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2. Le attività accessorie

(C. Bertelli)




Visualizzazione

Conclusa la prima fase della rilevazione nel gennaio 1997, non si disponeva che della cartografia tematica per la consultazione, la verifica e l'eventuale correzione dei dati di rilevazione.

La scelta, assunta fin dall'autunno precedente, si orientava alla più larga disponibilità dei dati attraverso il ricorso a un browser Internet. Infatti l'esperienza di anni precedenti rispetto alla distribuzione di dati di ricerca, ci aveva convinto che ostacoli pratici, spesso trascurati, erano il principale motivo di una serie assai lunga di insuccessi (indisponibilità dei programmi applicativi destinati alla consultazione.

Una diagnosi almeno parzialmente giustificata: la realizzazione dell'interfaccia di consultazione Internet ha dato luogo a uno dei maggiori successi di diffusione di dati scientifici. Ogni giorno un gran numero di persone all'interno dell'Università, ma anche da comunità scientifiche assai lontane, consultano la base dati, pur ostacolate dalla disponibilità di dati soltanto in italiano. Minore diffusione hanno invece avuto a livello locale, come testimonia il ridotto numero di connessioni da domini italiani (fra l'altro la connessione dal sito Internet del Comune è stata attivata in data relativamente recente).

La realizzazione dell'interfaccia si è imbattuta in una serie assai numerosa di problemi: era necessario dare una visione sintetica dei dati e, nello stesso tempo, conservare per quanto possibile la completezza. Un'operazione delicata, soprattutto perché ha fatto emergere problemi tecnici più rilevanti di quelli, pur attesi, di ordine culturale.

In questo senso il mutamento nella struttura delle tabelle costituisce il risultato più importante dell'attività di comunicazione attivata. Infatti gli orientamenti tecnici assunti erano i seguenti:

Si è quindi ricorso alla creazione di viste complesse all'interno del data base, aggregando più voci di rilevazione per argomento, senza tuttavia allontanarsi dalle tabelle di rilevazione (almeno in questa prima fase). Le viste in un data base relazionale consentono di memorizzare gruppi di dati frutto di una selezione di complessità pressocché illimitata, aggregando tabelle di decodifica (tabelle di corrispondenza tra codici ed elementi descrittivi) o utilizzando selezioni su altre tabelle per 'raggiungere' le informazioni desiderate.

Naturalmente ciò può avvenire con l'ausilio di funzioni di elaborazione del testo e dei dati quantitativi, o nel caso di Oracle, attraverso il ricorso a funzioni di visualizzazione condizionata (decode).

I problemi evidenziati da questa fase sono stati rilevanti, tanto che numerose fra le viste riportano strutture condizionali assai complesse per consentire una visualizzazione adeguata. Tuttavia fra essi i più importanti sono tipici difetti delle attività di rilevazione:

Tant'è che essi sono stati risolti da un supplemento di indagine della cui importanza rispetto alla qualità della rilevazione dà più ampiamento conto una apposita relazione.

I risultati raggiunti presentano due modalità di accesso, ciascuna introdotta da diverse modalità di presentazione:

A partire da questa sarà poi possibile effettuare la selezione per numero civico o espandere la visualizzazione agli altri dati per corpo.


Gli inventari

Una terza modalità di consultazione dei dati raccolti avviene a partire dalle caratteristiche di un oggetto (un portale, ad esempio) e ne traccia una sorta di archeologia. Si tratta dell'inventario che nella precedente fase della rilevazione veniva realizzato a posteriori.

Proprio a partire dall'esperienza svolta, Rita Vecchiattini, responsabile degli aspetti archeologici della mappatura, ha ritenuto necessario riproporre la centralità del sopralluogo. Molte delle voci che costituivano una aggregazione di caratteristiche rilevate potevano con maggiore agio di eventuali risconti essere compilate direttamente nella fase del sopralluogo, a tal fine sono state modificate le tabelle di rilevazione, come si potrà constatare dal paragrafo appositamente destinato.

Diverso invece il problema posto dall'inventario degli elementi strutturali, in questo caso una selezioni 'per elemento' non è pertinente. Sono invece gli elementi sistemici a costiture il centro dell'inventariazione. Il problema è in certo qual modo opposto al precedente. Se l'inventario degli elementi archeologici deve decontestualizzare i propri elementi, stigmatizzarli per renderli riconoscibili e confrontabili, l'attività di carattere strutturale non potrà evidenziare la lesione, o la misura di un muro, o la particolare esecuzione di un solaio se non nel contesto di una sua funzione statica, non meno concreta ma non direttamente visibile. Non si cercherà dunque - per fare un esempio - per elemnto, ma si costruiranno valutazioni tecnico-pratiche sulle prestazioni nel tempo di un certo sistema costruttivo, specificamente sotto il profilo statico. Ma, ancora, la statica non potrà manifestarsi se non all'interno del sistema costruttivo, che sarà oggetto specifico di indagine.

Ecco allora l'esito nei codici di (buona) pratica, secondo la tradizione europea, ma anche il procedere dell'attività diagnostica individuale, come esiti strutturati della rilevazione.

Nella fase appena trascorsa si sono dunque realizzate due attività fondamentali:

per il trasferimento del repertorio archeologico degli elementi architettonici e strutturali nell'ambito del data base Oracle.


Corso di formazione per il personale dell'amministrazione

Nel corso dell'estate ha inoltre avuto luogo la prima edizione del corso destinato al personale del Comune di Genova che avrà occasione di utilizzare i risultati della mappatura.

Il programma realizzato ha riguardato sia elementi di informazione specifica (modalità di archiviazione, entità indagate, modalità di organizzazione della cartografia) sia elementi relativi alla formazione di base, solitamente assenti anche dai livelli di istruzione universitaria.

I temi dell'archiviazione sono infatti relativamente ignoti, e la richiesta di utilizzazione dei dati non può ricorrere ai soli elementi tecnici del linguaggio di interrogazione, ma deve investire anche gli elementi principali dell'analisi preliminare all'archiviazione dei dati stessi.

Si è quindi organizzata questa prima edizione secondo il seguente programma:



Hanno partecipato al corso con funzioni di docenza:

Ha inoltre collaborato alla dimostrazione della funzionalità dell'applicativo Geomedia (Intergraph) a confronto con MapInfo e Intergraph MGE, Giulia Alessi (corso di formazione GIS).

Per la frequenza del corso è stata redatta una guida ipertestuale accessibile via WWW.


Certificazione e correzioni al data base

Come si può desumere dalle considerazioni sulla nuova struttura del data base (v. oltre "La struttura delle tabelle"), le risultanze della prima fase manifestavano rilevanti necessità di rinormalizzazione e di certificazione da parte dei gruppi.

I nuovi campi introdotti consentivano di meglio caratterizzare alcuni fenomeni, ma richiedevano talvolta un intervento dei rilevatori per l'immissione di dati talvolta collocati in testi descrittivi e ora codificati, talaltra opzionali nella prima fase e necessari nella seconda.

Questa attività ha richiesto, ovviamente, un forte impegno di verifica e, talvolta, sopralluoghi supplettivi, svolgendosi con la collaborazione di tutti i gruppi partecipanti alla prima fase, durante tutto il primo semestre di attività.

La procedura utilizzata fa ricorso al programma MapInfo per l'estrazione delle tabelle dal data base Oracle, con la previsione di una agevole reimmissione dei dati dopo la correzione. La fase di reimmissione avrà dunque luogo congiuntamente all'inserimento dei nuovi dati, caratterizzati da struttura e vincoli analoghi.


Le unità aggregative

Uno dei problemi più intricati dell'attività di archiviazione è la precisa individuazione delle entità, senza perdita di informazioni. La frammentazione connessa con la precisa individuazione di entità atomiche, è, infatti, spesso connessa a imprecisioni nella mappatura, cui conseguono perdite di informazioni (ritenute, a torto, trascurabili nel corso dell'analisi dei dati).

Il problema è stato affrontato e risolto per la nuova rilevazione, come testimoniano le indicazioni riportate in appendice; per evitare questo fenomeno nell'ambito della seconda fase sono state introdotte tabelle di relazione tra gli elementi relative a:

Durante la prima fase della rilevazione, l'assenza delle tabelle di relazione relative a queste entità ha dato luogo a qualche imprecisione, che la maggior parte dei gruppi di rilevazione ha già integrato durante i primi mesi del 1998.


Formulari per le schede edilizie del Prg

Durante le attività della prima fase, accanto alle esigenze di mera visualizzazione dei dati, risolte dalle schede visualizzate in WWW agli indirizzi che seguono:

  • http://bianco.arch.unige.it/oralink/orasel4.html
  • http://rubens.arch.unige.it/giuscor.html
  • si sono affiancate esigenze relative alla certificazione da parte della Direzione Urbanistica.

    A partire da tale esigenza l'Osservatorio Civis sistema (nella persona di Giuliano Zanoni) e la Direzione Urbanistica (arch. Cristina Pastor) hanno realizzato alcuni formulari destinati a diverse modalità di intervento e apportatori di una serie di nuove informazioni, frutto della compilazione da parte dei professionisti e destinate all'aggiornamento e all'integrazione dei dati della mappatura.

    Le esigenze emerse dall'analisi dell'applicazione si possono dividere in tre aree:

    Allo stato attuale, terminati i formulari di immissione, risolte almeno preliminarmente, le interrogazioni sul data base Civis, sono in corso le attività sul data base Urbanistica ed è stata disegnata, sulla scorta di quella già realizzata per la consultazione toponomastica l'applicazione per la visualizzazione della scheda.


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    Unione Europea
    Comune di Genova
    UNESCO World Heritage

    Charta
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