1.3. Trascrizione dei documenti

1.3.1. Estimo della Repubblica Democratica Ligure per il centro urbano (1798)

(A.S.Ge, Catasti, n. 25)

L'Estimo della Repubblica Democratica Ligure venne redatto, per ordine del Consiglio dei Sessanta, in seguito ad un provvedimento di urgenza al fine di formare un Catasto provvisorio che permettesse la riscossione delle contribuzioni, necessarie alla sussistenza della Repubblica. La legge ndeg.109 del maggio 1798[1], che delibera la formazione dell'Estimo, evidenzia infatti "l'inesattezza, irregolarità, e confusione, o difetto totale di catastro" del precedente e sottolinea la necessità di "dare a questo ramo d'imposizione quella uniformità, che è coerente ai principi d'un Governo Democratico" ma altresì dichiara l'urgenza che "si adotti nel frattempo stesso una base di ripartizione al possibile equivalente". Con tali presupposti già nel mese di maggio del 1798, iniziò la compilazione dell'Estimo, in base alle denunce degli stessi proprietari o usufruttuari di " terreni, case, e fabbriche di qualunque natura ... coll'indicazione dei confini, e con esprimere la denominazione ... che portano i beni denunciati, la Comarca, in cui sono situati, la loro qualità ... e riguardo alle case dovranno spiegarsi gli appartamenti, dei quali constano".

Il risultato di tale operazione è un Estimo descrittivo manoscritto, realizzato sul modello di quello francese (datato 1791-1798), estremamente prezioso per conoscere lo stato della città di Genova al 1798, relativamente all' edificato ed alla proprietà. Il documento, di natura cartacea, ha un numero di pagine pari a 302 su ognuna delle quali è riportata la data di compilazione, dal 30 Agosto al 24 Settembre 1798 e riporta i seguenti dati: " date degli estimi e denuncie - nomi de proprietarj e utili possessori - descrizione delle case - nomi degli estimatori - numeri apposti agli estimi - migliara".

La trascrizione integrale del documento è stata effettuata nel Laboratorio di cartografia e documentazione dell'Istituto di Storia dell'Architettura dell'Università di Genova, su stampe fotografiche in bianco e nero (ogni stampa rappresenta una intera pagina a grandezza naturale) realizzate da microfilm del manoscritto originale custodito presso l'Archivio di Stato di Genova in cattive condizioni di conservazione. L'iniziale difficoltà di lettura del documento, dovuta principalmente allo stile particolarmente ricco e complesso ed al frequente uso di abbreviazioni, apparentemente incomprensibili, è stata presto superata grazie all'affinamento delle capacità interpretative ed alla ripetitività delle formule.

Si è operato con il programma Claris Works, per mezzo del quale è stato elaborato un "data base" in grado di ospitare razionalmente le numerose indicazioni fornite dal testo. Ciò è stato possibile solo dopo aver avuto una prima conoscenza generale del documento in modo da comprenderne la complessa struttura e da estrapolarne gli elementi di composizione che, all'interno del "data base", individuano i singoli campi.

E' parsa subito evidente l'esigenza di trasformare lo schema con cui è stato concepito l'Estimo (ad ogni proprietario corrispondono più immobili), in uno molto più agile dove l'immobile diventa elemento autonomo (ad ogni immobile corrisponde un record) senza perdere in alcun modo la sua collocazione nel quadro più ampio della proprietà.

Il singolo record è stato perciò elaborato secondo uno schema in cui compaiono numerosi dati relativi all'immobile che si possono sintetizzare nelle seguenti voci:

La segnatura è relativa al documento dell'Estimo e comprende l'indicazione della pagina, il numero ed il subalterno con cui l'immobile è indicato.

L'individuazione è data dal nome del proprietario, da quello del suo delegatario, qualora sia presente, e dalla descrizione dell'immobile così come è riportata nel testo originale e cioè con l'indicazione del tipo (mezzano, bottega, appartamento, casa, palazzo, villa), del numero di piani e delle pertinenze.

La localizzazione si compone di numerosi dati quali il quartiere[2] e la parrocchia[3] di appartenenza, la via con il numero civico ed i confini con i luoghi e/o i proprietari circostanti (sono stati inseriti come confini, oltre ai quattro punti cardinali, relazioni con il davanti, dietro, sopra e sotto, spesso presenti nel documento).

La valutazione riporta il valore dell'immobile al 1798 ed il valore totale dei beni posseduti dal singolo proprietario.

Sono state inoltre inserite le indicazioni relative alla data di compilazione dell'Estimo, riportata su ogni pagina, il nome degli estimatori ed il numero dell'estimo; un campo destinato alle note è risultato molto utile per trascrivere le annotazioni riportate a margine del testo stesso o per riportare considerazioni che possano chiarire alcune inevitabili scelte di trascrizione che talvolta si sono dovute effettuare, sempre nel rispetto del rigore con cui è stata condotta l'intera operazione.

Al fine di comprendere l'effettiva consistenza dei dati, relativi agli immobi inseriti nell'Estimo del 1798, è stata realizzata una tabella in cui sono conteggiati i palazzi, le case, le botteghe, i mezzani, gli appartamenti ed i magazzini, suddivisi tra le ventitré Parrocchie della città.

(r. v.)

Tab. 1 - Tipi di beni e loro ricorrenza nell'Estimo

Tab. 2- Struttura del data base per la trascrizione dell'Estimo della Repubblica Democratica Ligure (1798)

Fig. 1 - Schermata di immissione dei dati

1.3.2. Censimento (1804)

(A.S.Ge, Magistrato delle Comunità, n. 561)

Il censimento del 1804 è un "censimento parrocchiale" basato sulle rilevazioni che venivano eseguite durante la benedizione delle case in occasione della Pasqua. Esso si differenzia dai censimenti eseguiti da incaricati municipali (G. Felloni, Popolazione e sviluppo economico della Liguria nel sec. XIX , ILTE, Torino, 1961) non solo per le zone censuarie cui fa riferimento (in un caso le parrocchie e nell'altro i sestieri ), ma soprattutto per i criteri di rilevazione e di conseguenza per l'attendibilità e la completezza dei dati rilevati. A questo riguardo bisogna sottolineare che i censimenti tratti dagli "stati delle anime" sono in grado di controllare solo la popolazione cattolica in quanto registrano solo le famiglie che accoglievano i sacerdoti incaricati della benedizione delle case. Nella maggior parte dei casi la popolazione non cattolica non apre all'incaricato, ma si arriva anche ad episodi di intolleranza come nel caso registrato per la parrocchia di S. Fede in cui: " per la prima volta si è stato renitente in aprire, per la seconda si è aperto al Parroco dalla figlia del conduttore ... e dallo stesso il Parroco vestito coll'uniforme parrocchiale è stato ributtato e sbattuto villanamente la porta in faccia".

La raccolta dei dati tratti dagli "stati delle anime" del 1804 viene ordinata dall'Ufficio delle Finanze che invita i parroci a: " presentare ... la nota 1deg. dei capi di casa abitanti nella ... parrocchia" " colla rispettiva loro età, impiego, abitazione" " con l'indicazione della strada ove è situata la casa, il numero della medesima e del piano dell'appartamento da loro abitato, 2deg. degli individui che coabitando con suddetti capi di casa possono anche essi riguardarsi come tali, 3deg. dei figli maschi maggiori d'anni venticinque" . Non è nota la finalità di questo censimento, ma visto l'ufficio che ne promuove la stesura e i dati richiesti si può ipotizzare che costituisca una base conoscitiva per un'imposizione fiscale personale.

Il documento, riportato su supporti cartacei di differenti tipi, è collocato presso l'Archivio di Stato (A.S.Ge, Magistrato delle Comunità, n. 561), ed è composto dai fascicoli forniti dalle parrocchie di: S. Agnese (8 pagg.), S. Andrea (22 pagg.), S. Annunciata (1 pag.), SS. Cosma e Damiano (9 pagg.), S. Croce (6 pagg.), S. Donato (30 pagg.), S. Fede (8 pagg.), S. Giacomo di Carignano (6 pagg.), S. Giorgio (16 pagg.), S. Giovanni di Prè (37 pagg.), S. Lorenzo (19 pagg.), S. Luca (2 pagg.), S. Marcellino (5 pagg.), S. Maria di Castello (5 pagg.), S. Maria di Granarolo (4 pagg.), S. Maria delle Grazie (10 pagg.), S. Maria Maddalena (31 pagg.), S. Maria e Santi diecimila Crocifissi (16 pagg.), S. Marco (5 pagg.), S. Matteo (12 pagg.), S. Pancrazio (2 pagg.), S. Pietro in Banchi (10 pagg.), S. Sabina (12 pagg), S. Salvatore (27 pagg.), S. Siro (51 pagg.), S. Sisto (8 pagg.), S. Stefano (97 pagg.), S. Teodoro (5 pagg.), S. Tommaso (6 pagg.), S. Torpete (1 pag.), S. Vincenzo (45 pagg.), S. Vittore e Carlo (17 pagg.), Vigne (29 pagg.).

La frammentarietà del documento si riflette sulla disomogeneità dei dati; da parrocchia a parrocchia varia infatti, non solo il grado di precisione del rilevamento, ma anche il tipo di dati rilevati. Questo complica un confronto diretto dei dati anche se è possibile individuare una base comune a tutti i rilevamenti. In tutti infatti vengono riportati i dati relativi a: cognome e nome degli abitanti con più di venticinque anni, occupazione, via e numero civico dell'abitazione. Meno omogenei sono i dati relativi all'età degli abitanti, alle destinazioni e soprattutto al metodo di individuazione dell'unità abitativa all'interno dell'edificio (a volte indicata attraverso il piano, a volte con un numero progressivo degli interni).

L'utilità del documento, ai fini di uno studio sugli edifici della città vecchia, scaturisce dalla possibilità di conoscere le destinazioni e le caratteristiche degli edifici (ad esempio si distinguono ville, palazzi, case, mulini, forni, stalle etc.), i costumi abitativi, la proprietà, l'organizzazione funzionale dell'edificio (desumibile dalla descrizione delle scale, dei piani e del numero di unità abitative).

Per quanto riguarda la struttura del sistema di trascrizione si è assunta come unità minima a cui fare riferimento gli individui che risiedono nella parrocchia. Per ciascun abitante sono stati trascritti i dati personali (Cognome, nome, stato civile, relazione con il capo famiglia, età, occupazione, provenienza) e i dati relativi all'abitazione (via, numero civico, scala, piano, interno, proprietà). Ai dati riportati nel censimento sono stati aggiunti due campi: il numero delle unità abitative della parrocchia e il numero degli abitanti dell'unità immobiliare che permette di evidenziare le unità (siano esse ville, palazzi, case, appartamenti) in cui abita più di una famiglia. Nelle note si sono inseriti: i dubbi sull'individuazione dell'unità immobiliare, eventuali descrizioni dell'edificio e, nella prima registrazione relativa alla parrocchia, la descrizione dei dati riportati nel fascicolo a cura di chi ha steso il documento e il nome dell'estensore stesso.

(l. p.)

Fig. 2 - Schermata di immissione dei dati del Censimento del 1804

Tab. 3 - Struttura del data base per la trascrizione del Censimento del 1804

1.3.3. Censimento della popolazione (1871)

(A.S.C.G., Registri della popolazione, Anno 1871, nn. da 1 a 169)

Introduzione

Il Censimento, secondo dall'Unità nazionale, fu realizzato sotto la direzione del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio ed eseguito dagli uffici comunali sotto la direzione dei sindaci.

La rilevazione venne effettuata mediante schede di quattro pagine (due di istruzioni e due centrali corrispondenti alla tabella definitiva messa a registro) compilate direttamente dai capifamiglia. Il concetto di famiglia fu inteso in senso allargato come coabitazione, quindi risultano iscritti nello stesso foglio di famiglia anche i <<servi e gli ospiti che entro la mezzanotte del 31 dicembre 1871 si trovano sotto lo stesso tetto>> e sono considerati famiglia i soldati di un quartiere, i ricoverati di un ospedale o ospizio con i loro assistenti e persone di servizio.

I dati sono giudicati attendibili, anche in virtù del fatto che nel censimento viene definitivamente superato il tentativo, attuato sino al censimento precedente (1861), di computare la "popolazione di diritto" (tentativo attuato con procedimenti statisticamente discutibili di sottrazioni e addizioni degli individui facenti parte di un nucleo ma temporaneamente assenti). Un altro motivo di interesse, soprattutto in previsione di confronti ed incroci con altri dati riguardanti gli immobili, è la verifica della numerazione civica, imposta per legge alle amministrazioni comunali in preparazione del censimento.

Struttura

La consistenza documentale del fondo censuario 1871 ammonta a 169 volumi, ciascuno recante due indici di identificazione: il numero progressivo d'ordine, e i numeri dei fascicoli in esso contenuti. I fascicoli, ciascuno dei quali individua un singolo civico, sono stati ordinati alfabeticamente per via solo al momento di raccoglierli in volume. L'elemento primario di riferimento, quello toponomastico, ha permesso agli operatori attuali di stilare un indice alfabetico per consentire una rapida consultazione ed individuazione delle informazioni contenute.

Ogni fascicolo è a sua volta composto da una serie di fogli di famiglia - tabelle organizzate per voci in cui ciascuna riga corrisponde ad un individuo - che costituiscono l'unità base censuaria. Le voci elencate riguardano:

Trascrizione

Per trascrivere parte del documento sopra illustrato è stato adoperato un flat file manager (Provue, Panorama II), creando un file intitolato "Cens_1871".

La scelta di questo particolare prodotto è dovuta alla estrema flessibilità e facilità d'uso dello stesso. Infatti la fase di immissione, eseguita con un calcolatore portatile, si è basata su una scheda tipo di veloce compilazione che ha come riferimento la singola persona fisica, ma in virtù delle caratteristiche del programma utilizzato è possibile realizzare infinite schermate (schermata = interfaccia grafica di comunicazione fra l'utente e il software applicativo) ovvero schede contenenti campi scelti secondo criteri di necessità e di opportunità. Ad esempio si può riprodurre fedelmente il foglio così come si presenta al lettore della fonte, oppure selezionare una serie di campi (campi = voci) e tradurli in una nuova scheda.

Ad ogni voce della fonte è stato associato un campo, ed ognuno di questi è stato caratterizzato rispetto al suo contenuto (numero, data, testo, ecc.).

Compiuta tale operazione abbiamo costruito, in modalità grafica, la schermata di immissione ("input"), di cui si dà esempio di seguito.

Fig. 3 - Schermata di compilazione del data base per individui

Con questa modalità sono stati trascritti 5 dei 169 registri censuari, ossia circa il 3% della fonte (limitatamente alle strade comprese negli ambiti oggetto di analisi). Si tratta quindi di un campione dimensionato sulla migliore comprensione della stessa.

La restante parte di volumi sarà invece oggetto di una trascrizione parziale. Questa scelta è risultata dal fatto che l'originario obiettivo, costituito dalla trascrizione integrale di tutti i registri, è risultato, col procedere del lavoro, molto impegnativo in termini di tempo. Il ridimensionamento dell'impegno dedicato alla trascrizione di questo documento si è pertanto rivelato essere indispensabile onde non ostacolare l'espletamento delle altre operazioni previste nell'ambito della ricerca in corso. Nello stesso tempo il nuovo orientamento adottato nella trascrizione della fonte é tale da consentire comunque un agevole uso dei dati così informatizzati che, pur non potendo escludere, come nella prima ipotesi, il ricorso alla fonte cartacea, costituiranno tuttavia un utile ausilio alla ricerca.

Nella pratica non si avrà più un record per ogni individuo, bensì uno per ogni foglio di famiglia, nel quale saranno contenute informazioni riguardanti prevalentemente il capo famiglia, ma anche le altre persone presenti sul foglio stesso e quindi coabitanti. Verranno quindi indicati: il numero di tutti i componenti il nucleo familiare, quello dei soli figli, quello dei conviventi non membri della famiglia (eventuali pensionanti, ospiti occasionali, etc.), quello dei componenti la servitù, nonchè il numero dei percettori di reddito (esclusi i domestici); oltre ad essere specificato se trattasi di un nucleo familiare o meno (quest'ultimo caso si ha per esempio nelle coabitazioni legate a ragioni di provenienza o di professione).

Fig. 4 - Schermata di compilazione del data base per famiglie

Conclusioni

La trascrizione globale informatizzata, di cui si è già approntato un campione, permetterà, una volta complatata, di venire incontro alle ragioni della conservazione del documento, oltre che di facilitarne la diffusione e l'uso.

In qualità di documento, il censimento del 1871 permette, per la sua struttura molto "simile" a quelli più recenti, di effettuare raffronti con fonti censuarie di epoche diverse, nonché alcune considerazioni di carattere generale.

In primo luogo sarà possibile determinare alcuni indici censuari sia di tipo semplice, quali ad esempio il numero degli abitanti per parrocchia / sestiere / civico, che di tipo aggregato, come la diffusione e la concentrazione dei mestieri, l'età media degli adulti, la presenza di minori e le loro fasce d'età, i flussi migratori, gli indici di affollamento per abitazione, etc. Tali indici, e soprattutto l'ultimo citato che risulta di grande interesse nell'ambito della ricerca in corso, naturalmente possono essere solo indicativi ed ogni raffronto con dati recenti necessita di essere mediato e soppesato. Ciò è dovuto ad intrinseci motivi dipendenti dalle norme di compilazione del documento stesso (norme di cui si è ritenuto opportuno fare una trascrizione che diamo qui di seguito in allegato), ancora non così articolato come quelli recenti anche se già molto vicino ad essi.

Se è necessario ammettere che il diverso orientamento che sarà adottato per la trascrizione ne modifica l'utilità per l'Archivio Storico Comunale è tuttavia da sottolineare il fatto che non andranno comunque perse le informazioni più inerenti allo studio in atto, ossia quelle riguardanti la consistenza degli edifici analizzati (numero di piani e di appartamenti). Infatti l'utilità della fonte, pur essendo questa di carattere strettamente censuario e quindi focalizzata sulla persona fisica, si prospetta anche nell'analisi diretta del patrimonio edilizio tramite estrapolazioni di natura diversa: è possibile cioé valutare la consistenza dello stesso nonché la sua struttura (per esempio numero di abitazioni per edificio/piano) e dedurne variazioni in relazione a fonti di tipo diverso.

Per un inquadramento generale rispetto ai censimenti municipali ottocenteschi si rimanda al testo: G. Felloni, Popolazione e sviluppo della Liguria nel secolo XIX, Ilte, Torino 1961

Allegato - Norme di compilazione

Città di Genova
Registro di Popolazione
Piazza, via o vico e N. civico della casa
vol. fasc.

Norme da osservarsi nella scritturazione dei fogli di famiglia
Colonna 1
Ogni persona deve essere numerata con ordine progressivo di famiglia. La serie dei numeri si rinnoverà per ogni famiglia.
Col. 2
Il cognome di famiglia va ripetuto letteralmente per tutti gli individui di essa. Le coniugate devono essere indicate col cognome della famiglia in cui sono nate.
Col. 3
I nomi devono essere scritti per intero senza abbreviazione.
Coll. 4 e 5
Si deve segnare colle iniziali M o F il sesso della persona.
Col. 6
Vi si notino le relazioni di parentela (figlio, coniuge, nipote, coniato, ecc.), o di semplice convivenza (estraneo, servo, cameriere, lavorante, ecc.) che la persona ha col capo della famiglia inscritto al n° 1.
Col. 7
Non basta indicare genericamente "negoziante, fabbricante, giornaliero, bracciante, agricoltore; ma è neccessario specificare il genere di "commercio d'industria, o di lavoro, se maestro, o garzone, se agricoltore proprietario, fittaiolo, se mezzadro ecc.
Col. 8
Oltre il luogo di nascita sia città, borgo, villaggio, casale o casa sparsa, va aggiunto il Comune a cui esso appartiene. Pei forestieri basterà indicare il paese e la Provincia.
Col. 9
Se non si conosce la data precisa della nascita, e non sia stato possibile rilevarla dai registri della Parrocchia o dello Stato Civile, basterà indicare l'anno della nascita.
Coll. 10/11/12
Pei celibi basterà scrivere la iniziale C. Pei i coniugati si indicherà il cognome e nome del coniuge: marito di............, moglie di .................. Pei vedovi si indicherà il cognome e nome del coniuge defunto: vedovo di ............, vedova di........
Col. 13
Si noterà il giorno, mese, ed anno in cui l'individuo è stato inscritto nel registro, indicando i documenti sui quali si operò l'iscrizione e la scatola ed il fascicolo in cui sono conservati.
Col. 14
Indicare il Comune nel quale la persona ha il suo domicilio legale a termine del Codice Civile.
Col. 15
Indicare il Comune nel quale la persona ha la sua residenza abituale. Se risiede alternativamente in due Comuni indicare l'uno e l'altro.
Coll. 16/17
Nell'indicare la località si osserveranno le norme date per la Col. 8.
Col. 18
Questa colonna si riempirà al momento in cui è fatta la dichiarazione del cambiamento di domicilio, notando il giorno, mese ed anno in cui la persona o il capo di famiglia si è presentato per dichiarare la sua intenzione di trasferire la propria residenza in altro Comune notando il N. d'ordine del certificato.
Col. 19
Notare il giorno, mese ed anno in cui la persona è morta ed indicare i doc. sui quali si opera la variazione, la scatola ed il fasc. su cui sono conservati.
Col. 20
Indicare il giorno, mese ed anno in cui la persona è passata dallo stato celibe a quello di coniugato, da questo a quello di vedovo e da vedovo a coniugato, ed i doc. sui quali si opera la variazione, la scatola ed il fasc. in cui sono conservati.

(m. r. - i. i.)

Tab. 4 - Struttura del data base per la trascrizione del censimento del 1871 (prima versione)

Tab. 5 - Struttura del data base per la trascrizione del censimento del 1871 (seconda versione)

1.3.4. Catasto unitario (1871-1985)

(A.S.Ge, fondo Catasti, Catasto Edilizio Urbano)

a) Inquadramento generale

Prima dell'Unità d'Italia esistevano alcuni catasti descrittivi e geometrici dove la restituzione grafica seguiva ancora la scala metrica in uso nei diversi Stati.

Nel compartimento Piemontese-Ligure comprendente le provincie di Alessandria, Cuneo, Genova, Novara, Porto Maurizio, Torino erano utilizzati quattro tipi di catasto, alcuni con caratteristiche simili a quelle del futuro catasto (L. 1.3.1886 n. 3682, Messedaglia) evolutosi fino ad oggi:

  1. antico di Piemonte
  2. di censo milanese
  3. della Repubblica Ligure
  4. Francese
A Genova e nel territorio dell'ex Repubblica Ligure, era in vigore un cosiddetto catasto che aveva la sua origine dalla legge dei 7 e 29 Maggio 1798 (legge che obbliga i cittadini alla manifestazione dei loro beni stabili per la formazione di un Catasto Provvisorio), fondato su "rivele" o denuncie dei possessori, in ordine al valore capitale dei beni posseduti ed al loro reddito netto, controllate dai periti comunali e costituito da due registri:

  1. elenco delle proprietà senza distinzione di colture né di misure di superficie.
  2. elenco con le mutazioni delle proprietà.
Questo tipo di catasto viene mantenuto invariato, con forti resistenze ai cambiamenti da parte dell'Amministrazione Cittadina attenta allo stretto controllo proprietario, fino alla emanazione della Legge 1.3.1886 n. 3682, Messedaglia.

Nuovo Catasto Edilizio Urbano

Cronologia dei riferimenti normativi per la restituzione:

L.26.1.1865 n. 2136 - Istituisce l'imposta sul reddito dei fabbricati su tutto il territorio distinguendola da quella sui terreni e affidandone l'attuazione alla Direzione Generale delle Tasse e Demanio.

  1. indicazione fabbricati da esentare;
  2. assoggettamento all'imposta solo dei portatori di diritto reale in proporzione della loro partecipazione del prodotto;
  3. entità delle detrazioni: 1/4 per i fabbricati, 1/3 per gli opifici, esenzione temporanea per le nuove costruzioni.

D.11.8.1870 n. 5784 - Sella - Autorizzazione ad emanare un regolamento per la formazione di un catasto fabbricati che trasforma il sistema impositivo in un sistema compiutamente catastale.

Ogni comune doveva dotarsi di un catasto; se aveva un numero di abitanti superiore a 60.000 il catasto doveva essere diviso in più sezioni e dotato dei seguenti documenti:

  1. inventario generale o tavola censuaria;
  2. registro delle partite;
  3. matricola dei possessori.
Ogni fabbricato veniva contraddistinto da un numero progressivo sulla tavola con eventuali riferimenti a catasti precedenti.

1882 - Si approva la conservazione dei vecchi catasti fino alla redazione del nuovo per il compartimento Ligure-Piemontese; la gestione è comunale fino alla L. 1.3.1886 n. 3682.

L.1.3.1886 n. 3682 - Messedaglia - Tale legge inevitabilmente costringe tutti i comuni italiani ad uniformarsi alla regola del Nuovo Catasto Geometrico Particellare con la registrazione delle proprietà dei terreni distinta da quelle dei fabbricati istituendo ufficialmente il Catasto Terreni e il Catasto Edilizio Urbano (Catasto Fabbricati).

Genova si adegua per la registrazione dei fabbricati alle nuove disposizioni, ma continua a redigere il Catasto Terreni secondo le vecchie regole derivanti dalla legge del 1798.

D.L.30.12.1923 n. 3069 - Rivalutazione automatica del reddito dei fabbricati.

D.L.12.8.1927 n. 1464 - Rinnovo di tale provvedimento.

1935 - Concentrazione nei nuovi Uffici Tecnici Erariali (U.T.E.) delle funzioni di redazione e conservazione dei catasti.

Continua la conservazione e gestione di una copia degli atti aggiornati da parte degli Uffici Distrettuali delle Imposte Dirette.

13.4.1939 n. 652 - Si attiva il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (N.C.E.U.) con la redazione di un nuovo metodo per la definizione del reddito imponibile.

Si distinguono le unità immobiliari in varie categorie e ciascuna in classi dipendenti dalla destinazione d'uso dell'immobile, dalle sue caratteristiche, dall'ubicazione nel contesto urbano con l'introduzione del rilievo delle unità stesse (1:200) in luogo della semplice descrizione.

b) Consistenza del fondo presso l'Archivio di Stato di Genova (A.S.Ge)

il Fondo Catasti viene versato all' A.S.Ge dal Primo Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette fra Luglio e Ottobre 1985, contiene documenti risalenti al periodo fra gli anni 1876 e 1961.

I documenti riguardano:

  1. Nuovo Catasto Terreni Italiano
  2. Catasto Urbano
  3. Nuovo Catasto Edilizio Urbano
Si tratta di copie di carte catastali e di registri delle partite i cui originali sono conservati all'U.T.E. di Genova.

Catasto Fabbricati Genova - Suburbio - Struttura

1) Mappe geometrico - particellari (scala 1:1000)
Ogni foglio di mappa è suddiviso in particelle edilizie che possono contenere un fabbricato o un insieme di fabbricati.

Ogni particella edilizia può comprendere una o più unità immobiliari che prendono il nome di subalterni della particella.

1a) Tavolette Geometriche Particellari - mappe di impianto 1876 - 1879 precedenti all'emanazione della L.1.3.1886 n. 3682 - Messedaglia

1b) Allegati Geometrici Particellari - mappe di aggiornamento per particelle immobiliari

Per il Centro Storico si fa riferimento alle seguenti tavole:

numerazione A.S.Ge. -
dicitura originale

n. 54
foglio 29
n. 57
foglio 30
n. 71
foglio 35
n. 73
foglio 36
n. 85
foglio 41
n. 87
foglio 42

2) Registri delle Partite
In essi sotto ogni numero di partita è elencata una particella edilizia o gli eventuali subalterni con: tipo di registro, numero, indirizzo, tipo di immobile, piani, vani, mappa, numero di mappa, rendita imponibile e gli estremi dei passaggi di proprietà.

volumi da n. 1 a n. 304 Genova Centro
volumi da n. 305 a n. 605 Suburbio
volumi da n. 606 a n. 741 altri comuni limitrofi

Per il Centro Storico si fa riferimento ai volumi da 1 a 304.

3) Registri delle Matricole (vecchio catasto)
Riportano in ordine alfabetico non rigoroso i nomi dei proprietari, il relativo numero di partita seguito da C (Centro) o S (Suburbio), volumi da n. 742 - 921;

volumi da n. 742 - 904 Genova Centro e Suburbio.

4) Rubrica - Sommarione 922
Riporta in ordine alfabetico non rigoroso i nomi delle strade e piazze con i relativi riferimenti alle pagine dei Sommarioni (nn. neri) e ai civici (nn. rossi); ad essa è allegato anche un elenco di vie innominate e di ubicazione incerta.
5) Sommarioni - Sommarioni 923 - 928
Riportano: numero progressivo di riferimento (n. neri), indirizzo, n. di mappa, subalterno, destinazione del fabbricato, piani, vani, superficie e possessore.
6) Prontuario dei numeri di mappa - Sommarione n. 929 - 930
Riporta la corrispondenza fra i numeri di mappa e i numeri di partita, e una rubrica delle chiese datata 1877.
7) Sommarioni Suburbio - Sommarioni 931 - 938
8) Rubrica dei Teatri - Sommarione n. 939
Sono indicati in ordine alfabetico i nomi dei possessori di palchi nei teatri e i corrispondenti numeri di partita.
9) Rubrica Società - Sommarione n. 940
Sono riportate in ordine alfabetico le Società e i corrispondenti numeri di partita.
10) Sgravi per danni di guerra in evidenza - Sommarione n. 941-942
Sono indicati i nomi di coloro che hanno sporto denuncia e i relativi numeri di partita catastale.
11) Registro partite intestate al Consorzio Autonomo del Porto - Sommarione n. 943
12) Genova, imposta speciale sul reddito dei fabbricati di lusso - Sommarione n. 945
In ordine alfabetico i nomi dei contribuenti, i riferimenti alle partite catastali e i redditi imponibili con allegato un "Riepilogo ruoli 1974 Imposta Speciale".

c) Il data base di trascrizione

Scopo della trascrizione é la rielaborazione di alcuni dati per restituire la situazione degli edifici alla data della registrazione.

1) Consistenza degli edifici in piani, vani
2) Stato Proprietario
3) Destinazione d'uso
La scelta sui volumi da trascrivere è stata fatta in base al principio di ottenere i dati più interessanti, estesi a tutto il Centro Storico, per una ricostruzione dell'immobile a questa data. Tali informazioni sono rintracciabili sia nei Registri delle Partite sia nei Sommarioni che sono un riassunto dei primi.

Considerando il tempo a disposizione e la quantità di dati da trascrivere per la zona di Genova-Centro, 304 volumi per i Registri delle Partite e 4 volumi circa per i Sommarioni, si è deciso per la trascrizione dei Sommarioni riservandosi di approfondire le informazioni tralasciate nei Registri delle Partite, cioè quelle riguardanti la rendita e gli eventuali passaggi di proprietà, in una fase successiva e più mirata della ricerca.

La struttura del data base riprende completamente la tabella della pagina del volume da trascrivere:

n. pagina, indirizzo, n. civico, n. di mappa, subalterno, destinazione d'uso, piani, vani, superficie, possessore.

L'indirizzo è scritto indicando prima il nome proprio della strada - S.Caterina, Balbi, Indoratori, ecc.-, poi il tipo - strada, piazza, vico -, di seguito dopo un punto e virgola eventuali specificazioni riguardanti il luogo. Ad esempio - vico Indoratori vicino all'angolo - sarà trascritto così:

- Indoratori, vico; vicino all'angolo.
La destinazione d'uso contiene sempre, quando si verifica il caso della compenetrazione di più particelle e/o subalterni, l'indicazione precisa della loro estensione su più numeri di mappa e quindi un'informazione importante per rintracciare e capire edifici dallo sviluppo tipologico e strutturale anomalo.

Il possessore è scritto indicando prima il cognome, poi il nome, seguito dalla paternità e infine dopo un punto e virgola da stato civile, titolo e professione.

Ogni volta che il possessore non è unico, il record viene scorporato e ripetuto per tante volte quanti sono i proprietari. Ad esempio - Spinola Marchesi Francesco e Giuseppe fratelli fu Giacomo - sarà trascritto così:

- Spinola, Francesco fu Giacomo; fratello, Marchese - Spinola, Giuseppe fu Giacomo; fratello, Marchese
E' stata inserita una casella note in cui sono ricopiate annotazioni del compilatore riguardanti ad esempio l'indicazione di:Questi accorgimenti adottati in modo univoco per la trascrizione di questo documento e anche delle altre fonti storiche catastali e censuarie, permettono di rintracciare il dato nei rispettivi data base partendo dalla informazione principale che può essere il nome proprio del proprietario o della via che raramente subisce radicali trasformazioni o storpiature nei diversi documenti rispetto agli altri termini accessori che cambiano facilmente.

note bibliografiche

(n. p.)

Fig. 5 - Schermata di immissione dei dati catastali

Tab. 6 - Struttura del data base per la trascrizione dei dati dal Catasto fabbricati del Regno d'Italia

1.3.5. Altre fonti sul mercato immobiliare

Nell'ambito delle ricerche condotte dall'Istituto di storia dell'architettura considerevole importanza ricopre l'attenzione riservata alle fonti del mercato immobiliare in antico regime. In particolare negli ultimi, sotto la guida di Ennio Poleggi, viene effettuata trascrizione informatizzata di una importante fonte fiscale di età moderna, la Gabella delle Ripe minute, con finanziamenti MURST 40%.

I registri in cui sono state riportate le operazioni fiscali rappresentano, infatti, un notevole "contenitore di dati" importantissimi per approfondire, attraverso la dinamica proprietaria, il governo del suolo urbano. Prima delle spiegazioni relative all'approccio metodologico è interessante accennare, per brevi passaggi cronologici, ai riferimenti normativi che hanno portato all'acquisizione di questo consistente archivio di dati storici.

a) Riferimenti normativi

fine secolo XIII - Il Comune di Genova per far fronte al crescente deficit del suo bilancio appaltava la riscossione delle imposte (gabelle) a società creditrici dello Stato (compere) - Le norme generali per l'esazione delle rendite date in amministrazione alle Compere vennero trascritte nelle Regule Comperarum Capituli (Regolamento organico del Debito Pubblico genovese anteriore al Banco di San Giorgio, A.S.Ge, manoscritti, membranaceo IV). Il sistema fiscale di questo periodo prevedeva una tassa generale chiamata Ripa cui erano soggette le merci all'atto della vendita.

secolo XIV - Le clausole particolari e le tariffe di quasi tutte le gabelle genovesi dei secoli XIV e XV sono conservate presso l'Archivio di stato di Genova sotto il titolo Institutionum cabellarum veterum (A.S.Ge., sez. manoscritti, n. inv. XVIII): il manoscritto fu compilato nel 1428 in seguito alla necessità pratica degli amministratori delle Compere di riunire e controllare direttamente le tariffe delle singole imposte in una raccolta ufficiale.

secolo XV - Fondazione della Casa di S. Giorgio che esercitò sia in qualità di banca sia in qualità di amministratrice del debito pubblico dal 1407 al 1444- Il 2 febbraio del 1446 vennero redatte le Norme per l'appalto del diritto della ripa minuta:.

secoli XVI-XVII - Istituzione di una gabella sui punti di vendita pubblici: "loca", "emboli" ed "apoteche" diventarono elementi di controllo e di sfruttamento del suolo in quanto fonte di introiti fiscali.

secolo XVIII - Dal 1774 le Ripe Minute e le Gabelle Censarie vennero uniformate in un corpo unico.

b) Conservazione dei documenti

L'Archivio di S. Giorgio, dapprima situato nei piani superiori del palazzo del mare, a partire dal 1880 fu incorporato con l'Archivio di Stato e traslocato nelle sale del medesimo. In questo passaggio non venne mantenuto l'ordine delle nove divisioni ed anche andarono smarriti alcuni manoscritti.

c) Consistenza della documentazione pervenuta delle Ripe Minute

La documentazione relativa alle Ripe Minute, pervenuta all'Archivio di Stato, risulta divisa in due serie: registri delle ripe e registri degli estimi.

I Registri della serie Ripe Minute Estimorum sono, come si è già accennato, un'importante "fonte" di studi sul mercato immobiliare e forniscono interessanti informazioni sulla proprietà sia ad una lettura preliminare sia a successivi livelli di approfondimento.

d) Collocazione e consistenza dei registri Ripe Minute Estimorum

La serie, conservata presso l'Archivio di Stato di Genova nella sezione S. Giorgio-Gabelle sala ndeg. 36, è composta da 19 registri, per la maggior parte dotati di pandetta, numerati progressivamente in copertina dal 565 al 583; gli atti registrati vanno dall'anno 1546 all'anno 1668.

e) Contenuto delle trascrizioni

Ogni trascrizione comprende la data di registrazione, i nomi del venditore e dell'acquirente, i relativi mestieri e luoghi di residenza, la descrizione del bene oggetto dell'atto, il toponimo (dentro-fuori Genova, contrada, parrocchia, vico), il valore monetario, il nome del notaio rogante con data.

I dati sopra citati sono stati trascritti in data base onde informatizzarli per successive elaborazioni; alla conclusione e pubblicazione potranno essere utilizzati anche dal sistema informativo territoriale.

(s. b.)

Fig. 6 - Trattamento informatico archivio Ripe minute estimorum


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