi confini può essere avvenuta precedentemente alla realizzazione dell'attuale edificio e dunque può non far parte del tipo attuativo relativo al tipo connotativo esistente.
La preesistenza perimetrale (con eventuale adattarsi al tessuto viario) può presentarsi come particolare involucro, contorno planimetrico generale, all'interno del quale l'edificio può comunque risultare un tipo lottizzativo.

Intervento che trasforma e riutilizza strutture preesistenti. La preesistenza strutturale (tridimensionale) influenza maggiormente l'organizzazione spaziale del tipo. La preesistenza può essere disindividuata: resa solo strutturale (es.: i setti murari portanti), oppure può essere linguisticamente definita e riconoscibile ma decontestualizzata (es.: i piani terra nobiliari, atrii medioevali, logge, scaloni).

Intervento edilizio che comporta l'unione di più edifici,
Questa unione presenta un'organizzazione interna soluzione determinata dal tipo di intervento:
L'unione di più edifici presenta un'immagine esterna (soluzione del prospetto) rivelata dal tipo di unificazione.

IV IN PROFONDITÀ
Il prospetto rimane immutato.
