Una operazione preliminare necessaria alla Mappatura culturale della città vecchia che si va realizzando nel Laboratorio di cartografia e documentazione dell'Istituto di storia dell'architettura dell'Università di Genova è la scansione di materiale fotografico e, in misura minore, documentale.
Tale materiale è stato tratto in queste prime fasi del lavoro dalle esercitazioni del corso di Storia dell'urbanistica ed è costituito, in estrema sintesi, dalle immagini di prospetti e di particolari architettonici delle zone della città vecchia, rilevanti per la nostra indagine e relativi agli ultimi quindici anni.
Per l'elaborazione di questi dati ci si è avvalsi del programma Adobe, Photoshop.
Parallelamente si è proceduto alla costruzione di un data base formato da tre campi: nel primo sono stati inseriti codici relativi ad ognuna delle immagini suddette; nel secondo il numero di riconoscimento dell'esercitazione e della tesi (preso da quegli archivi dove già sono organizzati); nel terzo una descrizione succinta dell'immagine, al fine di consentire ai rilevatori, al momento del lavoro sul campo, una rapida consultazione per stabilire quali e quanti nuovi dati acquisire in loco.
Per quest'ultima elaborazione il software utilizzato è il programma Panorama II.
L'archiviazione delle immagini scandite con Photoshop è realizzata attraverso codici .
Questo strumento indica attraverso una successione di dati numerici:
Le prime cinque cifre (03420) esauriscono il punto 1; la sesta e la settima (15) il punto 2; il tratto indica una separazione e l'ottava (0) rappresenta il punto 3; la nona e la decima (01) il punto 4.
Si ricorda che la menzione del doppio zero (00) al punto 2 servirà per vedute generali che non possono essere ricondotte ad un singolo numero civico.
Nella costruzione del codice abbiamo utilizzato, per i punti 1 e 2 la catalogazione fornita dal Comune di Genova, per il punto 3) abbiamo convenuto di attribuire differenti valori a seconda che si trovi, in questa posizione, uno zero, come nell'esempio, oppure le cifre 1, 2 , 3.
Le differenze consistono nel riconoscere, quando si incontri la cifra 0, una veduta o un documento che fornisce dati generali sull'oggetto; la cifra 1, note riguardanti la proprietà; la cifra 2 particolari architettonici o archeologici; e la cifra 3 per particolari strutturali eventualmente ritenuti interessanti.
Le immagini fino ad oggi scandite ed archiviate con questo sistema sono 431 e rappresentano circa un settimo del materiale ricavato solo dalle esercitazioni del corso di Storia dell'urbanistica. Dopo questo lavoro iniziale si attingerà agli altri lavori svolti all'interno della facoltà di Architettura.
Alcune note significative sono rappresentate dal fatto che circa tre quarti delle immagini scandite sono foto di ambito generale, delle quali metà raffigurano prospetti o parti di essi, un quarto vedute propriamente generali ed un ottavo schemi di distribuzione funzionale, cioé assonometrie schematiche delle scale atte ad illustrare la distribuzione interna dell'edificio.
L'importanza di questi schemi funzionali non é trascurabile, come si é potuto appurare nel corso dei primi sopralluoghi. Le scale infatti offrono indizi utili per individuare sopraelevazioni, accorpamenti ed altre trasformazioni subite dall'edificio originario, oltre a permettere il riconoscimento di eventuali relazioni esistenti tra diversi numeri civici.
Solo 11 sono i documenti scanditi che offrono dati sulla proprietà. L'acquisizione informatica di questa serie di elementi é limitata ai quadri più sintetici, poiché molti dati trascritti nelle esercitazioni sono già contenuti negli archivi informatici precedentemente descritti.
Infine circa un quinto delle immagini rappresentano i particolari archeologici e di questi ben la metà sono portali. Naturalmente, vista la temporanea parzialità dei testi consultati (le predette esercitazioni di Storia dell'urbanistica), l'aspetto archeologico e quello tecnologico, del quale per ora mancano immagini, verranno integrati via via dagli elementi tratti dalle esercitazioni e dalle tesi svolte dai restanti istituti.
Tutti questi dati di laboratorio formeranno una base di partenza per la cognizione dell'edificio quale oggi si presenta al giudizio dell'operatore.
Oltre alla elaborazione del data base suesposto l'opera sul campo verrà coadiuvata dall'uso di uno strumento tecnologico particolarmente innovativo rappresentato da Quick Take 100, una macchina fotografica che realizza immagini con lo stesso angolo visuale dell'occhio umano e che offre foto di alta qualità trasferibili in brevissimo tempo su computer.
Questo strumento é stato adoperato durante i sopralluoghi svolti dai quattro gruppi di rilevatori su nove edifici in diverse zone della città vecchia, tra Sarzano e San Siro. Si sono ottenute così 248 fotografie, in media 62 per gruppo e 27 per numero civico, che hanno permesso di verificare le effettive possibilità di Quick Take 100. Adeguato per documentare particolari quali portali, balaustre o bolzoni di catene; meno efficiente nella realizzazione di foto d'insieme, quali i prospetti, anche se il limitato angolo visuale dello strumento ha generato sempre e comunque vedute meno "architettoniche" e più "umane", meno costruite, cioé, in fase di scatto da un occhio tecnico e vicine in misura maggiore all'approccio di un fruitore occasionale.
In ogni caso verranno anche realizzate alcune fotografie con strumentazioni tradizionali dotate di ottiche opportune.
Le immagini raccolte sul campo verranno in seguito organizzate in un nuovo data base. Quest'ultimo, oggi in fase di studio, sarà simile a quello sopraddescritto con l'aggiunta, però, di alcuni campi come quelli indicanti il numero di scheda e di record al quale è riferita la singola immagine.
Ultima fase sarà il "collegamento" dei data base in modo da realizzare un archivio informatico di fotografie e documenti.
Fig. 13 - Schermata del data base

Fig. 14 - Schermata del nuovo data base

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