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1. La rilevazione

(A. Buti - C. Bertelli)


La rilevazione ha costituito, secondo le premesse contrattuali, l'impegno centrale nelle attività della mappatura e attorno ad essa hanno preso corpo tutta una serie di attività accessorie che verranno descritte nel paragrafo che segue.

In particolare si è trattato di un impegno che supera le previsioni, infatti, nei conteggi effettuati sono esclusi numerosi civici che, immessi nel data base durante la fase precedente perché costituivano oggetto di relazioni con edifici rilevati, risultavano tuttavia ancora in attesa di indagine

Tab. 1 - Stato di avanzamento della rilevazione (novembre 1998)


Settore Civici Corpi (C, K, R)
20 74 86 21 84 90 22 89 66 23 85 58 24 124 91 25 120 94 26 122 101 27 114 n. d. Totale 812

Inoltre, come si potrà desumere dall'importanza assunta dalle stesse attività accessorie, la nuova rilevazione si presenta con significativi miglioramenti nella qualità dell'archiviazione e nella precisa assunzione di responsabilità nella qualità media e nell'affidabilità dei dati raccolti. L'incremento nel numero delle informazioni strutturate, che ha portato - come vedremo nel cap. IV - ad un rilevante incremento nei campi delle tabelle di rilevazione, non poteva che incrementare le difficoltà di una attività già di per sé esposta ad un elevato livello di incertezza.

Non sono dunque imprevisti, ma difficoltà attese le importanti problematiche che investono le zone di rilevazione, dagli importanti fenomeni di abbandono (che si esprimono, talvolta, anche a livello sociale in condizioni di pericolo), a significative reazioni di allarme da parte dei residenti (manifesti soprattutto nelle zone di margine tra residenza di pregio e aree di degrado, ma anche all'interno delle stesse aree più povere).

Difficoltà specifiche all'accesso non si sono tuttavia manifestate nelle aree interne al cantiere ove la presenza delle imprese, ma anche un sostanziale interesse di tutti gli attori hanno garantito un clima di attivo supporto, nonostante qualche limite imposto dalla stessa precauzione delle forze dell'ordine, preoccupate più di garantire l'incolumità degli operatori che, ovviamente, dei risultati conoscitivi.

I risultati presentati testimoniano quindi con significativa puntualità l'alacrità dei cinque gruppi di rilevatori; alla data della presente relazione si sono praticamente conclusi i sopralluoghi alle zone della città inserite nella nuova convenzione con delibera della Giunta municipale n. 2408 del 27.11.97, zone che sono state da noi suddivise in 8 ben delimitati settori di rilevamento - dal n. 20 al n. 27, vedi elaborati grafici di riferimento - affidati a cinque gruppi di ricercatori, già impiegati nella prima mappatura ed in parte integrati da forze nuove. Per l'esattezza:

settore 20
archh. Clara Altavista - Daniela Barbieri
(da Porta dei Vacca fino a pal. Reale e da Via A. Gramsci a Via Balbi);
settore 21
archh. Silvana Brunetti - Maddalena Magnano
(porzione del Borgo di Prè estesa tra via Gramsci a Sud, via Balbi a Nord, vico Dora-vico Piuma ad Ovest, e vico S. Antonio ad Est);
settore 22
archh. Nicoletta Bevilacqua - Ilaria Ivaldi
(settore di Pré delimitato superiormente da via Balbi ed inferiormente da via A. Gramsci; si sviluppa intorno all'asse di via Pré da vico delle Monachette a vico Piuma e da vico Gallo a vico Dora);
settore 23
archh. Tulliola Guglielmi - Claudia Resasco
(settore delimitato dalle vie Gramsci, Bersaglieri d'Italia, Doria, Monachette e vico Gallo);
settore 24
archh. Maddalena Magnano - Maria Rosa Merello
(settore compreso tra vico S. Agnese, Corso Carbonara, Salita Sup. della Rondinella, piazza dietro ai Forni, via Raggio e, al di là della Spianata di Castelletto, Sal. S. Gerolamo);
settore 25
archh. Nicoletta Bevilacqua - Ilaria Ivaldi
(quartiere del Carmine);
settore 26
archh. Clara Altavista - Daniela Barbieri
(da Piazza della Nunziata superiormente a via Balbi, risalendo da un lato lungo via D. Bellucci e dall'altro verso i bastioni del XVII sec. fino a C.so Dogali);
settore 27
archh. Tulliola Guglielmi - Claudia Resasco
(porzione dell'edificato che si sviluppa alle spalle di via Balbi, tra salita della Provvidenza e via Montegalletto).

Il rilevante sforzo compiuto appare evidente dalla presentazione della mappa allegata, riferita allo stato di avanzamento della rilevazione al 9 novembre 1998.

Alcuni riscontri effettuati durante le riunioni, ma anche le valutazioni in corso d'opera, come quelle raccolte dagli archh. Altavista e Barbieri in una loro comunicazione, sono confermate anche dalle valutazioni di alcune colleghe. Ne riportiamo un brano, utile alla comprensione delle problematiche più significative:


1. Problemi di accesso e di assetto delledificato
  1. Per il settore 26 non sono esistiti problemi di accesso nell'edificio (diversamente è accaduto per gli appartamenti). Il tema non è trascurabile per la diffusa presenza di `residenze unifamiliari' o - più correttamente - di numeri civici che danno accesso ad un solo appartamento. Un fenomeno che mostra da un lato la notevole articolazione dell'edificato, dall'altro evidenzia notevoli difficoltà di rilevazione; in caso di assenza degli inquilini non è possibile effettuare ispezioni dirette (solo accordi diretti con i residenti, o in alternativa tempi molto lunghi, avrebbero evitato la presenza di numerose voci non compilate). Tuttavia la mancata rilevazione di questi civici/appartamenti non ha sensibilmente alterato l'attendibilità del lavoro eseguito, poiché le caratteristiche generali dell'edificato sono state acquisite con il sopralluogo in unità residenziali limitrofe.

    In conseguenza di ciò, rilevanti problemi sono emersi nel riconoscimento dei numeri civici e nell'individuazione di corpi bassi, rappresentati sulla carta, ma privi di qualsivoglia numerazione civica o, talvolta, abbattuti in epoca successiva alla redazione della mappa.

    In particolare, in corso Dogali [ma il dato si ripete - a giudizio di altri gruppi per tutta l'area del pomerio ottocentesco] si è evidenziata la presenza di realtà non contemplate dalla precedente rilevazione e del tutto diverse dall'assetto dell'edificato di età moderna, come, ad esempio, la presenza di un unico corpo che in realtà include due diversi edifici che non sono disposti per sovrapposizione, ma complanarmente.

    Inoltre per tutta la zona a monte di via Balbi il riconoscimento dell'articolazione dell'edificato non ha potuto contare sul supporto, pur labile, della rilevazione condotta dalla Facoltà di architettura e diretta dal prof. Vagnetti. Ciò ha condotto ad uno sforzo notevole di individuazione del tipo edificio, pur in presenza di piante normalmente meno articolate.

  2. Per il settore 20 è stato paradossalmente più facile accedere all'interno degli edifici rispetto al settore 26. Tuttavia l'edificato ha manifesta notevole complessità. Le numerose sovrapposizioni hanno richiesto un maggior sforzo interpretativo; l'intersecarsi di edilizia minore con importanti palazzi nobiliari, oggi in parte alterati da funzioni specialistiche ha richiesto uno sforzo di sintesi per una segmentazione che si sarebbe altrimenti aperta a una lettura frattale.

    Problemi di accesso delle parti più interne dovute alla particolare articolazione nell'assetto dei luoghi si sono frequentemente manifestati, ad esempio in salita di Pietraminuta (tratto iniziale, fino a metà circa), luoghi per i quali non è stato possibile procedere a controlli supplettivi in tempi diversi e ad approfondimenti che in altre circostanze sarebbero probabilmente stati compiuti.


2. Problemi tecnico-organizzativi

I frequenti aggiustamenti nelle diverse tabelle di rilevazione (database) connessi ai vincoli apposti alle modalità di compilazione ed alcuni rallentamenti creati proprio dalla natura delle stesse schede che, strutturate per la massima possibile complessità degli edifici, avevano voci inutili (vedi le voci sull'archeologia del costruito).

La responsabilità della completezza (connessa alla parallela esperienza dell'integrazione della I fase dell'indagine) ha reso assai più onerosa una compilazione già di per sé difficile; il rischio della perdita di informazioni si è quindi tramutato in un onere diretto del rilevatore, come mostra la complessità della struttura delle schede AGGREGAZIONI ed ELEVATI.


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